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E io dormo con la coscienza tranquilla?

Non a tutti è concesso di dormire con la coscienza tranquilla e forse meno che mai a me.
Eh! si perché contrariamente a quanti credono, a dormire è proprio lei: la coscienza!
Ed ecco espormi alla gogna, raccontando pubblicamente i miei misfatti.
Durante un pubblico concorso ho contattato un'autrice chiedendole un sostegno.
E lei per amicizia lo ha dato.
Poi, ho provato a darmi un voto, assegnandomi il massimo del punteggio.
E pufh! Magicamente è comparso!
Poi ho letto e commentato tutte le schede in concorso.
Casualmente, incontro un conoscente che non sentivo da circa un anno (appena!) il quale ascoltando le mie perplessità sul primo punto, mi guarda con un sorriso tra il paterno ed il commiserevole e mi dice: "Figliolo, contattare un'amica per chiedergli una cortesia, non è peccato, purché tu ricambi il favore ricevuto. Non devi imporre il favore, lo devi solo chiedere. Poi sarà la tua amica, nel pieno della sua liberà a scegliere se fartelo, o non fartelo."
Guardai ammirato Mastro Ciliegia che come nella favola di Pinocchio aveva il naso rosso come una ciliegia, ma era talmente saggio che talvolta si nutriva delle sue parole.
Poi aggiunse: "Segui me. Io ho eseguito all'infinito l'invito che tu hai fatto verso amici e non amici (ma questo è un dettaglio!) ottenendo 27 premi, oltre al premio dello scorso anno. Vedi a me non interessa vincere, a me interessa ottenere la visibilità che altrimenti non otterrei."
Incuriosito dal suo punto di vista, chiesi a Mastro Ciliegia cosa pensasse del fatto che avessi commentato tutte le schede in concorso.
Mastro Ciliegia allargò le braccia, respirò profondamente poi emise la sentenza: "Vedi secondo me hai perso il tuo tempo. Ma ciascuno del proprio tempo fa ciò che vuole. Secondo me quelli della Santa Inquisizione stavolta ci sono andati sul pesante. Ma chi si credono di essere? Loro e le loro sante regole! Vogliono cambiare il mondo? Qui ci vuole la gente come me che sa quello che vuole e non ha ripensamenti su quello che fa. Ti do un consiglio: fai come me: dormi con la coscienza tranquilla!"

 

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0 recensioni:

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20 commenti:

  • Kartika Blue il 24/11/2009 23:04
    Cavoli... complimenti per la sincerità, non è da tutti ammettere una cosa del genere!!
  • †♠ nosferago ♠† il 19/11/2009 00:21
    sinceramente non capisco che bisogno ci fosse di tutto ciò per un concorso nel quale le persone semplicemente avrebbero dovuto scrivere ciò che l'argomento avrebbe suscitato in loro. Non si vinceva niente.
    Bisogno di affermazione del proprio ego?
    A giudicare dagli auto-commenti alle proprie opere...
    Non credo al "lo ammetto pubblicamente in un racconto così tutti capiscono che ero in buona fede".
    Forse figura migliore col silenzio.
    Ah, quando giudichi una poesia "brutta, brutta, brutta"(cit.) spiegane almeno i motivi, se non è troppo.
    Senza rancore,
    Uno che dorme sempre con la coscienza tranquilla
  • Fabio Mancini il 12/11/2009 20:15
    Il dado è tratto. Il fatto è compiuto. Tutti abbiamo vinto! Anch'io. Dedico la mia vittoria alle vittime della violenza. Là dove non arriva la giustizia dell'uomo, spero arrivi l'Amore di Dio a sanare e salvare. Fabio.
  • Fabio Mancini il 04/11/2009 17:28
    Cara, Nadia, puoi star sicura che ciò che dico e che scrivo, corrisponde sempre a verità e che non avrei la minima incertezza a esprimere le cose che vanno e i punti che non vanno in una tua composizione, perchè tale atteggiamento è insito nella mia natura. Riguardo allo staff che non è contattabile, o se si riesce a contattare non risponde, mi sembra un fatto grave. Secondo me è un indice di incuranza e di non rispetto verso gli autori. Tuttavia sono degli ottimi burocrati, cosa di cui se ne sentiva la necessità. La loro proposta per il prossimo concorso è quella di stabilire un numero chiuso di poesie. Con buona salute della libertà e della partecipazione. Che non sono pietanze tipo cannelloni e fettuccine ai funchi porcini, ma ben altro. Forse più che il numero chiuso, bisognerebbe stabilire un numero di versi, o di caratteri da non superare, in modo tale da non appesantire la lettura ed il commento di chi vuole commentare le opere in concorso. Ti sei qualificata come una chiacchierona, ma se non fosse stato per te e per gli autori intervenuti in questo spazio, qui ci sarebbe stato il vuoto completo. I mastro ciliegia, i pifferai magigi, coloro che dovrebbero essere i primi ad intervenire in questo spazio, se ne stanno lontani. Un'ombra silente li avvolge. Eppure un premio lo meriterebbero, secondo il principio di una graduatoria specifica per loro, di cui forse anch'io ne ferò parte. Sì, per me sarebbe opportuno stilare due graduatorie: una per coloro che hanno rispettato le regole; l'altra per chi le ha umiliate. Realizzando in questo modo, ciò che Orazio diceva: " O cives, cives, quaerenda pecunuìa primum est, virtus post nummos." "O cittadini, cittadini, prima si deve cercare il denaro, e dopo il denaro la virtù." Ovviamente io non la penso così. Scusami se mi sono dilungato troppo, ma tu esalti le mie caratteristiche. Un bacio, Fabio.
  • Anonimo il 04/11/2009 16:18
    Caro Fabio, naturalmente, quando suggerivo di occultare i nomi degli autori, mi riferivo nello specifico Poesieracconti, sarebbe assurdo proporlo altrimenti, quando si tratta di premi letterari importanti, ma visto l'andamento e il criterio cui vengono commentati in questo sito le opere, potrebbe essere una strategia, pur riconoscendone i limiti. Perchè è pur vero che lo stile di un autore è abbastanza identificabile, anche qui dentro, chi più chi meno, non si avrebbe comunque la certezza e forse questo eviterebbe tanti condizionamenti.
    Mi viene da aggiungere, almeno dal mio punto di vista personale, che senso abbia un riconoscimento "pilotato", basato sulla simpatia, non sulla bravura, che gusto c'è, io mi chiedo, non la riterrei nemmeno una vittoria.. è come copiare un compito a scuola, magari ti becchi un bell'8, ma sai benissimo che il merito è del tuo compagno di banco.

    Non avrei difficoltà a definire negativamente una tua poesia, nè spero l'abbia tu con le mie.
    Riguardo lo Staff, non so da chi sia composto, anche se ritengo vi facciano parte degli autori, come noi che si prendono la briga di far esistere il sito, non penso ci sia gente qualificata, del mestiere, non a questi livelli, anzi, a tal proposito ti dico che tempo fa ho inviato allio Staff la modifica di una mia poesia, la quale non è stata accettata perchè non conforme al regolamento, ho riprovato di nuovo, stessa cosa; ho chiesto spiegazioni in merito e non ho mai ricevuto risposta, così ho lasciato perdere. Sono certa comunque che se cancellassi la poesia e la riscrivessi con le modifiche, sarebbe accettata.
    Insomma, sono una chiaccherona, mi sono dilungata troppo.
    Un caro saluto
    Nadia
  • Fabio Mancini il 04/11/2009 14:48
    Ciao, Nadia, già ti apprezzavo per la cultura, ora ti ammiro anche per il piglio. Ma non voglio distorti dalla discussione in atto. Tu affermi che con l'anonimato ogni opera ottiene quanto merita (concetto meritocratico) mentre con la presenza del nominativo dell'autore si verificherebbe una forma di condizionamento diretto, o indiretto (concetto clientelare). Forse hai ragione, forse no. Faccio un altro esempio: se tu da oltre un anno leggi le opere di Fabio Mancini e l'autore nel concorso presenta una poesia inguardabile, tu hai tutti i buoni motivi di dirmi: "Ma cosa hai scritto? Guarda che potevi scrivere di meglio. Ti conosco, so che potevi osare di più." Con l'anonimato questo raffronto salta. Ora, immaginiamo che tu, io e Alda Merini, partecipiamo al concorso di Poesieracconti, teoricamente con l'anonimato partiamo alla pari, ma poi dov'è la giuria che giudica la validità artistica delle opere? Chi si occupa del riconoscimento artistico? Quello dell'anonimato mi ricorda la procedura dei concorsi pubblici che per dare una parvenza di trasparenza ai candidati, si occultavano i nominativi sulle schede delle prove scritte, salvo poi scoprire a distanza di anni che quei concorsi talmente ben oraganizzati erano nella realtà tutti truccati. Non è il caso dei concorsi di Poesieracconti, però penso che per far cambiare la mentalità della gente non occorra l'imposizione delle regole, ma la forza della ragione. Cara, Nadia, qui tutti dobbiamo crescere. Devono crescere gli autori, deve crescere la partecipazione attraverso i commenti, la qualità delle poesie, la redazione deve sapersi far carico delle attese e delle aspettative degli autori, migliorare il dialogo con noi. L'imparzialità cui tu facevi riferimento, porta quasi all'isolamento. E comunque è più facile da conseguire nella narrativa che nella poesia. La poesia è altro. Se poi conosci autori che siano dei commentatori imparziali, ti suggerisco di proporre i loro nomi allo staff perché compongano la giuria di "esperti" che al prossimo concorso stabilirà il vincitore di Poesieracconti. Alla prossima. Ci conto. Un bacio, Fabio.
  • Anonimo il 04/11/2009 13:37
    Come Monica, preciso che nemmeno io ho mai inviato segnalazioni allo Staff, nè intendo farlo in futuro, quello che devo dire lo faccio pubblicamente nello spazio commenti, mi sembra il modo più corretto.
    Per quello che riguarda invece occultare l'autore, secondo me, quando avvine un concorso in un sito come questo, io renderei tutti gli autori anonimi, così che venga votata e valutata l'opera e non l'autore. Renderi pubblici i nomi degli autori dopo che ci sarà stato un vincitore.
    Qui non parliamo del premio Strega, o Bagutta, Campiello o Bancarella dove una giuria riconosce la qualità di un'opera, qui dentro si è influenzati dalle amicizie, dalle simpatie, parliamoci chiaro, non sarà mai un giudizio imparziale. Questo ovviamente il mio punto di vista.
    Per quanto concerne invece la poesia di Alda Merini, trovo sia meravigliosa, una donna che chiede a Dio di ridargli la sua femminilità, la sua dimensione, la ragione per cui è nata.. infatti la poesia si conclude dicendo Tutti gli innamorati sono in Cristo,.. e il same dell'amore si nutre anche di sofferenza.
    Ma, a parte le considerazioni personali, io ritengo che una poesia vada letta e interpretata per quello che è, non m'interessa che risponda a un'etica, una morale, questo non è fare poesia, io posso dissentire completamente dal contenuto di un testo o una poesia, ma non posso non riconoscerne la validità artistica se ce l'ha.
    Per farmi capire meglio ti allego un pensiero di Cechov, che avevo già postato in precedenza, ma non ricordo a chi.


    Lo scrittore è chiamato ad essere un "testimone imparziale" del mondo e l'aderenza alla realtà è la regola fondamentale. La vita, secondo Cechov, doveva essere descritta nella sua oggettività, senza la sovrapposizione di elementi propri della visione etica, filosofica o spirituale dell'autore. Il lettore deve fare esperienza dei fatti narrati ed essere libero di trarre le proprie conclusioni. In una lettera all'amico Suvorin lo scrittore russo afferma: "Voi mi rimproverate l'obiettività, chiamandola indifferenza verso il bene e il male, mancanza di ideali, ecc. Vorreste che quando dipingo i ladri di cavalli dicessi: è male rubare i cavalli! Ma lo sanno tutti da molto tempo, senza che debbo dirlo io. Questo è affare dei giudici, il mio lavoro consiste nello spiegare che cosa essi sono... Nello scrivere mi affido al lettore, sperando che egli inserisca da solo gli elementi soggettivi".
  • Fabio Mancini il 04/11/2009 10:13
    Ciao, Monica. Sarà difficile far accettare allo staff il nostro punto di vista. Grazie dei tuoi interventi. Fabio.
  • Anonimo il 04/11/2009 09:59
    Preciso, inoltre, di non aver inviato io segnalazioni allo Staff.
  • Anonimo il 04/11/2009 09:26
    Confermo di aver ricevuto inviti a commentare alcune poesie in concorso. Non li ho considerati. E non ho mai chiesto a nessuno di commentare la mia, anzi, sinceramente, non ne sto nemmeno seguendo l'andamento, ma sono d'accordo con Fabio quando dice che non e' corretto occultare l'autore. In effetti bastava nascondere voti e commenti. Ogni poesia e' parte dell'autore stesso.
  • Fabio Mancini il 03/11/2009 22:43
    Ciao, Nadia. I tuoi commenti sono sempre stimolanti e attivi. Ecco ti rispondo: no, non ho mai letto Elena Ferrante. Ma secondo me non è questo il punto perché Elena Ferrante ha un nome, una identità. Che poi abbia rinunciato alla popolarità, al successo mediale è un'altro discorso. Lei avrà sempre i suoi lettori affezionati che compreranno e leggeranno i suoi libri. Oa immagina che Alda Merini fosse ancora viva e che per un motivo imprecisato, abbia deciso di partecipare al nostro concorso di poesia, sotto mentite spoglie. E che anche tu sia in concorso e quindi devi valutare la poesia di Alda Merini, ma tu non sai che è Alda Merini, perché per te è uno dei 139 partecipanti che ambisce alla vittoria. Quindi inizi a leggere: "Prima di tutto, Signore, tu mi devi rendere ciò che ti ho dato: la mia dimensione di donna, la mia diffidenza. Ho cominciato a lavorare il mio terreno con la mano di un contadino che ara silenziosamente e con pace i colli della disperazione, e finalmente sono sorti mille giardini, è esplosa la primavera. ..." Ora quando leggi che l'autore chiede a Dio di restituigli ciò che egli ha dato a Dio, comprendi che c'è qualcosa che non va. Come può essere? Se Dio ha creato ogni cosa, come può una creatura chiedere al Creatore il diritto su qualcosa? Probabilmente se tu avessi letto questa poesia di Alda Merini pubblicata dalla casa editrice Frassinelli, alla pagina 49, del libro che porta il titolo: Mistica d'amore, come un anomino autore tu avresti dato un giudizio insufficiente e assegnato una stellina. Con questo voglio dire che c'è un legame inscindibile tra l'autore e la poesia. Anzi la poesia è la creatura dello stesso autore. Lo staff di Poesieracconti, occultando l'autore dell'opera commette a mio avviso un errore. Forse sarebbe bastato nascondere i commenti per non essere influenzati nella composizione del proprio. Spero di essere stato esaustivo. Ciao, dolce amica. Fabio.
  • Fabio Mancini il 03/11/2009 22:11
    Ciao, Dolce Sorriso. Io ho denunciato il mio, affinché altri denuncino il loro. La redazione sta valutando l'ipotesi di escludere dal concorso alcuni autori che stando ai fatti emersi, avrebbero commesso dei comportamenti scorretti. Non uso l'aggettivo etico, perché non sono all'altezza di utilizzarlo. Mi piacerebbe sapere se secondo voi, in questa vicenda c'è uno stretto legame con la propria coscienza, oppure no. Ciao, Fabio.
  • Anonimo il 03/11/2009 21:36
    A proposito di scrittori anonimi, non so se hai mai letto niente di Elena Ferrante, scrittrice tra l'altro vincitrice di premi letterari, che lei non ha mai ritirato personalmente, tanto da far nascere il sospetto che dietro quel nome in realtà si celi un uomo; eppure lei non si serve della non visibilità per mondanità o pettegolezzo, lei è presente in ciò che scrive.

    In quell'intervista su «L'Unità», alla domanda sul perché aveva deciso di non diventare un personaggio pubblico, Elena Ferrante rispondeva così: «Per un desiderio un po' nevrotico di intangibilità. La fatica di scrivere tocca ogni punto del corpo. Quando il libro è finito, è come se si fosse stati perquisiti senza rispetto, e non si desidera altro che riacquistare integrità, tornare ad essere la persona che comunemente si è, nelle occupazioni, nei pensieri, nel linguaggio, nelle relazioni. Pubblica del resto è l'opera: lì c'è tutto quello che abbiamo da dire. Oggi a chi importa veramente della persona che l'ha scritta? L'essenziale è il lavoro fatto».
  • Dolce Sorriso il 03/11/2009 21:09
    sei coraggioso e sincero... quindi dormi con
    la coscienza tramquilla!
    Smack
  • Fabio Mancini il 03/11/2009 19:39
    Ciao, Mina. Invito tutti gli autori del Sito che non hanno la coscienza a posto, ad usare questo spazio per autodenciarsi, come ho fatto io. La cosa non li renderebbe migliori, ma sarebbe almeno una prova di coraggio e di umiltà. Grazie, Fabio.
  • Minalouche TS Elliot il 03/11/2009 16:05
    Come ho scritto in un altra opera, che trattava lo stesso tema, azioni po(co)etiche.
  • Fabio Mancini il 03/11/2009 14:14
    Ciao, Nicola. Forse alla vocina del grillo parlante, dovremmo tutti dare più credito. Grazie, Fabio.
  • Fabio Mancini il 03/11/2009 14:11
    Cara Nadia, pubblicando questo post mi sono esposto alla gogna. Ma esiste una cosa più bella che il doversi raccontare senza ipocrisie, o auto-assoluzioni? In una competizione ciascuno segue la propria tattica, chi in modo più soft, chi in modo più hard, ma il desiderio di vincere c'è in tutti. Dalle tue parole noto che sei una persona molto più leale di me, ma credo altrettanto sincera. Riguardo alla visibilità di Mastro Ciliegia come non dargli ragione? Lo scrittoRe è il Re della scrittura, una volta che lo si rende anonimo è come averlo ucciso, senza aver ritrovato il cadavere. Ciao, Fabio.
  • Nicola Saracino il 03/11/2009 13:33
    Mi sono chiesto: se non l'avesse scritto il Mancini, come avresti giudicato questo pezzo? Con favore! Allora mi son detto: scrivilo! E così ho fatto. Sta tranquilla coscienza, sta tranquilla...
  • Anonimo il 03/11/2009 13:26
    In vena di confessioni?
    Non saprei Fabio, personalmente non ho mai chiesto favori a nessuno, non ho mai contattato nessuno perchè si esprimesse positivamente su una mia opera, però ho sempre esaudito se me l'hanno chiesto. Non ho mai votato una mia poesia, spesso mi dimentico di votare quelle degli altri, anche se commento favorevolmente, non ho nemmeno mai partecipato a concorsi, forse per pigrizia, o più semplicemente perche non sono competitiva, anche se mi farebbe piacere vincere, non lo nego. Preferisco però, se ciò dovesse avvenire che il valore mi sia riconosciuto in quanto tale, perchè lo merito, non perchè ho fatto in modo di vincere, per cui preferisco una sincera stroncatura a un buon giudizio falso e ipocrita, peggio ancora interessato.
    Mastro Ciliegia ha ragione a dire che quello che conta è la visibilità, infatti, basta accendere la tv per capirlo, c'è un mondo di parassiti dappertutto, visibilissimi, non puoi non notarli, sono invadenti e invasivi e fuori dalla porta c'è un sacco di gente di talento che aspetta.
    Con questo non voglio dire che io sono migliore, anzi, sono spesso polemica e poco diplomatica, se c'è una mischia mi ci butto, poi magari ne esco malconcia, è il mio carattere.. gran brutto carattere, ne convengo, però ti assicuro che faccio sonni tranquilli.. la mia coscienza, non so.

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