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Vive

Lui quando cammina in realtà arranca.
E quando vive sopravvive appena, ogni tanto è un colpo di tosse a ricordargli di respirare.
Forse cerca inconsapevolmente di abbandonarsi ai suoi sogni, che lo accompagnano ogni attimo ad ogni passo stentato. E nel mentre lui suona. Suona di quegli occhi che incrocia quando la sera si rifugia in quel pub per confondersi coi sorrisi, per passare inosservato, per dimenticarsi di sé.
Ma torniamo a quegli occhi.
Non sono occhi blu oceano, né verde smeraldo. Qualcuno li definirebbe poeticamente e falsamente nocciola. Quelli invece sono scuri. E nemmeno brillano. A dire il vero non saprebbe nemmeno dire cos è che hanno quegli occhi. Che rubano i suoi.
Ci sono sere che si costringe a fissare dritto avanti a sé. E incede con le migliori intenzioni, ma poi. Si perde. I suoi occhi perdono sé, e prendono la via che porta a quella donna, seduta sola a un tavolo per troppi.
Quella donna che è bella, ma non Bella. Che se ne sta sola e non scherza con nessuno. Che non si concede,
ma non è che si neghi. Nessuno la avvicina. Perché lei vive.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 14/12/2010 20:51
    Il tuo racconto rapisce molto! Lascia quell'alone di mistero che fa immaginare tutti i retroscena al lettore. Molto argute le descrizioni, complimenti!

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