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La Perla Nera (parte III)

-Sai una cosa Bob? Quello che proprio non mi va ancora a genio é che passerò alla storia come l'ombra cattiva. Non é giusto-. La Perla Nera si sciolse i capelli biondo platino che le ricaddero in morbide onde sulle spalle, i lineamenti felini le davano un fascino omicida che non passava inosservato.
- Hey piccola, stai buona. Lo sai che la gente certe cose non le potrebbe capire, l'importante é che tu sai come comportarti e sei tranquilla con te stessa, che ti importa degli altri?- Bob guidava con un braccio abbronzato fuori dal finestrino, l'autostrada vuota, qualche cactus sparso qua é là rappresentava tutto il deprimente panorama che si vedeva intorno.
-Dai Bob, hanno fatto di comuni esseri umani idoli... e adesso io avrò sulla testa una triste taglia di chissà quanti milioni di dollari. Mi staranno già dando la caccia.. tutto questo é molto, molto triste. Io penso che dovremmo iniziare a cambiare un paio di cose-
-Ovvero piccola?-
-Io voglio farmi vedere, si... voglio apparire in pubblico. Voglio che la gente mi guardi in faccia e abbia PAURA!-
-.. ci penseremo su piccola.. ci penseremo..-
L'AudiA4 continuava a sfrecciare per quelle strade che non le appartenevano con dentro l'abitacolo due esseri viventi che vivevano in simbiosi. Sembravano una coppia scoppiata loro due, quelle persone che insieme non ci sarebbero mai potute stare se non per uno scherzo del destino o per un clamoroso errore. Eppure non era così.
Quando arrivarono al rifugio Ganzo li stava aspettando scodinzolante, si era appostato mezz'ora prima davanti la porta non appena aveva sentito che stavano per arrivare. La Perla Nera aveva soprannominato cosi il bastardino nero che aveva trovato qualche mese prima durante le sue esercitazioni, continuava a seguirla proprio come un amante, e aveva deciso di portarlo con sé. Certo, di sicuro non era stata un'idea fantastica considerando l'allergia di Bob per qualsiasi forma di animale, ma d'altronde non sarebbe riuscito a dirle di no neanche se avesse deciso di adottare un giaguaro, come avrebbe potuto?
-Ehy, bestiaccia. Sta' buono, ok?- gli passò alla larga lasciando che fosse la Perla Nera a riempirlo di tutte quelle tenere effusioni che le piacevano tanto. L'attaccamento quasi morboso che quella ragazza aveva per quell'animale certe volte lo aveva addirittura innervosito, ma aveva capito fin da subito che era meglio farci l'abitudine.

 

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14 commenti:

  • Ethel Vicard il 28/11/2009 20:30
    Il commento immagino sia proporzionato a quello che ho combinato nella stesura di questo racconto! Provo un po' a rispondere e a motivarti le mie diverse scelte o errori, ringraziandoti per avermi fatto notare così tante cose, di sicuro mi ci vorrà un po' di tempo per tentare di migliorare il mio lavoro, ma faccio tesoro dei tuoi consigli.
    Per i nomi e l'ambientazione ovviamente non posso che darti ragione ancora una volta, probabilmente lascio che i miei personaggi stiano oltreoceano perché così penso di avere più spazio per inventare luoghi o situazioni che magari in un paese o in una città italiana conosciuta risulterebbe "falsi"... devo ancora pensarci a questo discorso, mi risulta difficile pensare le mie storie in un ambiente europeo o italiano! E l'Audi voleva essere una vistosa utilitaria, i miei non sono criminali di classe!
    Per la sintassi andrò ovviamente a correggere ogni cosa, sono errori ai quali non avevo fatto caso quelli che mi hai fatto notare...!
    Per "a fanculo" non sapevo fosse un meridionalismo, ho abitato al sud per molto tempo, ero purtroppo convinta che fosse italiano"!
    I congiuntivi quasi inesistenti si, da una parte è dettato dalla storia, dall'altra dal mio modo di scrivere. Nei racconti, forse sbaglio, li utilizzo pochissimo per paura di "appesantire" la narrazione, sopratutto quando questa è al passato...
    Ultima annotazione, poi chiudo. La parte iniziale speravo di spiegarla in un secondo momento, magari verso la fine del racconto, facendo quindi capire gradualmente quali erano state le cause che avevano portato la ragazza a compiere gli omicidi...
    Ancora grazie mille Apicoltore, ho apprezzato tantissimo il tuo commento...!
  • bute 76 il 28/11/2009 16:05
    mi sa che è più lungo il commento del racconto...
  • bute 76 il 28/11/2009 16:02
    Il racconto d'avventura è ambientato, come nel tuo stile, in America.
    Si tratta solo di un abbozzo e lascio perdere commenti sul soggetto, sullo spunto e sui personaggi che non sono identificati, ma i nomi... mescoli nomi italiani a nomi inglesi, la cosa tradisce malamente l'italianità del narratore. Ora, per carità, Sergio Leone ha reinventato il Western, ma lui - che era piuttosto avveduto - introduceva sempre elementi latini (protagonisti messicani e ambientazioni di confine) che lo lasciassero libero di usare nomi come "Ganzo" o "Perla Nera", ecc. Ad esempio è poco credibile l'Audi A4 dei protagonisti in mezzo al deserto americano, fossimo stati in Spagna o in Grecia... Ma in America una Audi pare poco più di una vistosa utilitaria.

    Attenzione alle virgole!
    Dopo "non riusciva a credere ai suoi occhi" ci va la virgola prima di "lo scempio.." che è il nuovo soggetto, altrimenti fai un anacoluto.
    Così - a mio avviso - l'inciso "prima coperto" al sole vorrebbe stare tra due virgole.
    Altro anacoluto in il "rubino degli occhi dell'ombra (soggetto "il rubino", al singolare) si persero" (al plurale, probabilmente per coniugazione con gli occhi).
    Così anche quando Bob dice "ci penseremo su piccola", piccola è un vocativo ed ha bisogno di essere preceduto dalla virgola.
    E ancora"quando arrivarono al rifugio Ganzo", tra rifugio e Ganzo è necessaria la virgola, perché si cambia soggetto, senza virgola - alla prima lettura - si intende che il rifugio si chiami Ganzo.
    Caso diverso di mancata interpunzione per "si era appostato mezz'ora prima davanti la porta non appena aveva sentito che stavano per arrivare", qui lo stesso soggetto compie due azioni in due principali che tra di loro necessitano di interpunzione: si era appostato... davanti (alla!) la porta, non appena aveva sentito che...". Prova a girare la frase e vedrai che ho ragione: "non appena aveva sentito che stavano per arrivare, si era appostato davanti alla porta".

    Altre segnalazioni:
    All'inizio c'è una ripetizione di particolari tra la prosopopea del sole e quella del dolore che hanno entrambe gli artigli - le prosopopee sono molto pericolose, sono uno strumento abusato.

    Il verbo "forare" per le sicurezze suona male, dato il tono del racconto, "bucare" potrebbe andare.

    "A fanculo" è un meridionalismo, meglio "fanculo" il mondo.

    Non capisco: "Quei mangiatori di merda gliela avrebbero fatta pagare" Loro a lei? O lei a loro? Se lei a loro, allora dovrebbe essere: "Quei mangiatori di merda. Gliela avrebbe fatta pagare." E un punto esclamativo ci andrebbe proprio bene.

    Non capisco la frase..."si preferisce fare leva sulle manie di protagonismo del mondo." Cosa intendi per "fare leva"? Chi è che fa leva?

    Al posto di "riservarsi" di bussare, dovresti usare semmai un "farsi riserbo"

    Segnalo anche la ripetizione di "probabilmente" nella frase "ma probabilmente... probabilmente sentendola arrivare"

    Suona poi male "hanno fatto di comuni esseri umani idoli..." - sto provando a girare la frase in più modi e comunque non mi piace, forse non vedo bene queste parole in bocca alla ragazza.

    Infine: Bob si era "addirittura innervosito" per via del cane? Questo Bob, sembra più tipo da "incazzarsi proprio" che "innervosirsi addirittura"!

    Vorrei che ci spiegassi come mai usi così poco i congiuntivi, è una scelta dettata dalla storia o dai protagonisti? Ad esempio, tra gli altri casi: "non c'era stata una volta... in cui aveva potuto.." perché non "in cui avesse potuto"?

    Giudizio incerto, alcune buone cose come: quasi tutto il linguaggio da fuorilegge usato dai protagonisti; l'inizio drammatico in cui, però, non si capisce proprio cosa sia accaduto alla protagonista; la sospensione temporale in cui avvengono i due omicidi (in particolare molto bella l'ombra in cui nuotano i piccioni vecchi).

    Saluti
    L'apicoltore
  • Ethel Vicard il 26/11/2009 17:17
    eh.. hai ragione.. ma visto che non se l'è filato nessuno ero indecisa se continuarlo...è proprio triste quest'angolo commenti, un piccolo cimitero di montagna di un paese disabitato avrebbe sicuramente ricevuto più visite.. =S Grazie per l'interesse comunque! mi sto impegnando in un nuovo progetto... senza riesumare vecchi defunti come la Perla nera..! ti farò sapere!!! =)
  • Francesco Scardone il 26/11/2009 16:49
    ma non continua questo racconto????^^
  • Ethel Vicard il 12/11/2009 14:26
    ihih.. io e lo stress siamo una cosa sola! Ihih.. allora facciamo che abbiamo ragione entrambi! ciauuuuuuu!! =)
  • Francesco Scardone il 12/11/2009 01:00
    Bah io credo che non dovresti pensare a come potrebbero collegare dei nomi alla tua vita privata... di solito io scelgo il primo nome che mi viene in mente(a parte rari casi)... è questo il modo attraverso il quale scremo me stesso per cercare di arrivare il piu vicino possibile alla verità... wa una discussione lunghissima su una piccolezza!! siamo un po' stressati non trovi???^^ehehe
  • Ethel Vicard il 11/11/2009 17:19
    tranquillo... sei confusionario anche quando scrivi!! ihih!! scheeerzooo!
  • Ethel Vicard il 11/11/2009 17:18
    OooOk! hai ragione tu! Ma permettimi, ho anch'io i miei buoni motivi! La scrittura è verità anche per me, ma ci sono tanti modi per presentarla. Non tendo a omologarmi o americanizzarmi utilizzando quei nomi, piuttosto spero di spostare l'attenzione del lettore dal personaggio alle sue sensazioni, e ti spiego subito il motivo! Se utilizzassi nomi italiani strani (ermengarda, filodemo.. con tutto il rispetto per chi si chiama così!!) l'attenzione del lettore si riverserebbe su questi che inizierebbe ad interrogarsi sul perchè di questi nomi, cercando analogismi magari con la letteratura o con altre robe che io non avevo immaginato per niente! E poi se invece utilizzassi nomi italiani tutti inizierebbero a frugare nella mia vita a cercare corrispondenze. I nomi americani, stranieri in generale, secondo fanno evitare questi "disguidi" perché fanno parte di una realtà che è però lontana, e quindi spesso non ci appartiene! Aspetto risposta!! =)
  • Francesco Scardone il 11/11/2009 15:44
    Si lo avevo anche pensato ma ora ti motivo meglioer me la scrittura è primariamente verità e noi, che siamo italiani, per rendere una cosa vera dobbiamo parlare di una cosa che conosciamo, appunto nomi con i quali siamo a contatto tutti i giorni. Quando cerco di creare qualcosa di lontano dal mondo uso nomi italiani strani(Ermenegilda, Gertrude ecc...)
    Non importa che i tuoi personaggi debbano anche appartenere alla non-realtà come dici tu, l'importante è che anche nella loro non-realtà risultino veri... non so se mi spiego... sono sempre confusionario quando faccio commenti... meglio quando scrivo eheh^^
  • Ethel Vicard il 11/11/2009 15:41
    Speravo in una critica più corposa! e poi i nomi in americano servono per allontanare dalla realtà... preferisco che i miei racconti rimangano in bilico, sospesi tra la realtà e la "non-realtà"... ogni volta che inserisco qualcosa di realistico, aggiungo subito dopo qualcosa che allontani dal mondo. Una specie di evasione! Grazie x il consiglio cmq, ci penserò!!!! =)
  • Francesco Scardone il 11/11/2009 15:32
    mmm pensandoci bene io non ci metterei i nomi in americano(Bob), anch'io scrivevo così però ho notato che quando scrivi con i nomi in italiano il testo risulta più "vero"... vedi la critica te l'ho fatta lo stesso!!^^
  • Ethel Vicard il 11/11/2009 14:45
    L'hai già letto tutto?! Tutto qui? nessun critica da farmi? !!! ihih.. grazie mille comunque! =)
  • Francesco Scardone il 11/11/2009 14:38
    che bello nella seconda parte il suono del cuore della segreteria.. sfiziosissimo... sono curioso!!^^