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L'incontro con Vernard

Tutto ebbe inizio nel 1412, la santa inquisizione aveva nelle sue mani l'intera Inghilterra dominata usando un ragionamento basato sull'idea comune di un Dio, il sistema era semplice: chi dubitava di loro finiva tra le fiamme, ma ora parliamo della mia vita, come già detto, tutto iniziò nel 1412...

Ero nella mia casa, un'abitazione umile, in legno, abitavo con i miei genitori e a quel tempo avevo 18 anni ne più ne meno di quanti ne avrei avuti per centinaia di anni a venire. Quel pomeriggio uscii per una battuta di caccia, con me portai solo un arco; qualche freccia e un coltello da caccia. Chiusi la porta e osservai gli alberi: la debole luce del pomeriggio era resa smeraldina dalle foglie attraverso cui passava e le venature di esse erano ben visibili, l'aria era umida e tirava un debole venticello. Mi incamminai all'interno del bosco dietro la mia casa, l'autunno era passato da poco quindi il terreno era ancora tappezzato di foglie rosse e gialle, che si univano a formare un quadro di straordinaria bellezza. Vidi un cervo saltare agilmente tra gli alberi, iniziai a camminare lentamente per vedere dove si sarebbe fermato, mi piazzai dietro un albero con la freccia alla mano; l'animale si fermò a mangiare delle bacche, era l'occasione perfetta, non potevo muovermi; se mi fossi mosso avrei pestato le foglie e il cervo sarebbe fuggito, allora presi bene la mira e scoccai la freccia: vibrò nell'aria come un calabrone ma per il vento o per qualche decisione divina la freccia andò a conficcarsi nel terreno facendo così fuggire l'animale. Dentro di me soffrì per il fallimento ma decisi che avrei continuato a dare la caccia alla bestia, mi avvicinai al cespuglio e cercai di trovare qualche indizio, ma nulla, proseguii guardandomi intorno, cercando l'animale, durante il percorso potei osservare la natura: piccoli passeri che volavano e canticchiavano soavi melodie, il profumo del muschio che riempiva i miei polmoni e quella strana serenità che provavo in quel paradiso senza eguali. Continuando a camminare trovai un laghetto e fu lì che vidi la mia ambita preda: beveva, le sue corna erano come rami, il suo corpo elegante e muscoloso, i suoi movimenti erano aggraziati. Presi la freccia, era la mia ultima possibilità, scoccai ma il cervo si mosse e fu solo ferito, scappò via, ormai era sera non potevo continuare a seguirlo, se l'avessi fatto avrei rischiato di essere ammazzato dai lupi o dagli orsi. Deluso ritornai al villaggio, notai che stava accadendo qualcosa: la gente urlava, soldati in armature d'acciaio bruciavano le abitazioni in legno, uomini con grossi bastoni con in cima una croce osservavano il macabro spettacolo...

Dio viene definito un essere benefico, eppure permise tutto questo, nelle mie centinaia di anni di vita ho avuto parecchio tempo per pensare alla sua figura e ho elaborato due ipotesi: che Dio sia solo e soltanto una figura dello smisurato ego umano; che Dio esista ma che sia solo un osservatore e un creatore e non intervenga nel destino degli uomini. Ma a quel tempo credevo in dei definiti dai cristiani degli dei pagani e per questo motivo io e la mia gente avremmo dovuto meritare la morte...

Dopo essere rimasto a osservare quello scenario per qualche secondo iniziai a cercare la mia casa, corsi fra la gente che scappava e i soldati che la trucidava dopo qualche metro la trovai: era inghiottita dalle fiamme, i vetri erano rotti e la porta chiusa, dovevo sapere se i miei genitori fossero vivi, sfondai la porta con un'ascia vicino al corpo di un falegname ed entrai: sembrava di essere nell'inferno, iniziai a chiamare i miei genitori ma senza ottenere alcuna risposta, continuai a cercare preso dalla più completa disperazione, piangendo fino a quando non entrai nella cucina, erano entrambi distesi a terra e inghiottiti dalle fiamme, urlai e mi disperai desiderando solo la signora dalla grande falce, ma ci fu una voce nella mia mente che parlava di vendetta, la ascoltai e dopo aver dato l'ultimo sguardo a quei corpi ormai privati della vita uscii fuori con gli occhi ancora gonfi di lacrime e urlai con tutta la voce che avevo in gola:

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4 commenti:

  • Marco Ambrosini il 14/01/2010 06:54
    si ineffetti hai ragione
  • myatyc myatyc il 13/01/2010 21:46
    Scorrevole.. ma secondo me i riferimenti allle centinaia di vite che avrà il protagonista impoveriscono un po' l'effetto sorpresa... appena aperto il racconto e letto l'8 rigo avevo già intuito il coinvolgimento di un vampiro...
  • Marco Ambrosini il 06/01/2010 16:10
    ovvio mica mi fermo qui
  • Kartika Blue il 06/01/2010 16:02
    Bravissimo, è molto bello questo racconto! Il protagonista mi ricorda Dracula. Ma ci sarà un seguito?

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