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Sette minuti

Le lenzuola pulite diffondevano il loro profumo nell'aria tiepida della luminosa camera da letto.
Era un autunno atipico, caldo come un'estate incipiente, avido di amori e foglie rosse.
Le 11, 24. Le restavano sei soli minuti per ricomporre il letto matrimoniale ancora in disordine dalla notte trascorsa, prima della telefonata che l'avrebbe portata lontana da sé stessa per qualche tempo, verso l'amore puro, fragile e cauto di Giulio.
Il letto prendeva forma velocemente, avvolto nel blu del cotone e ricoperto dal bianco della coperta di lana leggera.
Il blu era il colore preferito da Giulio e Alba, mentre sudava copiosamente per completare il suo lavoro, non osava formulare un pensiero ardito, fugace, colpevole: fare all'amore con lui proprio lì, con leggerezza e passione, sarebbe stato bellissimo.
I minuti scorrevano, erano già le 11, 30, e col cuore in gola, la stanza era in ordine.
" Quasi un primato", Alba pensò sorridendo. Poi si sedette su una poltroncina a guardare le piante che ornavano la camera, recuperando ritmo nel respiro, scivolando nei pensieri che voleva prendessero corpo in quella telefonata vitale.
Le 11, 31: la prima volta lui l'aveva chiamata alle 11, 31 o forse le 11, 32, ma gli orologi che le facevano da riferimento avevano un andamento obliquo.
Il vecchio frequenzimetro da polso correva in avanti, il telefonino era indietro di un minuto, l'orologio a muro della cucina, troppo approssimativo. Che ore erano? Ma soprattutto, perché Giulio non chiamava?
Le 11, 33. Il cuore pulsava forte in gola. Trattenendo il respiro Alba poteva contarne i battiti senza fatica ascoltandosi dentro.
Il telefono le stava accanto, rosso come l'amore, banale come una frase da cioccolatini. Quando Giulio la chiamava, lei ascoltava le inflessioni della sua voce perché lo amava. Amava le sue parole e i suoi silenzi che cercava di leggere, ma il tempo trascorreva e il telefono restava muto.
Le 11, 35. Alba aveva deciso di controllare sul computer se Giulio le avesse inviato qualche mail che annullava il loro appuntamento, mentre pensava: "Nooooo!"
Una volta alla settimana la sua voce era il loro unico contatto dal sapore umano, come lacrima in un deserto.
Le 11, 37 : sette gocce d'acqua da un lavandino che perdeva, scandivano il tempo che attraversava i neuroni con una lentezza esasperante.
Sette minuti lunghi come sette anni, come sette secoli, come sette ere geologiche.
Mentre gli occhi di Alba si velavano certi del silenzio, il moderno telefono rosso squillava un trillo antico e l'ignara voce invernale di Giulio le giungeva finalmente, come il vento incerto dell'autunno che tardava ad arrivare.
E l'amore di Alba divampava, nel suo timbro scuro.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 09/05/2014 08:05
    apprezztao... complimenti.

4 commenti:

  • Cesira Sinibaldi il 20/01/2010 22:33
    Sette minuti di un quotidiano "comune" scritti così riescono a trasformarsi in un racconto magnifico!
  • Stefano Galbiati il 24/10/2009 21:01
    uno stile di scrittura veramente molto particolare, preciso, delicato e privo di errori... il tuo racconto mi ha coinvolto davvero tanto... brava!
    stefano
  • Anonimo il 24/10/2009 20:58
    Ho vissuto questi sette minuti come fossero ore... brava ci sei riuscita!!!
    Un abbraccio
    Dani
  • Anonimo il 24/10/2009 13:45
    È bellissimo ed ammalliante, come tutte le tue opere.

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