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Cercando di entrare in qualche aspetto della mente umana (genialità e pazzia)

Ritengo che l' influenza delle esperienze sulle persone sia decisiva rispetto alla forma di pensare, che sulle nostre idee forte sia l' effetto delle nostre conoscenze.
In questo articolo voglio esprimere un concetto, chiaramente discutibile, ma portatore di una verità che è allo stesso tempo assoluta e parziale.
Voglio definire la genialità come la capacità di pensare a prescindere dall' esperienza, di vedere il mondo in una forma libera e superiore, di vedere una realtà ben diversa da quelle che il prodotto delle nostre conoscenze ci porterebbe a pensare.
Voglio definire la pazzia come una forma altrettanto libera di vedere le cose, come l' incapacità di comprendere quello che abbiamo attorno, come il rifiuto della realtà.
La differenza tra le due definizione è sottile:
Alla domanda come distinguere una visione superiore, da idee distorte e assurde è difficile, quasi impossibile dare risposta, o quantomeno indicare e un criterio di valutazione univoco ed efficiente.
Ora, per finire, voglio spiegare perché ho parlato di verità assoluta e relativa:
utilizzando questa definizione posso affermare con convinzione che tutti siamo un po' geni e un po' pazzi, ma nessuno è completamente folle, o completamente geniale.

 

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1 recensioni:

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  • Verbena il 04/10/2014 14:40
    La verità della persona sincera e leale è soggettiva, è la propria opinione che trae ispirazione dalla esperienza e dal proprio modo di recepire i fatti e le novità della vita esprimendoli coerentemente. È l'affermazione del proprio singolo io con i presupposti sopra detti. La verità assoluta invece è totalmente slegata dal proprio modo di pensare, dalla intelligenza, dalla volontà. È assoluta non per genialità della persona perché è illuminazione dello spirito di Dio che si cala nell'animo umano e parla a prescindere da ogni ragionamento o punto di vista. Quando così accade l'individuo stesso riconosce e si accorge d'aver pensato e detto cose non elaborate dalla propria ragione. La linea di demarcazione tra la sanità e la follia è data da fattori b en precisi di carattere patologico. La follia è malattia mentale, sono cellule scomposte che producono distorsioni nel modo di vedere e comprendere le cose.
    Altra cosa è la Verità in senso assoluto. È lo Spirito di Dio che illumina il pensiero umano quando questi è affidato alla Sua volontà. E comunque sempre esito di sacrificio, conseguenza di croce.

8 commenti:

  • enrico ziohenry il 16/10/2009 17:51
    Il genio comprende cose che ad altri sfuggono... dipende dalla sua biologia, da come è strutturato anatomicamente, da come il suo genoma prevede che diventi. Non c'è grande merito nell'essere dei geni, è solo questione di culo. Comunque credo che un genio sia fondamentalmente una persona sola, impossibilitata al rapporto interpersonale da pari a pari. Personalmente preferisco chi per raggiungere dei risultati in qualche campo ha necessità di applicazione, costanza e perseveranza. Il folle, anche se per certi aspetti presenta talvolta dei risvolti comportamentali apparentemente geniali, è, secondo me, molto spesso una vittima; vittima della propria natura, di esperienze devastanti, delle circostanze, della sfiga. Non c'è genialità nella dissociazione mentale: il genio è genio, il folle è folle. Tutto questo, ovviamente, secondo il mio più che modesto parere. Saluti, ziohenry
  • giancarlo milone il 23/08/2009 16:47
    esatto...
    ciao
  • Inchiappa Vito I Song il 23/08/2009 16:46
    Similitudine non è uguaglianza ...
    Ciao
  • giancarlo milone il 23/08/2009 16:34
    ovvio ... similutidini appunto...
  • Inchiappa Vito I Song il 23/08/2009 16:05
    Similitudini sì, ma il mio commento non erauna copia del tuo scritto...
    Ciao
  • giancarlo milone il 23/08/2009 15:50
    grazie, infatti vedevo similitudine tra il tuo commento e quello che avevo scritto...
    ciao
  • Inchiappa Vito I Song il 23/08/2009 09:58
    Ho riletto il tuo saggio. Hai ragione!
  • Inchiappa Vito I Song il 22/08/2009 16:06
    Per convnizione può affermarsi ogni cosa. Non può obiettrsi che "nessuno è completamente folle, o completamente geniale" ma si può dibattere sulla maggiore incidenza della follia sulla genialità in ogni individuo.
    Poi dipende dai diversi livelli di genialità o di follia, un individuo può considerarsi "socialmente non pericoloso" o al contrario.
    Ovviamente ognuno, in riferimento alle proprie esperienze e conoscenze, ha dei propri metri di valutazione e mancando l'obiettività di giudizio, ogni risultato sarà sempre e comunque opinabile.
    Ho detto livello per distinguerlo dal coefficiente. Sono due misure differenti.
    Un genio può essere pazzo un pazzo non potrà mai essere un genio.
    Buono spunto di argomentazione.