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Fuga dalla realtà

La realtà a volte ci appare così dannatamente noiosa e ripetitiva che la nostra mente non riesce a rimanere attaccata ad essa; deve, anche solo per qualche istante, staccarsi dal concreto e volare via, andarsene. Non importa in quale luogo vada o quanto ci resti, lo deve fare e basta.
Credo che tale sensazione non si possa descrivere con semplici parole, ma è come se il nostro corpo all’improvviso diventi troppo piccolo ed insignificante per contenere tutto ciò che l’immaginazione voglia offrirci. Ed allora ecco che mente e corpo si scindono, formando così due entità diverse, l’una indipendente dall’altra.
Personalmente è qualcosa che mi capita spesso, soprattutto la sera quando sdraiato al buio nel mio letto non riesco a prendere sonno.
In quei momenti chiudo gli occhi ed ecco che la stanza attorno a me scompare; le pareti non ci sono più e il letto su cui il mio corpo è sdraiato svanisce. Qui entra in scena l’immaginazione, la quale non fa che portarmi lontano: lontano dalla mia casa, dal mio piccolo paesino di duemila abitanti, dai miei affetti. Continua a viaggiare fino a che non trova il luogo giusto, un magnifico paesaggio che mi lascia letteralmente senza fiato. Il cielo è così limpido da sembrare finto, gli alberi di un verde che si vede solo nei quadri; è poi c’è il mare che si estende a perdita d’occhio.
Ed io incredibilmente mi trovo lì in mezzo e una brezza leggerissima mi accarezza il viso. Regna un silenzio assoluto, quasi innaturale; un silenzio che mi rilassa in modo totale e mi fa dimenticare tutto. In quel luogo infatti non bisogna svegliarsi la mattina ed iniziare a correre per rispettare gli orari; non c’è nessuno che rompe le palle e soprattutto nessuno che mi dice sempre cosa fare.
Per pochi, meravigliosi momenti mi sento libero e la cosa ancora più bella è che il luogo non resta sempre lo stesso; ogni volta che la mia mente mi porta fino a lì infatti cambia, non rendendolo mai monotono.
Al mare, in montagna, in un paesino sperduto, anche in un oasi deserta, non me ne frega assolutamente nulla. Lo spettacolo rimane sempre ineguagliabile.
Alle volte poi non sono da solo; accanto a me c’è una persona, una ragazza che vedo di rado ma della quale ricordo alla perfezione ogni particolare come se passassi con lei ogni singolo giorno della mia vita. Lei è lì, così vicino che possiamo persino toccarci; non è molto alta ma quando mi guarda ho l’impressione di sciogliermi. Il suo sorriso non può essere descritto, così come i suoi occhi. Può essere solo osservato.
Cosa posso pretendere di più?
Proprio quando trovo la risposta tutto torna alla normalità; il paesaggio è di nuovo costituito dalla mia stanza e la mia mano invece che stringere la sua e aggrappata al materasso.
In un istante tutto finisce così come era iniziato.
E una domanda mi sorge spontanea.
-Come ho vissuto questi miei primi vent’anni di vita? So che i giorni trascorsi oramai non possono più essere recuperati.-
Purtroppo per me non so darmi una risposta.
A quel punto i miei occhi si chiudono nuovamente e cado in un sonno profondo.

 

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4 commenti:

  • rizza rlronora il 22/04/2010 21:20
    Ciao, volevo chiederti un favore siccome il tema della mia tesina è la fuga dal reale mi dai il permesso di utilizzare le prime tre frasi del tuo testo?
    Mi faresti un grande piacere. Grazie Eleonora
  • sara zucchetti il 24/10/2009 13:05
    Queste riflessioni sono interessanti. Anche io vado spesso in un altro mondo, con la fantasia, mi lascio trascinare staccandomi un po' dalla realtà che a volte non è piacevole. Per quanto riguarda l'età quando sono pochi vorresti andare molto avanti e quando arrivi a 20 o a 30 anni ti accorgi quanto tempo è passato e quante cose hai fatto nella vita.
  • Giuseppe Tiloca il 06/10/2009 18:25
    Questo racconto mi ha emozionato. Devo dire una profonda verità, alle volte io, mi estraneo spesso dalla realtà. Capita in due luoghi, casa e scuola. Mi capita come te di vedere la mia campagna, le mie piante la mia natura e i miei familiari. A scuola invece immagino... e poi mi disincanto!
    Anche mentre mi addormento, penso a queste cose, ogni giorno diverse, mentre magari c' è una canzone in testa!
    Bravo, mi piace!
  • Ugo Mastrogiovanni il 06/10/2009 13:47
    -Come ho vissuto questi miei primi vent’anni di vita? So che i giorni trascorsi oramai non possono più essere recuperati.- Chi, come te, è riuscito a scavare dentro di sé per trovare le profonde motivazioni dell’immaginare quello che hai bellamente raccontato, ha certamente vissuto i suoi primi 20 anni con umiltà e nel rispetto del suo dovere. Bravo.

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