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Parlami D'amore Mariù

Credo proprio che qualcosa dentro di me si sia rotto...
Un ingranaggio, un bullone..

La nuvoletta su cui galleggiavo si è tramutata in una bolla di sapone ed è scoppiata!
Sono entrato in contatto con la realtà, ma a dire il vero è stato meno doloroso
di quanto immaginassi!
È stato piacevole, un sollievo!
Se di sollievo si può parlare!
All'improvviso mi sono guardato bene, dal di fuori, e ho capito, che la vita ci scorre sotto gli occhi, mentre noi siamo impegnati a fare altro!
Ed è molto abile, non si fa notare mentre lo fa...
tu sei distratto e lei furtiva e aqquattata come un soldato d'assalto, striscia via, tu invece resti lì, con gli occhi stralunati ipnotizzato, immobile come un fantoccio, un manichino da vetrina.
Credi di star vivendo e ingenuamente sorridi, non sò se avete presente, di quei sorrisi assenti, tipo burattino...
Così ho fatto io per tre anni, poi mi sono svegliato, d'improvviso la nuvoletta mi è scoppiata proprio sotto gli occhi, ma questa volta ho sentito il botto! proprio un boato abnorme!
Ed è iniziato il crollo degli ingranaggi, la rottura dei bulloni e delle viti, il risveglio dalla bolla di sapone.
Tornavo a casa come ogni giorno, dal lavoro, quando... tutto per colpa di un telefonino scarico, non ho poturo avvertire, che sarei tornato prima.
A quell'epoca avevo quel sorriso disegnato sulla faccia come un automa, vivevo senza vivere, ma credevo di stare vivendo!
Riconosco che la cosa sembra strana come concetto...
Ma dopo qulla "botta" anche io sono strano, lo ammetto! trovo difficoltà a farmi capire, provo una certa apatia.
Essendo uscito prima dal lavoro, andai in un ristorante cinese, questo lo ricordo bene, ero abbastanza stanco, a quei tempi lavoravo molto, ricordo che ero preso dai conti, e pensavo alle scartoffie che avevo lasciato in ufficio, allora erano importanti!
Nel ristorante c'era puzza di fritto, quell'odore che si attacca ai vestiti, pensai che mia moglie non lo avrebbe sopportato e come al solito mi avrebbe fatto svestire nell'anticamera.
A volte Maria mi trattava da bambino, ma io l'amavo e tutto nella nuvola ti appare così romantico anche svestirsi nell'anticamera in pieno inverno, allora forse pensavo davvero di essere un bambino, me ne convincevo, lì nella bolla non capivo cosa succedeva, pensavo che Maria si sarebbe presa cura di me per sempre.
Fatto era che dormivamo in letti separati, camere separate, perchè russavo mi diceva.
Ero in quel ristorante, mentre aspettavo per gli involtini primavera, guardai una cassiera, una cinesina, bassina sembrava un po' Maria, aveva le sue stesse mani, e di spalle era spiccicata lei, stessi capelli neri, lisci fino alle spalle stessa altezza, soprattutto stesse mani.

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6 commenti:

  • Anonimo il 17/03/2009 00:24
    complimenti
  • Claudio Amicucci il 07/01/2008 01:46
    Anch'io mi stupisco dei pochi commenti. È un racconto abbastanza ben scritto, pacato. Forse l'autrice ha descritto un uomo con poco carattere! Ma comunque la vita reale ne è piena!
    La botta, poi, anhe se non così, diciamo violenta, l'abbiamo presa tutti, magari in gioventù. Ciao Anna, Claudio
  • Franco Limbardi il 17/03/2007 20:06
    ))
  • Mauro Bianco il 08/12/2006 12:42
    Questa è una bella botta! Una realtà dolorosa ma piacevole che può dare anche sollievo, inizi dalla prima frase e ti ritrovi all’ultima, rapito e colpito dalla calma pacata in cui si svolgono le scene. Bello, sinceramente ne sono rimasto completamente soddisfatto, complimenti all’autrice. Non capisco una cosa però: com’è possibile che dopo 188 “visite” io sia il primo a lasciare un commento a quest’opera?
  • Mauro Bianco il 08/12/2006 12:11
    Questa è una bella botta! Una realtà dolorosa ma piacevole che può dare anche sollievo, inizi dalla prima frase e ti ritrovi all’ultima, rapito e colpito dalla calma pacata in cui si svolgono le scene. Bello, sinceramente ne sono rimasto completamente soddisfatto, complimenti all’autrice. Non capisco una cosa però: com’è possibile che dopo 188 “visite” io sia il primo a lasciare un commento a quest’opera?

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