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Sul concetto di borghesia

Il problema della vita è che è troppo lunga. Sfido chiunque a citare qualcosa di veramente degno di essere menzionato che accada dopo i primi venti anni di vita. Qualsiasi essere umano con un minimo di senno si renderà conto che venti anni sono finanche eccessivi per il tipo di esistenza che conduciamo.
Dopotutto è bene ricordare quella nutrita schiera di persone le quali, convinte di essersi accaparrate un diritto inequivocabile alla vita, credono di poter disporre di essa liberamente come di una carta prepagata senza limite di credito. Che tu li chiami borghesi o figli di puttana o illusi ben poca è la differenza. Queste persone continuano a lamentarsi della brevità della loro esistenza, della caducità del loro essere solo perchè credono che nella prossima fuoriserie dagli pneumatici cingolati troveranno, finalmente, il senso della loro vita. Più che uno status sociale la borghesia è sempre stata uno status mentale: ci sono solo persone, miliardi di persone, che sperperano tempo prezioso e inutile denaro in fatiche immani e doloroso lavoro credendo che una nuova villa al mare porterà finalmente pace nelle loro vite. Il denaro è solo un caso, c'è chi lo ha, chi lotta per averlo, ma alla fine di questa inutile e, in verità, fittizia lotta sociale ci sono solo uomini, miliardi di uomini che, alla soglia degli ottant'anni credono di avere ancora qualche conto da regolare con la vita, qualche rata da pagare, qualche assegno da farsi versare. Ci si renderà facilmente conto che quelle poche occupazioni interessanti e degne che la vita ci offre facciamo presto a viverle e consumarle entro i primi anni della nostra esistenza. Il resto del tempo lo perdiamo con le rate del mutuo e credendo che alla morte noi non siamo destinati, illudendoci che la vita sia un nostro fondamentale diritto.
La verità, quindi, è che i borghesi, qualunque sia il loro salario mensile, dal bidello più squattrinato al più abbiente broker di Wall Street, si sono attirati addosso le ingiurie e l'odio degli artisti di tutti i tempi solo perchè credevano di aver diritto alla vita. E ad una nuova macchina. E ad un paio di scarpe di coccodrillo.
Poi ci sono quelle persone che continuano ad esistere solo perchè, nel loro delirio onnipotente, si sono convinte di avere qualcosa da dire all'umanità intera. Questi illusi li trovi chini sulle tastiere dei pc a scrivere libri o a girare film a basso costo dietro cineprese sgangherate. Anche loro, in fondo, credono che la vita sia troppo breve e, in verità, per quanto motivino eticamente il loro lavoro, stanno solo cercando un modo per passare alla storia e rinascere immortali dietro lo schermo di un televisore a schermo piatto o fra le pagine di un libro ingiallito.

 

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28 commenti:

  • Francesco Scardone il 12/01/2010 12:05
    Ecco, non posso che essere d'accordo con vincenzo. Ha colto perfettamente il senso dello scritto. Avevo cercato di chiarirlo anche nei commenti ma, effettivamente, con il suo, vincenzo ha chiarito definitivamente.
    Detto questo voglio chiarire che, anche se sembrerebbe, sono in completo disaccordo con la visione esistenzialista della vita nel senso che credo fortemente in Dio. Solo che non credo negli uomini e nel "loro senso".
    Concludendo io, dal canto mio, cerco di riempire il mio vuoto esistenziale con la scrittura e senza tirarmi mai indietro di fronte alla vita, anche con il mio grande smisurato sregolato scetticismo nei suoi confronti.
    Penso si sia detto tutto ormai su questo testo che aveva creato molte incomprensioni. Ciao
  • bute 76 il 12/01/2010 09:48
    Credo che vincenzo abbia trovato la chiave.
    Per quanto francesco ammetta che il testo sia un po' affrettato.

    Saluti a tutti, indistintamente,
    la pace sia con voi
    L'apicoltore
  • vincent corbo il 12/01/2010 09:00
    Io credo che Francesco voglia esprimere un concetto. Per comprendere l'insensatezza dell'esistenza bastano e forse avanzano vent'anni. Poi ciascuno di noi è libero di colmare il proprio vuoto esistenziale come crede. Sviluppare una mentalità borghese secondo Francesco è il modo peggiore di reagire. Naturalmente avere un figlio o vincere delle medaglie d'oro sono degli avvenimenti importanti ma ciò non toglie che per una mente lucida e scettica al punto giusto, l'esistere sia un grandissimo punto di domanda.
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 18:00
    P. S. apprezzo il tuo incazzarti per l'eventuale voto negativo a quella che credo sia una delle tue poetesse preferite, anch'io mi incazzo come una bestia quando parlando male degli autori che amo^^ ciao
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 17:58
    come vedi non leggo solo roba che vuole scandalizzare qualcuno e, comunque, in merito al messaggio di prima non credo che kerouac o altri volessero solo fare sensazione, è vero le stesso jack ha creato il termine beat ma non credo e lui stesso lo conferma si sia mai sentito parte di quel movimento di ribellione che ispirò...
    "venivano questi ragazzini dai capelli lunghi e le unghia sporche a bussarmi alla porta di casa mentre mi scolavo l'ennesima birra..."sono un ragazzo beat, mi diceva il moccioso e io mi maledicevo per aver creato quel termine solo pochi anni prima", da i diari di kerouac un po' parafrasato ma il senso è quello^^
  • Anonimo il 06/01/2010 17:53
    o. k. pace fatta... mi basta.
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 17:50
    al tuo aforisma poi darei due stelline...^^
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 17:48
    E comunque ti manifesto la mia ignoranza dicendoti che cioran lo conosco solo di nome
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 17:47
    in verita ho votato con 3 stelline... se ti riferisci a quello sulla bellezza e l'erotismo... alda la conosco(non eccessivamente) e, ti devo dire, non mi piace molto, mi sembra chiaro che per giudicare un poeta non si debba per forza conoscere tutta la sua produzione, in tal caso si avrebbe il tempo di leggere al massimo un paio di autori in tutta la vita... in compenso sono portato verso un tipo di letteratura e poesia diversi... poesie come ginsberg, secondo me, non le ha scritte nessuno, libri come kerouac e roth e gogol nessuno... senza tralasciare l'unico dio in terra: dostoevskij... comunque non vedo il senso del tuo attacco
  • Anonimo il 06/01/2010 17:42
    Ho visto che hai dato 1 stellina ad alda merini per un suo aforisma che tu non sei in grado di capire perchè di lei non sai niente. Però hai dato 5 stelle a quello di Cioran che forse conosci. Vedi, dare un voto così a vanvera ad una poetessa che è considerata probabilmente la più grande poetessa del 900 non ti fa onore... ora te lo do io un aforisma... gli stupidi che non capiscono sono portati a sopravalutare o sottovalutare... capito? Votami questo per favore!
    P. S. chi se ne frega è un vecchio motto fascista... buoni quelli!
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 16:41
    beh ma chi se n'è mai fregato delle novità?! mi sembra scontato che in un frettoloso scritto di 20 righe non si cerchi di fare sul serio "filosofia"
  • Anonimo il 06/01/2010 15:05
    Gira gira ma l'esistenza è la vita o no? se invece vuoi fare filosofia devi correre molto e studiare di più di quanto corri... e non basta, devi vivere realmente... jung diceva che i suoi migliori pensieri filosofici gli son venuti quando spaccava la legna in campagna. Ma per spaccarla devi vivere... ed allora 20 anni, anche se corri, non ti bastano, credimi. il tuo discorso può funzionare se togli il tempo... 20 anni... sta li l'errore. Ciao
    P. S. se invece vuoi scrivere per fare sensazione come la mia generazione beat sessantottina alla quale si rifà la tua immagine, o alla Bukowski... o. k. lo scritto è buono, anche buonissimo... ma non è più una grande novità.
  • Francesco Scardone il 06/01/2010 00:47
    beh facendo quell'intervento rendeva chiaro che non aveva capito nulla dello scritto... non parlo delle cose belle o brutte che uno può fare... parlo dell'esistenza... non stiamo parlando di cose belle o brutte sorrisi o pianti... sto parlando di esistenza e, per quanto può sembrare cinico, mia madre che mi mette al mondo è uno dei tanti avvenimenti dell'esistenza... forse non è chiaro con questo testo non sto parlando della vita di nessun singolo, non vuol dire niente avere una vita bella o una vita brutta, non è di questo che parlo... forse, essendo questo uno scritto un po' frettoloso non ho chiarito bene il concetto comunque...
  • Anonimo il 05/01/2010 20:28
    Io ho 64 anni e sono capitato qui per caso... la mia vita è ancora piena, potrei citarti un centinaio di cose degne di essere menzionate che mi sono capitate dopo i 20 anni... le ultime sono 12 medaglie d'oro in gare di nuoto Master (piscina e attraverso laghi) ed ancora mi diverto e faccio amici ed amiche... etc... ora tu sei un ragazzo e si capisce ma, al di là di come uno vede la vita, invece di sghignazzare come un ebete perchè non rispondi a tono a quella Amorina che ha fatto una polemica incomprensibile ma ti ha esplicitamente chiesto cosa pensi di tua madre quando ti ha messo al mondo?
    Hai avuto una reazione da persona immatura... rispondi o lascia perdere i commenti come fanno altri autori e non uscira con frasi del tipo... fatti vedere da uno bravo. Io sono uno bravo in quel settore e, forse, vorrei vedere te, mi sa, anche se lei è sicuramente meglio!
  • Amorina Rojo il 04/01/2010 16:58
    parli per te o per tutti?... ma, dimmi, vieni anche tu da Boston con tutti questi cenni all'america? sfido chiunque a citare qualcosa di veramente degno che accade dopo i primi venti anni... ma taci, tua madre quanti anni aveva quando ti ha messo al mondo... che credi, che per lei non sia una cosa degna da menzionare? tu critichi un po troppo e non vedi che il risultato di quello che scrivi non è poi un granchè capito. 7 voti tutti negativi... medita
  • Jurjevic Marina il 05/12/2009 15:58
    Io evito il tuo profilo, ma mi sono soffermata su questa tua opera, riflessione, come vuoi. Sono rimasta ben sorpresa, vorrei dirti che non mi piace, ma non posso. Esprimi le idee ben chiare, non parli dei concetti astratti, ma della umanità, i modi di essere, e hai degli argomenti ben precisi.
    I miei complimenti
  • Francesco Scardone il 05/12/2009 15:02
    no, non avrebbe senso concludere... perchè io non sto parlando della mia vita... parlo della vita, non della vita del singolo...
  • aleks nightmare il 05/12/2009 14:34
    Pero' se questo pensiero lo porti all'estremo, tanto vale concludere cio' che ti strugge... vivere è una lotta, con piccole pause di piacere...
  • Francesco Scardone il 05/12/2009 12:06
    è logico che ci siano cose "belle" nella vita... non l'ho mai messo in dubbio, anzi la mia mentalità mi porta proprio a farne abuso di tali cose... ma non è questo il problema che volevo porre... volevo dire che, a dispetto anche di tutto quello che di divertente, bello, gioioso possiamo fare la vita continua ad esserci e l'esistenza ad angustiarci... è un po' esistenzialista come pensiero, me ne rendo conto...
  • aleks nightmare il 05/12/2009 12:03
    Secondo me, il concetto non è del tutto sbagliato... questa continua voglia di vivere è una grande truffa, a mio parere basterebbe vivere una vita più corta, ma più piena... la riflessione che hai fatto sugli artisti la vedo provocatoria, infatti anche tu stai dietro uno schermo pensando di passare un'idea, o almeno qualcosa... il problema tuo è che non hai considerato gli aspetti positivi della vita... certo, non sono molti, ma qualcosa che allenta l'agonia dell'esistenza cè(amore, sesso, divertimento... ecc).
  • Antonietta Mennitti il 01/12/2009 12:58
    Brutta proprio!!!!!!
  • bute 76 il 28/11/2009 20:52
    Concordo sull'universalità della questione.
    E ti dirò che la mia insofferenza a qualunque fede mi induce a credere nell'inanità dell'esistenza.
    Effettivamente, ad una seconda lettura, lo scritto mi è parso meno arrabbiato (in realtà era la terza lettura), con ciò credo comunque che dovesse essere concepito con maggiore rigore, perché credo nell'importanza del soggetto.
    Quanto alla vacuità dell'arte... mi piace pensare che prima o poi riusciremo tutti quanti a fare a meno di dio. Nel frattempo mi interrogo spesso sulla possibilità di un'arte senza dio, o senza scopo - chiama la cosa come ti pare.
    Cordialmente
    l'apicoltore
  • Francesco Scardone il 28/11/2009 18:43
    E comunque il mio non è un odio verso l'umanità... io forse non riesco a vederla bene l'umanità, tutto qui, non so dove sia, cosa sia... e, in tutta sincerità e modestia, credo che sia questo un problema di tutti...
  • Francesco Scardone il 28/11/2009 18:41
    Se ben noti nello scritto non c'è nessuna presunzione bute... la riflessione parte in primo luogo da me stesso... ma non è una riflessione sui "tipi umani", mi rendo conto anch'io che ci sono eccezioni, difformità, diversità... il mio pensiero, non so se spiegato bene, si soffermava più sul lato extra-umano della questione... su questo voler "vivere per forza", a tutti i costi... ed è, questa, una caratteristica che rintraccio in ogni persona, a partire da me stesso. Molto spesso per semplificare i concetti parlo di disprezzo, talvolta addirittura di odio, ma in realtà vorrei esprimere solo la mia incredulità di fronte a cose che, per essere sincero, non capisco, o meglio, non riesco a vedere... è difficile così da spiegare su due piedi...
  • bute 76 il 28/11/2009 18:07
    Mah... alle volte ho la sensazione che certe considerazioni generali pecchino di presunzione.
    Eviterei di mischiare temi esistenziali a riflessioni di tipo sociale, politico e storico.
    Da lontano (o dall'alto, se preferisci) tutto appare piuttosto semplice, ma anche piuttosto piatto, nonché noioso. Da vicino monta la rabbia, ma può tradirci il pregiudizio.
    Bisognerebbe porsi alla giusta distanza, prima di scrivere in particolare.

    Non condivido l'espressione in sé di simili amarezze cosmiche, se non altro perché - banalmente - già Marx, Nietzsche, Pasolini (tanto per fare tre nomi, non proprio a caso ma di riflesso) si sono molto lucidamente espressi al riguardo, conservando (e mi piacerebbe provocarti al riguardo) un profondo amore e interesse per l'umanità.
    Pasolini scriveva di odiare la borghesia, ed aveva idee piuttosto nitide sul ruolo dell'intellettuale di fronte all'uomo medio "criminale", ma la profondità del suo sguardo finiva comunque per fargli cogliere le diversità, le difformità, le eccezioni. E nell'immoralità dei tempi, nello spaesamento e straniamento dei suoi contemporanei, sapeva scovare quella arcaica scintilla umana che, alla fine, rendeva fortunata e direi quasi gioiosa la sua ricerca.
    Quelle innumerevoli stranezze che, ad essere abbastanza attenti e fortunati, potrebbero finalmente confonderci.

    Saluti,
    l'apicoltore
  • 31 31 il 26/11/2009 20:51
    nei primi 20 anni di vita non accade niente degno d essere menzionato? e cosa lo sarebbe? perchè, un ginocchio sbucciato non è importante quanto un licenziamento? mmm e poi che hai contro quelli che spendono soldi a macchine? se ce li hanno perchè non dovrebbero ? se ce li avessi, lo farei anche io ^^ ciao gigi xD
  • Ethel Vicard il 19/11/2009 13:44
    Vita troppo lunga? forse... probabilmente dipende da quando inizi a vivere... oppure da quando ti accorgi di essere vivo...
  • Anonimo il 17/11/2009 19:59
    Interessante e acuto. Ciò non toglie che qualche altro annetto lo vivrei volentieri.
    Perché? Boh. Già che ci sono. C'è un'eternità per nutrire i vermi.

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