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Data pubblicazione 31/10/2009       Numero di letture 585 letture     Commenti ricevuti 6 commenti     Su Facebook     Su twitter
Autore: Auro Lezzi
9 voti

L'uomo che sapeva amare..(una piccola storia vera)

ALFREDO ERA UN MIO AMICO D'INFANZIA...
Negli anni 60 eravamo entrambi studenti universitari... Alfredo era iscritto alla facoltà di medicina, laico, non credente,
di sinistra, politicamente impegnato, in qualità di segretario circoscrizionale dell'allora "Democrazia Proletaria".
Era un uomo che credeva fermamente nell'uomo.
Un giorno Alfredo, con molti sacrifici, riuscì finalmente ad acquistare la sua prima auto:una fiat 500 blu notte.
Quella sera mi venne a prendere per festeggiare e mi portò in pizzeria... Sembrava che il mondo fosse ai suoi piedi, tanto era felice..!!
Quando uscimmo dal locale, entrando in macchina, ci accorgemmo che l'auto era stata sfregiata con un punteruolo, lungo tutto il perimetro della carrozzeria, sul cofano, e sul tetto.
Poco lontano alcuni ragazzi sedevano su un muretto e ci guardavano con aria arrogante.
Soprattutto uno di loro sorrideva beffardo, stringendo nella mano destra il punteruolo e lo mostrava con gesto di sfida.

Alfredo non fece una piega, nascondendo con cura il gran colpo al cuore ricevuto, salì in macchina, mi accompagnò a casa e mi disse solo:Pazienza, son cose che capitano, c'è ben di peggio che può succederti nella vita.
Dopo qualche giorno, a mia insaputa, Alfredo si recò nel luogo stesso del misfatto, affrontò il ragazzo, e dopo avergli fatto chiaramente capire che si era perfettamente reso conto che era lui l'autore dell'immotivato gesto vandalico, gli rivolse una semplice domanda:Perchè??
Mi girava così, rispose, con aria di strafottenza, ben spalleggiato dai suoi amici.
E se l'avessero fatto a te? Replicò Alfredo...
Impossibile, rispose, io non avrò mai, neanche una bicicletta.
Comunque, replicò ancora Alfredo, voglio propio premiarti, vediamoci tra dieci giorni qui.
La prese come una sfide e rispose:Io sto sempre qua, e quando non ci sono, basta chiedere di Bruno.
Alfredo andò via. Nei giorni successivi, fece rimettere completamente a nuovo il suo vecchio motorino, che utilizzava prima di possedere un auto e che gli era comunque ancora utile, lo fece riverniciare d'un colore rosso fiammante, lo caricò su di un carrellino, agganciò il carrellino alla 500, ed andò all'appuntamento prefissato.
Mi offrii d'accompagnarlo, ma non volle assolutamente, ed allora gli chiesi:Ma perché lo fai?
Perchè lo vuole la mia coscienza, rispose, e perché ho l'esigenza di dimostrare continuamente a me stesso, che sono sempre ed in ogni occasione, capace d'amare.

I ragazzi erano sempre là, Alfredo chiamò Bruno e gli disse questo è tuo, così non puoi più dire di non possedere nulla, se vuoi puoi venire a trovarmi domani a casa mia, ove viveva ancora coi genitori, e nel dargli l'indirizzo, aggiunse:E stai pure tranquillo, che sotto casa mia, nessuno te lo tocca... Appoggiò il motorino al muretto ed andò via, con la massima naturalezza.
Il giorno dopo Bruno andò a trovare Alfredo, fecero il passaggio di propietà, e nei giorni successivi gl'incontri diventarono sempre più frequenti, fino a diventare quotidiani.
Alfredo diventò amico fraterno di Bruno e suo insostituibile punto di riferimento. E lo convinse a riprendere gli studi.
Bruno si diplomò perito tecnico, e nel frattempo Alfredo si era laureato in medicina, specializzandosi nella cura di malattie infettive rare.
Bruno fu assunto da una grossa azienda metalmeccanica, di cui è oggi capomagazziniere, si è sposato, ha due splendidi figli, e dedica quasi tutto il suo tempo libero, ad opere di assistenza e volontariato.
Alfredo è morto in Angola, qualche anno fa, ove prestava opera attiva, per conto di un organizzazione sanitaria mondiale, in un incidente d'auto.
Bruno racconta a tutti questa storia, per dimostrare praticamente, quanto può un piccolo, grande e semplice gesto di vero amore.
È lui, che sapendo della mia partecipazione a questo sito, mi ha pregato di raccontarla anche a voi.

 




6 commenti:

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  • Ettorina Gerbelli il 29/04/2010 16:36     [segnala un abuso]
    Commovente, questo racconto può insegnare tanto ai giovani. Da la scossa, ti fa capire come dare una svolta ad una vita vuota dove domina solo la noia.
  • myatyc myatyc il 13/01/2010 18:58     [segnala un abuso]
    Bella storia e morale ineccepibile... forse però lo stile sarebbe un po' da migliorare...
  • Auro Lezzi il 20/12/2009 12:31     [segnala un abuso]
    http://www. poesieracconti. it/racconti/opera-5786
  • Kartika Blue il 31/10/2009 22:36     [segnala un abuso]
    una bellissima storia, piaciuta molto!!
  • Maria Piera Pacione il 31/10/2009 22:31     [segnala un abuso]
    ci vuole più coraggio ad amare che portare rancore... questa storia è un grande esempio di bontà . complimenti ad Alfredo x il gesto incomiabile che ha fatto... e grazie a te x averci raccontato questa bella lezione di vita
  • Daniela Treccani il 31/10/2009 21:21     [segnala un abuso]
    Mi piace tanto, un racconto stupendo, ma sò sia verità e ciò mi fa ancora più riflettere, io da sempre penso che per combattere si debba combattere con l'amore e questo tuo racconto ne è la dimostrazione



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citazioni di Giovanni Vergahanno detto...

I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l'acqua l'un l'altro

Giovanni Verga

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