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Alice nella terra delle meraviglie rubate

Questa mattina fuori c'è la neve, è opaca, pesante e impietosa, beffarda spinge sui rami, ha lo stesso aspetto dei camici degli infermieri quando gravano sui nostri visi inconsistenti e noi ci coloriamo come foglie rosse di vergogna o gialle di nausea: soltanto due stagioni e il bianco non ha luce oggi!!
Perchè i colori non sono più gli stessi?
Forse non c'è più luce nei miei occhi?
Forse non sono più in grado di catturare ciò che la luce respinge... Sì è così! Sto diventando cieca, hanno avvelenato i miei occhi, con i loro vaccini mi hanno resa allergica ai colori che ora rimbalzano come canguri miscredenti sui miei occhi, lontani. Si sono staccati da me. Ci accecano mentre dormiamo, come temerari Ulissi contro il povero Polifemo, io maledico il guerriero Ulisse! Non devo addormentarmi più...
Adesso i miei occhi sono nelle loro tasche sì, li tengono stretti nelle mani e li fanno girare e girare e saltare in aria come le palline dei giocolieri, occhi miei se mi sentite esplodete tra le loro mani.
Mani, portatrici di salvezza che ingiuria contro le nostre logiche eretiche. Siamo i martelli finiti, battuti sulle tavole del giudizio e infine gettati come ceppi in un camino.
Siamo terra bruciata... Con quelle mani... Voglio un tappeto bianco ai piedi del letto.
- Devi dire grazie Alice.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 13/11/2009 22:52
    hai ragione. ci sono dei parallelismi tra i nostri due mini scritti. suggestiva l'immagine degli occhi come palline in tasca. è la parte che più mi è piaciuta. scusa se non ti ho risposto prima, ma non mi collegavo da un pochino. un abbraccio, vale.

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