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il mondo formica

Era una caldissima giornata d’estate il sole brillava nel cielo e si rispecchiava nelle acque del laghetto che si trovava al centro del parco. Era un parco molto grande con un immenso prato ricamato di fiori, stradine e giochi per bambini.
Nel centro del parco c’era un formicaio pieno di formiche. Tutte uscivano a procurarsi il cibo tranne una: piccola, innocente, impaurita e chiusa in se stessa che non poteva nascondere il dolore e l’umiliazione che provava per quello che non riusciva a fare. Il pensiero che l’affliggeva, nel vuoto di solitudine, era: “Ci vorrebbe un amico per dimenticare il male”, ma poi ripensandoci sentiva che l’unica vera amicizia era in se stessa perché solo lei capiva ciò che provava.
Nel parco c’erano anche altri insetti come delicate farfalle variopinte, vivaci api che volavano accanto ai fiori, zanzare che pungevano, moscerini e mosche fastidiosi. Grilli e cavallette che saltavano ovunque, scarafaggi, libellule e altri. Ma nessuno la poteva aiutare.
Un giorno, nonostante sapeva quanto fosse difficile, decise di rischiare provando a uscire dal formicaio insieme alle altre. Risalì alla superficie, mise le zampe fuori dal formicaio e mentre il sole la accecava sentiva il cuore battere forte. Le altre si allontanarono velocemente per cercare qualcosa da mangiare, ma lei entrò nel panico girando a destra, a sinistra e continuando a cambiare direzione. Piccolina e con un gran cuore ma si sentiva dispersa in un mondo immenso.
Intorno a lei c’erano solo ciuffi d’erba corti e fiori profumati dove vide le sue simili non lontano e decise di raggiungerle, ma mentre lo faceva un bambino che giocava li accanto senza accorgersene la stava per schiacciare, per fortuna non successe nulla di grave perché riuscì a nascondersi sotto un sasso che era vicino. Appena raggiunse le sue simili preoccupate l’aggredirono cacciandola di nuovo nel formicaio. Lei con il cuore spezzato, una gran delusione e una profonda disperazione ci ritornò.
Durante la strada del ritorno passò accanto a una panchina dove c’era seduta una bambina che faceva merenda. Mentre mangiava non si accorse di perdere qualche briciola, ma la formica le notò con piacere e si avvicinò a prenderle. La bimba si accorse di lei, la osservò incuriosita, ma fece finta di nulla e la formica più felice che mai acquistò fiducia in se stessa.
“Un amico, anche se diverso sarà sempre tuo amico”così pensava la formica che divenne, coraggiosa ma allo stesso tempo prudente e visse felice e contenta per sempre.

 

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7 commenti:

  • sara zucchetti il 09/11/2011 11:52
    Grazie caro Raffaele sono contenta che ti piaccia questo mio racconto breve molto recente. Sono felice che tu l'abbia ripescata!!!!!!!!
  • Raffaele Arena il 09/11/2011 11:33
    Una fantastica poesia in racconto da poter condividere davvero con gioia tra i bammbini, leggendola. Brava!
  • sara zucchetti il 17/05/2010 18:01
    Grazie sono contenta, sia piaciuta a lei e ai bimbi. Questa volta diciamo che è una favola per bimbi l'altra volta era più una favola per adulti.
  • Fuvell Altego il 17/05/2010 15:17
    La favola risulta piacevole nella lettura e d'altra parte ha ben divertito i bimbi a cui l'ho letta. Gli ingredienti ci sono tutti, compresa la morale finale. Testo scorrevole e comprensibile per bimbi in età elementare.
  • Anonimo il 10/08/2009 00:29
    originale
  • Anonimo il 10/08/2009 00:23
    piaciuto!
  • Christopher Robin il 09/08/2009 23:21
    Originale come favola. Dovresti solo curare un po' di più la punteggiatura e i verbi.