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Le notti bianche

Le notti bianche... no, non son semplicemente le notti di chi ha l'assillo dei debiti o la gravosità di un senso di colpa.
Chiedilo a un'idealista, a un romantico, a un timido cosa son le notti bianche.
Ti parlerà del nascondimento, della malinconia, del pallore che dal suo volto si riflette in tutta l'atmosfera notturna quieta, cosicché diventa bianco anche questo cielo, e si velano di nebbia le ore tarde. Ci si accorge che il silenzio è come un tonfo, in quelle notti, come un corpo pesante che si schianta sulla polvere, e in quella sordità riaffiorano fantasmi lontani e benevoli, ognuno col suo tocco e col suo passo.
Arrivano da lontano questi ospiti, ma son da tempo attesi. Uno ad uno si pongono davanti porgendo il loro saluto; il nostro idealista si toglie il capello e s'inchina con galanteria d'altri tempi di fronte a loro. Non chiede "da dove venite" o "cosa vi ha spinto fino a me", ma li accoglie col suo silenzio riservato e rispettoso. Essi gli parlano come ad una persona amica che per qualche motivo si è da tempo perduta, una persona con cui si ha molto passato da condividere: no, non trattengono il loro desiderio di ricordare, di porre rimedio alla lunga separazione e di raccontare...

... Il primo è lo spettro chiaro e luminoso di una giovane, l'altro è uno smisurato cavaliere, e poi è un rapido susseguirsi di dame, vecchie rugose e curvate come bastoni, grassi e bonari signori ancora odorosi di tabacco, madri feconde e signorine altere e inaridite, che si accompagnano a giovanotti goffi, monaci sereni e bambini inquieti.
Appaiono e scompaiono, si disfano come giochi di fumo, talvolta densi, talvolta vacui.

Ma sono raggi di luna, frammenti di sogno: scherzi della notte pietroburghese o realtà presenti solo in lui, in quel giovane visionario; e sì, questo sono: le sue illusioni, i residui delle sue ragionevoli speranze, il risultato dei suoi fallimenti e delle sue sfortune. Tutto quello in cui ha creduto, e che è rimasto irrealizzato, non poteva esser cancellato con un colpo di spugna; si è rifugiato in lui, costruendo un cimitero di miraggi svaniti, si è barricato in un angolo, in una terra di nessuno dove nemmeno lui più governa, ed è diventato la sua città segreta.
E ora la sua corte di spettri risale come la marea, in questa notte senza luna, ad animare una danza antica, a sussurrare melodie sottili, a dipingere con eleganza queste decadenti, opache, irreali, notti bianche.

 

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1 commenti:

  • Salvatore Ferranti il 20/11/2009 12:45
    tutti noi che scriviamo, abbiamo notti bianche...
    bravissima

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