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I clowns

Quel giorno bianco di neve i clowns arrivarono per forzare lo scrigno magico dei pensieri.
La principessa beveva freddo il suo bicchiere.
I clowns sapevano molte cose sugli uomini non mascherati.
Gli uomini sapevano pochissime cose sui clowns.
La principessa si esercitava al trapezio.
In tutto ciò i leoni presto ruggenti al domatore si mostravano talvolta micevolmente.
Perchè poi fosse arrivato questo circo è cosa da non domandare ancora.
Cosa c'era dietro quel grandioso spettacolo, ricco di fantasia, non era dato comprendere.
I clowns erano già al lavoro a provare le loro mimiche effervescenti alla mattina fredda.
La principessa, spesso contesa tra l'affabile domatore contro il ruspante trapezista biondo lungo, sapeva bene giocare le sue carte.
Quando chiamarono la polizia era ormai troppo tardi.
Dov'era finito il piccolo Michele? Perchè nessuno aveva pensato prima di passare per quei giostrari?
Cosa nascondevano quei clowns?
La polizia cercò invano per giorni il piccolo... passarono anni.
Ci si rassegnò.
Passarono altri anni... passò ancora una volta il circo.
La signora Elena era una donna che poteva avere avuto un volto stupendo in passato, oggi era indurita e scavata da quel dolore che la perdita dell'amore vero provoca negli uomini di ogni tempo.
Lei il suo piccolo Michele non l'aveva più trovato.
Quel giorno, dopo tanti anni, al ritorno di un circo venne ai suoi pensieri un senso di contraddizione inspiegabile e per forza recarsi col marito allo spettacolo.
Chi erano quei misteriosi clowns? Potevano essere stati uomini un giorno, forse anche bambini.
Elena vide triste lo spettacolo; finito lo stesso sentì una mano da dietro sfiorarle i capelli, si voltò e vide una maschera.
Un sorriso.
Un finto triste sorriso.
"Michele"...

 

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0 recensioni:

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22 commenti:

  • Dilaila Bella il 19/11/2011 16:48
    bellissima e sorprendente, molto originale!
  • Mauro Moscone il 07/10/2011 12:51
    geniale nella sorprendente suspence e colpo di scena: grande
  • Anonimo il 29/08/2011 15:49
    è semplicemente fantastico... complimenti davvero
  • Ethel Vicard il 23/07/2011 15:48
    Ciao =) È la prima volta che ti leggo, interessante davvero il tuo racconto che per quanto breve mi ha tenuta inchiodata allo schermo fino alla fine. Sono d'accordo con Giulia R., mi piacerebbe leggere qualcosa di più su questi clown!
    Mi piace il tuo stile, andrò a leggere qualcos'altro =))

    ps: "al ritorno DI un circo" ... credo che sia più corretto "DA"
  • Menichetti Serenella il 04/07/2011 10:35
    Mi è piaciuto molto, originale il tuo modo di scrivere.
  • Giulia R. il 23/06/2011 11:03
    Mi è piaciuto un sacco anche se volevo capire meglio chi fosse Michele e chi fossero i pagliacci... Da questo ci estrapoli un magnifico Noir!!!
    Pensaci
  • rino barbieri il 17/05/2011 20:42
    evanescente ma divertente non è una poesia ma un racconto quasi da film
  • Anonimo il 15/05/2011 16:00
    a me è piaciuto così come lo hai concepito
  • fabius civitilus il 27/02/2011 13:29
    bravo... mi è piaciuto...
  • Sara Turco il 05/01/2011 19:19
    mi ha incuriosito molto... complimenti =)
  • Carlo Araviadis il 07/11/2010 15:47
    Non mi convince più di tanto..
    Poetico sicuramente però un po' troppo a discapito della lettura.. la trama si inginocchia completamente al cospetto del tentativo di creare un'emozione malinconica e il tutto, a mio modestissimo parere, ne risente molto.
  • elena crippa il 07/09/2010 19:00
    Surreale, poetico, delirante.. A me questi tuoi clown piacciono moltissimo
  • Giovanni Sicuranza il 26/08/2010 11:51
    C'è molta poesia in bianco e nero, sfumata e musciale, in questa novella. Lo stile scorre bene, anche se il finale è prevedibile. Un racconto che si legge e lascia un lieve sapore, un sorriso amaro. A tratti, ricorda vagamente Guzzati.
  • luigi castiello il 20/08/2010 13:22
    se c'è un seguito voglio leggerlo mi incuriosisce molto.
    bravo!
  • Layla Serizawa il 15/07/2010 03:22
    ...
  • Tajvi Tum il 04/06/2010 15:15
    Scusa, ma leggo solo se quel che leggo mi prende dalle prime 10 righe.
    Mi sono annoiata da subito.
  • Andrea Tessadri il 16/02/2010 12:58
    Volveva essere un consiglio, non un attacco. Il racconto nel complesso mi è anche piaciuto, ma penso che dire semplicemente "che bel racconto! continua così" sia una mancanza di rispetto a chi magari ci ha passato sopra giornate intere. Se mi sono preso la briga di scrivere un commmento del genere, è perché l'opera in qualche modo mi ha colpito: se fosse stato un racconto vuoto od orripilante, non sarei neanche intervenuto, ti pare?
    Questo sito è fatto anche per ricevere giudizi artistici, e possibilmente da tutte le fonti possibili.
    Al di là di questo, potrei al massimo considerarmi un fenomeno da baraccone, in confronto a tanti altri fenomeni veri.
    Mi scuso se posso essere sembrato eccessivamente polemico, ma ho semplicemente voluto esprimere un'opinione, che magari spronasse David a continuare (e non gli ho mica intimato di fare quello che ho detto, anche perché il racconto è suo e solo suo, ed è comunque notevole).
  • denny red. il 16/02/2010 04:10
    non mi piace il commento di andrea non é rispettoso! chi é lui? un fenomeno? critica negativa caro andrea.. ti sei presentato mal vestito.. bel racconto clara aspetto il seguito ciao e, scriverò una poesia sui fenomeni... ora mi fermo e aspetto..
  • David Di Meo il 06/01/2010 22:56
    eviedentemente non tutti hanno compreso il senso... in ogni caso continua con la seconda parte... e il ruspante trapezista biondo lungo ne farà delle belle...
  • Don Pompeo Mongiello il 06/01/2010 20:36
    Bella ed apprezzo molto la sua brevità pur rappresentando l'insieme.
  • Andrea Tessadri il 06/01/2010 17:28
    Bel racconto. Il tema della maschera e della trasformazione forse ultimamente sta diventando troppo sfruttato, ma ha ancora il suo fascino. Il clown ha dalla sua la felicità apparente, ma nasconde una velata nota di malinconia (tra le schiere dei pagliacci, ci sono pur sempre i Pierrot e gli Auguste) e un'anormalità simbolica. A cosa si alluda non è però così chiaro (forse è un bene: stimola pur sempre lo spririto critico).
    A mio parere, alcune scelte stilistiche sono interessanti, ma un po' grezze: non facilitano né la lettura, né la comprensione, e per lo più rendono il discorso zoppicante ("micevolmente" è interessante, ma i participi uccidono la poesia, e "ruspante trapezista biondo lungo" darà anche l'idea di una certa - diciamo - maestosità o boria, ma sono sicuro che si può fare di meglio) e l'espediente del bambino scomparso potrebbe essere sviluppato meglio. A leggerlo così, l'interpretazione simbolica o si focalizza sulla deviazione della vita e dell'aspetto del bimbo, e dunque fa pensare a una giovinezza perduta, o spesa in malo modo o a inseguire il nulla (e quindi una lettura in negativo del tema del viaggio/fuga del Romanticismo o del Decadente); oppure si schianta contro un velo indefinito. In ogni caso, è forse troppo fisso come finale, cozza col resto del racconto.
  • Antonietta Mennitti il 31/12/2009 14:13
    Ti piace la vita circense? È molto laboriosa sai! Ma il loro duro lavoro appassiona noi spettatori... Un augurio anche a loro! ai clowns e ai domatori...

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