PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Follia e amore

È così poco distante la follia dall'amore.
Mio padre fu accecato dalla gelosia e il suo amore si trasformò in tragedia.
Avevo sette anni quando trovai mia madre stesa a terra e piangente con il mascara che scivolava lentamente sulle sue guance bianche.
Mi avvicinai come terrorizzato ma nello stesso tempo con il bisogno di baciarle il viso.
Mi prese, mi strinse, mi abbracciò dolcemente tra le sue mani tremanti.
Mi baciò la fronte e cercò di asciugarsi le lacrime.
Non parlavo, la guardavo solamente sperando che rispondesse ai miei occhi interrogativi.
Si alzò e sorrise per rassicurarmi: "Che stupidina la tua mamma... Sono caduta... Sono scivolata come succede nei cartoni animati..."
Io cosa potevo fare se non crederle?
La mattina dopo, senza trucco, mentre facevamo colazione mi accorsi che aveva dei segni rossi e violacei intorno al collo e la sua guancia era gonfia.
Matteo, mio fratello si svegliò e si sedette vicino a me per bere il latte.
"Buon giorno! "- dissi.
"Buon giorno..."- sbadigliò- "Uffa, oggi ho il compito in classe! Compito di latino..."
"Vedrai che andrà bene..."- rispose la mamma da dietro la cucina.
"Ma mamma, non fai colazione con noi? "- domandò Matteo.
"Io ho già fatto colazione... "- sembrava che la mamma volesse nascondersi da mio fratello che si alzò e andò da lei.
"Lo ha fatto di nuovo? Lo ha fatto di nuovo quel bastardo? Ti ha picchiato, mamma? "- Matteo urlò e diede un pugno allo sportello della credenza.
"No, tesoro... No... Tuo padre non c'entra nulla..."
Allora mi alzai e a voce bassa dissi: "La mamma ha detto che ha scivolato..."
Speravo in questo modo di calmare le acque.
Matteo, più basso dei suoi compagni di classe frequentanti il primo ginnasio, diede un altro pugno allo sportello e guardò la mamma: "E tu continui a difenderlo? Ti ostini a far sembrare nostro padre un angelo? È un farabutto, mamma! È un bastardo! Ma... ma questa volta decido io per tutti noi! Ci trasferiamo tutti dalla nonna! E quell'uomo... e quell'uomo, che per me non è mai stato un padre, ci deve stare lontano! "
Detto questo Matteo si vestì in fretta e andò all'officina dove lavorava il babbo.
Di quella loro discussione seppi solo che Matteo andò a scuola con un occhio nero...
Io in auto verso la mia piccola scuola stetti in silenzio vicino alla mia mamma.

1234

0
8 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

8 commenti:

  • Giorgia Spurio il 20/10/2009 15:39
    grazie mille a tutti... veramente... per i vostri commenti e i vostri complimenti..
    è che penso in poesia così come in prosa bisognerebbe cercare pochi consensi, più che altro la letteratura, essendo un'arte, debba riuscire a suscitare emozioni.
    se sono risucita a far questo... ne sono veramente contenta.
    grazie
  • Roberto _ il 20/10/2009 15:30
    Bè... dopo che hai lasciato un tuo bellissimo commento ad una mia poesia volevo leggere qualcosa di te. Ho scelto il racconto: non li leggo mai su internet perchè mi stanco ma il tuo l'ho letto tutto d'un fiato e mi ha coinvolto. Ammetto... alla fine ho pianto, per questo volo senza piume, per questo amore che sopporta le percosse, per questo addio fragile e silenzioso. E tu non sai quanto questo addio mi tocchi da vicino...
    Grazie per le belle emozioni e complimenti!
    Roberto
  • Stefano Galbiati il 18/10/2009 13:39
    mi hai lasciato senza parole... un racconto stupendo nella sua drammaticità. inoltre l'hai scritto molto bene e tutto ciò non fa che renderlo ancora più reale.
    brava!
  • Giuseppe Tiloca il 18/10/2009 11:13
    Giorgia questo racconto mi ha emozionato fortemente. Cioè, questa storia è talmente drammatica... A momenti stavo per piangere.. lo hai scritto davvero bene, non c' è dubbio, però.. mi ha lasciato di stucco. Alcune parti sembrano parti della mia vita, è strano legere questo racconto e, provare a dimenticare. È bellissimo Giorgia, un po' triste, perchè forse la tematica è quella, però lo aggiungo immediatamente ai preferiti, sai, non ho mai letto una cosa così terrificante, e bella. Brava.
  • Giorgia Spurio il 17/10/2009 12:15
    grazie vincenzo per il tuo commento e per i tuoi consiglli.
    i consigli sono sempre un tesoro da tener caro.

    e grazie per il "brava"

  • Vincenzo Mottola il 17/10/2009 12:03
    Tematica delicata, fragile, difficile da affrontare bene. Perciò ben fatto, però c'è qualcosa di inespresso, in te prima ancora che nella storia. Passa un mese senza leggerlo, poi ripescalo e vivilo come se fosse scritto da qualcun'altro. Allora credo che potrai rendere in pieno l'ottima idea e le bellissime immagini che avevi nella fantasia e non hai espresso del tutto. ... Ma in fondo io chi sono per dare consigli!?!? Brava, devo dire solo brava. Continua a scrivere, che è una cosa bella ed appagante.
  • Anonimo il 15/10/2009 21:18
    bel racconto
  • simone baire il 15/10/2009 15:35
    wow... è stupenda, straziante, angosciosa, liberatoria... proprio come ciò che è scritto... MOLTO PIACIUTA!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0