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Data pubblicazione 20/11/2009       Numero di letture 197 letture     Commenti ricevuti 9 commenti     Su Facebook     Su twitter

Autore: Pietro Tanca
non mi piacepotrebbe essere megliobella ma non eccezionalemi piacebellissima3 voti

Felice & scontenta

C'era una volta una crudele farfalla di nome Scontenta. Ella ereditò da una lontana parente immense fortune e perciò divenne principessa d'un grande regno. Aveva al seguito un potente esercito di farfalloni che eseguivano fedelmente i suoi ordini, e milioni di farfalline che ogni giorno ricamavano con magnifici disegni e colori le sue ali. Il maggiore dei suoi tanti difetti era la vanità. Per questo non sopportava il fatto di essere nata bruco come tutte le farfalle ed ingiuriava continuamente contro la natura:
- Sia la tua legge maledetta, e finché vivrò su tutti i bruchi scatenerò la mia vendetta! -
Comandò così ai suoi devoti farfalloni di volare in ogni angolo del mondo per catturare anche il più piccolo dei bruchi, e promise ingenti ricchezze a tutti gli uccelli ed i rettili affinché divorassero gli odiatissimi insetti.
In breve tempo una moltitudine di bruchi scomparve dalla terra, ma alcuni di loro riuscirono fortunosamente a scampare alla cieca furia di Scontenta.
Tra questi vi fu Felice, il bruchetto furbetto.
Appena seppe del terribile dramma capitato a tanti suoi simili, pensò bene di nascondersi finché la Natura non l'avesse trasformato in farfalla.
Preso dalla paura, iniziò a vagare per le campagne alla ricerca d'un sicuro riparo. E strisciando con grande circospezione sulla morbida terra di un infinito campo di verdure, incappò in una vecchia campana abbandonata da secoli.
Quest'ultima incuriosita dallo spaesato serpeggiare di Felice esclamò:
-Buon giorno vermicello, non sai che è pericoloso attraversar la campagna per un'indifesa larva come te! -
- Scappo dalla cattiveria della farfalla Scontenta - rispose Felice quasi scusandosi
- Come hai detto? -
- Scappo dalla farfalla Scontenta. - ripeté il bruchetto.
- Come hai detto? Devi scusarmi ma fin da piccola, ahimè, facevo fatica a sentire rumori e parole! -
- Scappo dalla malvagia farfalla Scontenta! - disse ancora Felice urlando fin quanto poteva.
- Ahh sicuro, ho udito chiacchiere a proposito di tal farfalla, ella è proprio crudele! -
-Si è senza cuore. Vuole eliminare tutti i bruchi presenti sulla terra! -
- Come hai detto? -
- La farfalla Scontenta vuole eliminare tutti i bruchi presenti sulla terra!!! - ripeté Felice strillando.
- Oh santo campanile! Quanta mostruosità sussiste nel mondo!- Commentò la sorda campana; e iniziò a recitare decine di brevi preghiere, finché con voce stonata disse:
- Perché non entri nel mio ventre, dentro di me ti potrai certo riparar dalla malvagità di chi stupidamente ti perseguita. -
Quella fu una proposta straordinaria per Felice, nessuno infatti avrebbe mai pensato di cercarlo dentro una centenaria campana.
- Ah grazie gentile signora! - urlò quindi tirando un sospiro di sollievo -starò con lei finché non diventerò una farfalla. -
E passando attraverso una stretta fessura si accomodò nella pancia della campana.
Per trascorrere il tempo dentro l'antica tazza di bronzo Felice la faceva vibrare per mezzo del battaglio interno, emettendo un allegro ritmo che si diffondeva soave per tutta la campagna.
" Don, Don, Don Don, Don Don Don... "
Ora la campana riviveva i beati anni della sua trascorsa giovinezza quando spensierata dettava dolci rintocchi dall'alto di un casolare.
Fin quando un contadino che possedeva un podere nelle vicinanze, stanco del martellante rumore, decise di sbarazzarsene.
- Domani stesso ti porterò via così la smetterai di schiamazzare vecchia tazza arrugginita!!! - sbraitò un giorno avvicinandosi incollerito alla campana.
Questa allora, impensierita ed ansante, chiese al bruchetto cosa l'uomo avesse mai detto. E appreso del terribile fatto esortò:
- Or devi scappare Felice, la tua vita è nuovamente in pericolo. Devi uscire dal mio ventre! -
Potete immaginare quanto immensa fu la tristezza di Felice che doveva per sempre lasciare la sua vecchia campana, quella campana che come una madre l'aveva accolto e protetto.
- Siete stata tanto buona con me - mormorò asciugandosi le lacrime.
-Non piangere piccoletto. Qui vicino, nascosta in un recinto di pomodori, ci sta una mia grande amica. Ella è un'anziana bandiera, và da lei, ti offrirà cure e sostegno. -
Il bruco senza protestare seguì il saggio consiglio e sconsolato balzò fuori dal suo amato rifugio.
Il giorno seguente come annunciato il contadino caricò su un trattore la vecchia campana e la portò lontano, molto lontano...
Intanto felice si rimise in viaggio e ritornò a strisciare malinconicamente per la campagna alla ricerca dell'antica bandiera. E dopo alcune ore scorse in vicinanza un incredibile recinto di quattro imponenti muri costruiti con una miriade di pomodorini.
-Salve vermicello perché rimani immobile sulla soglia del nostro cancello!? - esclamò insospettito un grosso ragno.
- Scappo dalla cattiveria della farfalla Scontenta - rispose Felice con voce tremula; e si addentrò pian pianino nel singolare recinto. Una volta entrato rimase estasiato da ciò che vide: uno spazio larghissimo dove si adoperavano tantissimi ragni che instancabili ricucivano la tela di una malconcia bandiera.
- Noi lavoriamo in tutte le ore però abbiamo sentito parlare di questa farfalla senza cuore. Se a tessere la tela ci aiuterai nella nostra tana resterai...-
Continuò cortese il grosso ragno.
- Certamente! Grazie! - gridò fuori di se dalla gioia il bruchetto - Starò con voi finché non diventerò anch'io una farfalla e fino a quel momento farò tutto ciò che vorrete. -
- D'accordo. Benvenuto nella nostra casetta ora un mucchio di lavoro ti aspetta. -
Così Felice si mise immediatamente a disposizione dei nuovi amici e cominciò a lavorare con loro. Per lui cucire era un'impresa assai complicata, tant'è vero che nel gruppo qualcuno brontolava per la sua scarsa abilità. Ma grazie al suo assiduo impegno e alla sua infinita pazienza iniziò a fare vistosi progressi, fino a diventare in breve tempo un perfetto tessitore.
Tutti i ragni ammiravano la sua arte e si congratulavano con lui per gli incredibili risultati raggiunti. Perfino la stessa bandiera era orgogliosa di farsi cucire da zampette così estrose ed ogni qualvolta puntualizzava:
- Felice è il più bravo tra voi, è un lavoratore esemplare! -
Tutto dunque sembrava andare per il verso giusto all'interno del recinto, finché non capitò un'imprevista disgrazia:
Un auto attraversò la campagna a velocità folle calpestando ogni cosa che capitava sul suo cammino. Anche il recinto si trovò sulla sua traiettoria e purtroppo venne miseramente sgretolato. Alcuni ragni rimasero feriti, altri scapparono mentre il buchetto, miracolosamente scampato, si strinse forte forte alla tela dell'antica bandiera.
- Fuggi Felice! - gridò poi questa in mezzo all'atroce confusione - devi andare via di qui! -
- No, no! Dove andrò ora! Morirò! Mi cattureranno! - soggiunse il bruchetto lamentandosi e disperandosi.
- Devi ascoltarmi. A poche ore di distanza c'è il sentiero dell'immondizia, laggiù troverai un mio grande amico, un antico orologio a pendolo. Vai da lui ti offrirà cure e sostegno. -
Sicché anche stavolta Felice seguì il consiglio ed avvilito si rimise frettolosamente in viaggio.
- Quando diverrò farfalla, - pensava fra se mentre vagava per la campagna verso il sentiero indicato dalla bandiera - potrò volare tra i fiori, posarmi sulle foglie degli alberi e cullarmi nel vento. Proteggerò tutti i bruchi del mondo, sarò il loro angelo custode e combatterò contro la perfidia di Scontenta. -
Così fantasticando si trovò ad attraversare un sudicio sentiero infestato da una marea d'immondizia. E in quel punto gli parve di udire uno strano verso:
" Cuccù, cuccù, cuccù "
Cercò quindi di individuare di cosa si trattasse, ma il buio fitto oscurava la campagna impedendone la vista. Allora Felice, immaginando qualche predatore di Scontenta cercò di nascondersi tra i rifiuti.
- Ma perché scappi?! - domandò una misteriosa voce
- Ti prego, non uccidermi! - Supplicò il bruchetto scosso dalla paura.
- Ma io non voglio mica ucciderti! Sono un povero uccello innocuo. Dai avvicinati, son quaggiù. -
Incoraggiato da quest'ultime parole, Felice dapprima rimase immobile e subito dopo con prudenza decise di avvicinarsi..
Ciò che poi vide fu qualcosa di meraviglioso: abbandonato tra i tanti sacchi dell'immondizia c'era un antico orologio a pendolo, proprio quello descritto dall'amica bandiera!
E legato all'orologio con una corta molla di ferro si agitava un giovane cuculo.
- Ora sei tranquillo larvetta. Non posso farti del male io! - rassicurò ancora l'uccello.
-Scusate ma ho così tanta paura perché scappo dalla farfalla Scontenta. -
- Ah, certo, la crudele principessa. Conosco la sua storia e le sue malefiche imprese. Conviene che ti rifugi dentro il mio orologio è molto più sicuro della campagna, qui volano avvoltoi e tanti altri rapaci feroci. -
Ovviamente Felice gradì euforico l'invito del buon cuculo e si sistemò tra le lancette ossidate dell'orologio a pendolo.
Nel nuovo rifugio Felice occupava il tempo contando i secondi, i minuti e le ore. Tant'è che l'orologio riprese a muovere le proprie lancette ed il cuculo a cantar allegramente allo scoccar delle ore:
- Cuccù, cuccù, cuccù -
Ma dopo vari mesi la felicità del giovane uccello fu spezzata dal brutale fucile d'un cacciatore. Questi sparò infatti contro il cuculo colpendolo dritto al cuore.
- Scappa larvetta, presto devi allontanarti, non preoccuparti per me. Io ora potrò finalmente tornare a volare. - disse poi rivolgendosi a Felice. E dato l'ultimo sguardo alla campagna morì spalancando le ali.
Innanzi a così tanto orrore il vermicello cominciò a piangere e imprecare contro il cacciatore; l'orologio segnava le dodici.
È in questa commovente scena, in questo triste momento che ebbe inizio la metamorfosi...

Due ali ricamate in una magia di colori accompagnarono il dolce bruchetto nelle mani del cielo, verso il suo primo volo.
Libero ragazzi,
Libero!
Felice adesso era una magnifica farfalla libera.
Che spettacolo amici miei! Svolazzava tra i profumi dei fiori, i sapori delle foglie, nella voce del vento.
Suonarono a festa tutte le campane del mondo, sventolarono allegre tutte le bandiere e per un attimo si fermarono tutti gli orologi.
L'unica scontenta fu la malvagia principessa che appena apprese della trionfale vicenda di Felice, indispettita volò immediatamente alla sua ricerca. Scortata dal suo devoto esercito setacciò a palmo a palmo tutte le campagne, voleva catturarlo e giustiziarlo. Ma per disgrazia, insieme ai suoi fedeli, cadde nella trappola di un collezionista di farfalle.
Così finì meschinamente dentro una piccola gabbia dove stanca e malata pregava ogni giorno per la sua libertà.
Il tempo passava inesorabile mentre le fantastiche ali di Scontenta perdevano lentamente la freschezza dei loro ricami. Iniziò ad amare la vita quando moriva la sua vanità, ed implorava la natura affinché mantenesse giovane l'aspetto, ma presto s'abbandonò in una mesta rassegnazione. Dopo alcuni anni il collezionista riaprì quella fredda gabbia, strappò le ali dall'immobile corpo della principessa e le ripose tra le pagine d'un triste libro...
Finì così lo spietato regno della farfalla Scontenta e la persecuzione dei bruchi.
Ed il nostro bruchetto furbetto? Beh, lui svolazzò per sempre " Felice & contento".

 


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Non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori.

Victor Hugo

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