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La vita agra di Vito

A chi, ultimo tra i parenti andò a trovarlo, Vito rivolse la stessa supplica: "Aiuto, ti prego, fammi uscire di qui".
Seguì un pianto disperato, poi più nulla. Nel senso che nessuno più andò da lui. Era il 1954.
Aveva dodici anni Vito quando suo padre cominciò a picchiarlo, come si picchiava nell'ignoranza di un mondo di padri padroni, con cinghie e corde bagnate, schiumando violenza.
Accusava il figlio di far sparire l'olio, di venderselo, di essere ladro a casa sua, anche se in paese si raccontava un'altra storia, molto bisbigliata, di familiari che da tempo gabbavano il vecchio, mentre le colpe e le frustate ricadevano sempre sul ragazzino.
Aveva 17 anni Vito quando scelse di ammazzare il padre, prima che il padre ammazzasse lui, di botte.
Usò un'accetta, un colpo solo. Poi aiutò i carabinieri a recuperare il corpo del vecchio, giù nel dirupo.
Al processo nessuno raccontò delle angherie, delle botte e l'avvocato glielo scelsero i familiari, quelli che il paese definiva troppo furbi ed interessati.
Nessuno invocò attenuanti e fu ergastolo.
Solo che a certi quella sentenza non bastava, infatti c'era di mezzo anche la terra e l'olio.
Scattò, così la richiesta accolta d'interdizione, che dichiarò il ragazzo incapace d'intendere e di volere.
Vito uscì così dall'eredità e fu internato in un'ospedale psichiatrico-giudiziario... Siamo ancora negli anni cinquanta.
Due soli parenti, andarono a trovarlo là dentro; L'ultimo cinquant'anni fa. Poi l'oblio: Fine della storia di Vito, cancellato dal mondo a 17 anni.
Solo che Vito è ancora vivo e tra pochi giorni, a settant'anni suonati, uscirà infine dall'ospedale psichiatrico, che implorava di abbandonare mezzo secolo fa.
Non possiede più nulla, se non la sua solitudine, non sa più la vita fuori cosa sia, ammesso che la vita di Vito, dentro la sua condanna, dentro la sua testa, gli sia ancora comprensibile e soprattutto accettabile.
Quella che un tempo, anagraficamente parlando, fu la sua famiglia, rifugge l'ingombrante caro che dava per estinto, avendo rimosso il suo passato e le proprie colpe.
E lo Stato che sancì quella terribile pena è l'ultimo capace di provarne.
Certo, una comunità ha chiesto alla Asl di ospitare il sig. Vito per aiutarlo, ma un sepolto vivo dalla dimenticanza, riesce ancora a sillabare "Aiuto"???

 

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1 commenti:

  • Daniela Treccani il 16/12/2009 00:02
    NO non lo sillaba più, e se lo riceve si aspetta in cuor suo di doverlo pagare
    Un racconto molto toccante e vero, vero come è vera l'indifferenza e l'egoismo del mondo intero, ma la peggior cosa è quando è la stessa famiglia a tradire. Per Vito la morte è avvenuta ancora al suo processo, ora ha posto solo la compassione e quell'aiuto che è quasi dovuto.

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