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Risveglio

Lei si alzò da letto, tirandosi dietro il lenzuolo, in una sorta di pudore a ritroso.
Non riuscendo a sfilarlo dal materasso lo lasciò cadere, alzando le spalle, come se pensandoci avesse capito che sarebbe stato fuori luogo.
I raggi di sole che filtravano dalle gelosie socchiuse creando piccole scie di pulviscolo irridescente, sembravano aver annebbiato i fatti della notte prima.
A pensarci bene, lui non capiva cosa potesse essere successo, di così intenso e diverso dal solito.
Si domandava perchè non riusciva ancora a togliersela dalla mente, nemmeno ora che la osservava attentamente, mentre lei guardava allo specchio i segni che la notte aveva lasciato sul suo viso: il trucco degli occhi sciolto, i capelli arruffati. Lasciando scorrere lo sguardo, notò anche le imperfezioni di quel corpo, che la notte prima, stranamente, gli erano sfuggite: il seno non era alto e sodo, ma rilassato, forse troppo, pensando ai seni a cui si era abituato..
e quell'accenno di cellulite sui fianchi? e il ventre, segnato da piccole smagliature, un po' prominente.. forse troppo.
La dea conosciuta la sera prima, si era trasformata in quella sconosciuta che ora stava facendo la doccia nel suo bagno. Ma cos'era successo? perchè, invece della solita fretta di salutare ed andarsene, continuava a pensare a lei?
Eppure non era stata una notte di sesso "bollente" come gli era sempre piaciuto. Niente ricercatezze erotiche, niente frasi eccitanti, a parte i suoni sconnessi che uscivano dalle loro gole e il rumore dei loro respiri ora affannati, ora più lenti.
Lo avevano fatto un paio di volte, senza che durasse nemmeno tanto a lungo, seguito da momenti di silenzio.
Poi avevano chiaccherato, non ricordava nemmeno più di cosa. L'unica sensazione forte che lo aveva accompagnato per tutta la notte, e che ancora era presente, era una sensazione di serenità. Come quando ascoltava la sua musica. Come dopo una serata passata a cena con i suoi vecchi amici. Non poteva certo dire fosse una sensazione elettrizzante, ne fare sesso con lei lo era stato.
Ma quella sensazione di calda accoglienza che aveva sentito quando era penetrato in lei, che aveva continuato a sentire ad ogni affondo. Quella sensazione che si prova tornando a casa propria la sera, dopo una giornata nera passata al lavoro, e puoi toglierti le scarpe, infilarti qualcosa di comodo, e fare finalmente solo ciò che vuoi...
Era cosciente del fatto che non sarebbe comunque durata a lungo, quella storia. Il suo bisogno continuo di adrenalina lo avrebbe riportato alla realtà.
Ma ora, in quel momento, diversamente dal solito, aveva voglia di restare li.
Si alzò dal letto, accese lo stereo, e la raggiunse sotto la doccia.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 30/04/2012 13:15
    l'amore di un uomo che sa che questo non potrà durare molto. ma vuole godersi il momento, finchè c'è.

2 commenti:

  • Luce... il 13/05/2010 13:08
    Mi piace il tuo racconto, sa di una passione normale, non esagerata, sa di un amore che, presto o tardi, proveremo tutti. Mi piace quando parli della sensazione di accoglienza, di sentirsi a casa. Brava.
  • nemo numan il 19/01/2010 21:38
    bellissimo scritto con il cuore

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