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Il limbo

Mi chiamo Giulio Danesi... ok... non so se si inizia così un diario, non ne ho mai scritto uno, in realtà non ho mai scritto nella mia vita.
Ho trenta anni e gestisco un negozio di alimentari, ma non è questo il punto... insomma ero nel mio negozio, stavo mettendo in ordine i formaggi, quando un uomo entrò nel negozio, ed io gli chiesi come potevo essergli utile, no, prima gli diedi il buongiorno e lui contraccambiò, erano le dieci di mattina, insomma lui mi chiese un etto di prosciutto, io iniziai subito a tagliare il miglior prosciutto presente nel mio negozio.
D'un tratto, sentii qualcosa trafiggermi la schiena, credo sia stato il coltello in bilico, sopra lo scaffale, dove ripongo molti dei miei prodotti, che stupido che sono! Ogni giorno mi ripromettevo di metterlo al suo posto.
Dopodiché non vidi più nulla, per 5 secondi vidi solo il buio, mi spaventai, nella mia mente ancora urlavo dal dolore, furono i 5 secondi più lunghi della mia vita.
Poi aprii gli occhi, e mi ritrovai qui! Non so precisamente dove sono, forse lo riesco ad intuire, l'inquietudine mi assale, non ho paura, ma è un posto stranissimo.
Mi trovo in mezzo ad un enorme prato, senza alberi intorno, ne animali, e tantomeno persone, seduto su di una sedia, davanti a me c'è un tavolo con un foglio e una penna sopra.
Quando li vidi mi prese una voglia innaturale (poiché non ho mai scritto nulla nella mia vita) di raccontare ciò che mi è accaduto, come se qualcuno me lo stesse imponendo, sottoforma di estremo bisogno.
Qui c'è assenza completa di colore, è tutto in bianco e nero... il prato, così curato, è bellissimo! Se ci fossero i colori sarebbe sicuramente verde smeraldo... eppure non c'è nessuno qui! Credo di essere morto.
Sono sereno, non credo di aver fatto cose gravissime nella mia vita, però sono molto inquietato da questo fittissimo e vastissimo prato.
Il sole non c'è, il cielo è totalmente bianco, non credo di essere in paradiso... credo che questo sia pieno di colori leggeri e rassicuranti, ma neanche all'inferno... me lo immagino con colori vivaci e paurosi.
Credo di essere nel limbo, assenza di colori, solo neutri: il bianco e il nero.
Voglio andarmene da qui! Forse qualcuno sta decidendo la mia prossima destinazione, forse avrò un'altra possibilità, tornerò sulla terra e mi sveglierò in un caldo letto di ospedale, o forse sono destinato al paradiso, o magari all'inferno!
Sono confuso, non c'è la faccio più a stare qui! Mi sento ansioso e indeciso, ma su cosa?... E adesso? Di nuovo buio.

 

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6 commenti:

  • anna il 10/10/2012 17:00
    prometti bene. Belle le descrizioni. Ti consiglio di eliminare l'uso dei puntini sospensivi. Comunque bravo.
  • Anonimo il 02/05/2011 07:32
    Mi piace prometti molto bene... bravo Manuele complimenti
    votato
  • Giusy Lupi il 30/04/2011 12:05
    Bello, ti fa entrare nel racconto e ti sembra di viverlo, con colori, sensazioni, dolore e stupore.
    Molto piaciuto, ciao ciao Giusy
  • Anonimo il 28/12/2010 14:54
    Bravo mi piace, però forse dovresti seguire il consiglio di Andrea; in questo genere di racconti sarebbe più opportuno scrivere con frasi semplici, in questo modo favorisci la formazione di un sentimento di suspense nel lettore che lo spinge a proseguire la lettura.
    =)
  • Andrea Arvati il 07/03/2010 23:18
    non male. prova a leggere Salinger o Bukowski...(se nn li hai già letti). se fossi in te userei frasi più brevi a volte. cmq complimenti
  • vincent corbo il 08/01/2010 11:30
    Bravo Manuele, hai stoffa. Cerca di affinare la tua tecnica e vai avanti. Auguroni.

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