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Perle di saggezza

Spesso le cose sono complicate da capire ai nostri occhi, eppure successe che:
In un grigio pomeriggio una bimbetta avvilita per molte avversità si accinse a passeggiare sulla riva del fiume col suo fedele amico, un cagnolino simpatico ma con un carattere particolare
La piccola pensava al suo cuore, pensava come fosse possibile vederlo a tenerlo tra le manine;
vedeva che era tutto rattoppato, al lato ne mancavano dei pezzetti, insomma una cosa orrenda da vedersi.
Mentre pensava e fantasticava sentì alle spalle una voce, girando lo sguardo scorse a pochi passi un anziano.
Strano in quel luogo eli fiume nessuno era mai arrivato, era un luogo scosceso un angolo del fiume quasi sconosciuto, eppure ora non lo era più.
L'anziano volse le sue parole quasi come carezze alla piccola e chiese con tono gentile:
Che succede?
Cosa turba il tuo pensiero?
La bimba ebbe un attimo d'esitazione, poi d'un fiato raccontò ciò che stava immaginando.
L'anziano si sedette su di un sasso che accogliente fece da sedia e replicò : Vedi io ho 85 anni e un cuore perfetto, se la fantasia me lo lascia scorgere e toccare non ha ferite, non ci sono pezzettini mancanti, ciò mi rattrista molto
La bimba non capiva e lo fissava in modo quasi estasiato.
Vedi piccola, dove manca un poco è perché l'hai donato per amore e non ti è stato restituito, dove c'è una cicatrice rialzata è perché hai donato un pezzetto e ti è stato reso più grande; non sempre infatti si riceve quanto si dona
Come vorrei che il mio cuore avesse le tue cicatrici, anzi se la vita è buona vorrei donarti io un mio pezzetto del mio cuore.
La bimba rispose prontamente:
Certo lo accetto volentieri
Gli occhi dell'anziano si illuminarono e una lacrima scese silenziosa, ad un tratto disse
Vedi piccola ora ho anch'io una brutta cicatrice, un promontorio :sai perché?
Perché tu mi hai dato un pezzo del tuo cuore ed era immenso.
La piccola non pensò più a nulla e iniziò a porgere domande all'anziano nuovo amico,
Che ci faceva in quel posto?
L'anziano rispose, io qui da piccolo giocavo, poi da ragazzo ci venivo a fumare di nascosto, qui detti il mio primo bacio, dopo mi feci una famiglia, ebbi dei figli, un cagnolino che qui ho sotterrato, E tu che fai qui?
Anch'io qui abbracciata detti un bacio, anch'io qui gioco, ora ho un desiderio che un giorno sia qui a fissare il fiume sperando di raccontare ad una bimba ciò che tu mi hai detto
Si salutarono con una stretta di mano, quel nonno in quel posto così solitario aveva donato una bella perla di saggezza alla bimba..

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 07/07/2014 04:20
    apprezzato... complimenti.

3 commenti:

  • Anonimo il 16/12/2011 16:57
    Beccato questo racconto per sbaglio... devo essere sincero, da bresciano tuo concittadino... c'è qualche sbavatura, qualche refuso e la forma si potrebbe migliorare introducendo le giuste pause nei dialoghi, con l'uso di virgolette caporale o altro... ma forse è bello anche questo tuo modo di scrivere tutto unito, facendo scorrere il pensiero.
    Ora veniamo al contenuto: molto, molto e ancora molto bello. Una grandiosa idea che meriterebbe di essere anche ampliata, senza timore di diventare pesante o prolissa. brava davvero... se decidi di scrivere qualcosa di nuovo( vedo che è l'unico racconto) fammelo sapere. Voglio leggerlo... ciaociao, e auguri.
  • Antonietta Mennitti il 13/01/2010 21:46
    Un bellissimo racconto... piaciuto tanto! Brava
  • Auro Lezzi il 04/01/2010 17:27
    Conosco quella bimba... Lei merita tutto l'amore del mondo...

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