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Diario estivo di un quindicenne

Dopo un anno di sfiga, la scuola è finita e sono arrivate le vacanze: lascio l’afa di Milano per le spiagge della Sardegna! Da un paio d’estati i miei prendono in affitto un appartamento ad Alghero che sarebbe riduttivo definire una semplice città turistica, dal momento che è un’isola spagnola dentro l’isola sarda. Quest’anno volevano proibirmi di partire in vacanza, causa bocciatura al quarto ginnasio, ma non è colpa mia: con greco e latino non ci imbatto proprio.
A suo tempo ho provato a dirgli che volevo iscrivermi ai geometri, ma loro sono i classici milanesi snob che preferiscono avere un figlio al ginnasio, piuttosto che uno geometra. Mah!
Alla fine hanno deciso di farmi andare ugualmente in vacanza, giusto perché non hanno alternative: non reggeranno alla figuraccia che faranno a settembre se racconteranno di aver trascorso le vacanze all’Idroscalo, anziché in Sardegna, perché di lasciarmi a Milano a casa da solo non se ne parla proprio dopo tutto il casino che ho combinato lo scorso febbraio.
Dovete sapere che con le ragazze non sono mai stato un granchè: alle medie soprattutto non ho mai battuto chiodo, per via della bassa statura e della timidezza cronica. Poi però l’altezza è venuta fuori tutta d’un colpo ed anche un discreto fisico grazie al corso di nuoto, ma la faccia tosta no: fortuna che ho scoperto le chat! La timidezza sparisce dietro lo schermo del computer e finalmente ho perso le inibizioni!
Nel periodo di Natale ho conosciuto Cindy, una ragazza inglese di ventidue anni, gran figa, grande appassionata dell’Italia e degli italiani per fortuna! Persino dei quindicenni timidi. Vabbè non sono stato del tutto sincero: le ho detto di averne diciannove e lei mi ha creduto.
Dopo aver chattato per due mesi e dopo diversi scambi di foto, ho approfittato dell’assenza dei miei, partiti per la solita settimana bianca, per regalare a Cindy un week end milanese e soprattutto…. la mia verginità!! Non posso entrare nei dettagli di ciò che abbiamo combinato in quei giorni, altrimenti il mio racconto diventerebbe a luci rosse; per spiegarmi sintetizzerò il tutto in due parole, ispirandomi al titolo di una famosa canzone di Claudio Baglioni: “Viva l’Inghilterra! ” Ancora ci penso….
Ma i miei, causa distorsione alla caviglia di papà, hanno pensato bene di anticipare il rientro e mi hanno scoperto.
“Ma come hai potuto portare in casa nostra una perfetta estranea!! Ti rendi conto del pericolo che hai corso, con tutto quello che si sente dire ai telegiornali! ”
E vai con urla, strepiti, ancora un po’ uno tsunami si stava per abbattere su Milano, pur non essendoci il mare; sono stato in punizione per un mese. Ho provato a spiegargli che tra i miei amici ero l’unico ancora vergine, ma non hanno voluto sentire ragioni e da quel momento, niente internet e mai più solo in casa, ahimè.
Ma a questo penserò al momento della prossima settimana bianca dei miei; per ora la punizione mi torna comoda per andare in Sardegna e rivedere la mia Bea, una ragazza di Roma, di origini sarde, che ogni anno viene in vacanza ad Alghero e che fa parte della stessa compagnia che si ritrova alle spiagge della pineta di Maria Pia.

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4 commenti:

  • Antonio rea il 15/12/2009 14:12
    .. non ho più quindi anni, ma questo racconto mi fa rivivere situazioni mai dimenticate!! brava Maria Grazia. Brava soprattutto per aver saputo sapientemente descrivere le sensazionei provate da un adolescente non del tuo stesso sesso!!
  • sara zucchetti il 03/09/2009 21:48
    molto bello anche questo racconto, brava! Lo trovo molto moderno, aggiornato sui problemi dell' adolescenza e sulle emozioni. Mi piace anche lo stile raccontato a diario e con belle conversazioni
  • Anonimo il 02/09/2009 22:20
    piacevole racconto estivo che evidenzia gli amori adolescenziali, di quanto si può stare male per qualcuno che non ti degna di uno sguardo, ma anche la consapevolezza che si sta crescendo, che la vita è un'occasione troppo importante e che il futuro dipende anche dalle nostre scelte.
  • Giuseppe Tiloca il 02/09/2009 17:50
    Io, ho letto tutto il racconto e mi è piaciuto. Anche io ho 15 anni e, sai io provengo dalla città che hai appena menzionato, io sono algherese di nascita! Le mura, i bastioni, le torri ed i campanili li adoro, il mare, meno la gente. Ben strutturato, mi piace, mi ha colpito subito, perchè ho individuato la mia città ed allora ho letto. Intrigante la storia di questo ragazzo di MIlano che ha amicizie algheresi. La bocciatura è una brutta cosa, però, sai, io sono ai geometri! E al posto di quel ragazzo ai miei genitori li avrei mandati a cagare solo per non avermi mandato ai geometri, perchè è una grandissima scuola.. poi ognuno ha i suoi sogni è ovvio.. stravagante il pezzo della verginità con Cindy, l' amica inglese e, un po' brutto, quando i genitori l' hanno scoperto!
    Mi ha fatto piacere leggere della mia città. Molto. E il tuo racconto va dritto dritto nei preferiti.
    Ciao! Giuseppe

    p. s. A tratti mi sembro io... ahahahahahahhahahah
    togliendo la timidezza e milano, anche le chat!

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