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Dal sedicesimo piano

Fui convocato dal Direttore generale del personale e nella sala d'attesa, mi rimiravo il completo nero di Hugo Boss, acquistato a buon prezzo presso un centro commerciale fuori città.
Mi compiacevo al constatare che nonostante avessi speso relativamente poco, la qualità del tessuto e la sua lucentezza lo facevano sembrare come un vestito di categoria superiore.
Questo ed altri pensieri affollavano la mia mente, quando d'un tratto la porta dell'ufficio del Direttore si spalancò, Carla, la segretaria, mi fece un ampio sorriso: era il mio turno!
Entrai nell'ufficio e vidi il direttore seduto davanti alla scrivania con aria pensosa e greve.
- Buongiorno, Mancini, si accomodi.
- Buongiorno a lei, Direttore.
- Le espongo il punto: il consiglio di amministrazione ha stabilito l'assunzione di tre unità. Come responsabile dell'ufficio assunzioni, lei dovrà selezionare le candidate. Pensa che incontrerà delle difficoltà?
- Al momento stavo lavorando sul progetto della produttività, ma posso benissimo sospenderlo e dedicarmi alla selezione. Quali dovranno essere i criteri di riferimento?
- Sostanzialmente uno: l'osservazione.
Lei dovrà osservare, scrutare, squadrare...
Gli occhi delle candidate dovranno essere belli e sofisticati. Più che guardare, dovranno essere l'oggetto di attenzione della nostra clientela.
I nostri prodotti dovranno essere venduti attraverso i loro sguardi.
Le bocche delle aspiranti dovranno essere prive di imperfezioni e il movimento labiale dovrà essere perfettamente perpendicolare.
Curriculum troppo professionali non verranno presi in considerazione, perché dovranno risultare prioritari due elementi: la disponibilità a svolgere gli straordinari e considerare il luogo di lavoro come una seconda famiglia.
Le donne con alle spalle matrimoni, o convivenze fallite, ma senza prole, avranno la precedenza sulle altre.
In forza di quanto detto, il consiglio di amministrazione ha stabilito di assegnare alle neoassunte un altissimo stipendio. Noi dobbiamo dare certezze. Altrimenti che azienda sarebbe, se noi non ci fossimo? Se lo è mai chiesto?
- La risposta presenta soluzioni multiple. Dipende dalle caratteristiche e dalle scelte aziendali delle persone che occuperebbero l'azienda. Persone che al momento non esistono, perché adesso ci siamo noi, il nostro lavoro, il nostro impegno, le nostre convinzioni. Una domanda fittizia, Direttore.
- Non faccia il filosofo. Il mondo non ha bisogno di filosofi, ma di idee, anche se al limite sbagliate. Pensi ai benefici che porteranno le neoassunte all'azienda: un'immagine più dinamica e seducente, una fedeltà nei nostri riguardi pressoché totale che si riverserà sulle prestazioni lavorative in termini di efficienza, puntualità, produttività e gentilezza. Ancora una volta, le nostre scelte si stanno rivelando vincenti!
Mentre il Direttore stava terminando il suo intervento, fissavo la statua di marmo di Carrara raffigurante il mezzo busto dell'amministratore delegato, piazzata al centro dell'ufficio.
Il suo sguardo benevolo sembrava approvare il nostro operato, i valori aziendali, le procedure che stavamo mettendo in atto, il suo sorriso sempre carico di ottimismo era per noi un punto fermo.
Raccolsi le consegne del Direttore e cordialmente mi congedai.
Lo spettacolo dal sedicesimo piano di viale Europa restava affascinate.
Le strade, i negozi, le automobili, la gente, tutto sembrava piccolo verso il basso, dalla nostra altezza si osservavano bene le nuvole.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 14/11/2009 22:50
    Dal sedicesimo piano tutto sembrava piccolo, anche le personalità dei dipendenti e il rispetto per le persone probabilmente!! Tutto piccolo per chi guarda dall'alto!!
  • isabella zangrando il 12/11/2009 16:24
    molto realistico, una situazione aziendale molto vicina al mondo del lavoro odierno.
  • Anonimo il 10/11/2009 13:01
    Le tue parole riescono a costruire scene di una realtà tangibile,
    Sinceramente devo dire che mi piace... ha un suo perchè.
  • Anonimo il 09/11/2009 21:28
    Punto fondamentale, crearsi un'immagine convincente e si acquisterà credibilità e fiducia, esere vincenti a qualsiasi costo, così non ci fai caso che le assunzioni prioritarie non sono perchè l'azienda fa della beneficenza o è sensibile alle problematiche delle donne, Se assumi donne con matrimoni o convivenze fallite, assumi donne che hanno necessità di lavorare, quindi non faranno storie se devono fare gli straordinari, cosa di meglio poi che farlo in famiglia? erchè alla fine una si convince di far parte di una grande, felice e affettuosa famiglia dove sarà un piacere farne parte, un privilegio. E poi ha ragione il capo, ci vogliono idee, che importa se siano giuste o sbagliate? L'importante è far credere agli altri che sono le migliori.. poi quando si sta così vicini alle nuvole, è facile toccare il cielo con un dito e credersi Dio.
    Assomiglia vagamente a qualcuno quel Direttore generale, un uomo dalle grandi idee e dalle grandi risorse, solo che personalmente, non so per quale motivo, non è ancora riuscito a convincermi, nonostante l'immagine dinamica, seduttiva, vincente... di sicuro un elemento come me non sarà mai assunto.
    Bel racconto, Fabio
  • Anonimo il 09/11/2009 12:44
    Il racconto è molto bello, un contenuto accattivante. Il mio curriculum è perfetto, posso quindi considerarmi assunta?!
    mi piace molto il tuo stile.
  • Jurjevic Marina il 09/11/2009 11:56
    A me è piaciuto il racconto. ''Dalla nostra altezza si osservavano bene le nuvole.'' Essere in alto.. toccare le nuvole o rimanere giù, dov'è tutto così uguale, noioso.. ma familiare.. Spesso sogniamo quello che sembra irragiungibile.. e una volta ragiunta la meta... non ha il sapore vittorioso.. Ho letto il tuo racconto con molto piacere, mi fai pensare, grazie caro amico
  • Fabio Mancini il 08/11/2009 22:35
    Un racconto che a tratti sembra paradossale, mentre è l'espressione sempre più diffusa del mondo del lavoro sempre più a "immagine". "Che azienda sarebbe se noi non ci fossimo?" è vera e come si può notare possiede un insano sapore autocelebrativo. Ma oltre alle convinzioni personali, i manager dovrebbero fare i passi ben ancorati al terreno e tenere la testa meno tra le nuvole. Fabio.

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