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Passatempo

- Al diavolo. Al diavolo tutto, cazzo!
Inspira. Col naso. - A.. L diavolo!
E preda della convulsa autodistruzione, apre il frigo.
"Soffocamento per ingozzamento di mozzarelle?" le suggeriva la vocina nella testa. Ma poi immaginava i giornali con i titoloni enooormi. "Tragico incidente, ragazza muore ingurgitando otto mozzarelle contemporaneamente.".
Noah, incidente un cazzo! Cos'è, una menomata lei che non conta le mozzarelle da mettere in bocca?? Tutti devono saperlo, tutti, che è stata lei a volerlo! Lei, e non Dio!
- Io eh...! - singhiozza levando gli occhi roventi di Martini Bianco al soffitto, quasi aspettandosi di vederlo lì, il Creatore, a contemplare disdegnato il suo barcollio dall'alto dei cieli.
Haha, se la sente. Gli rode, al caro Dio. Gli puzza la sua decisione. Perché Gli porta via il secondo primato, lei. Lui dà una volta, una volta sempre e solo lui toglie. E invece lei Gli toglie il potere di togliere. Ecco.
- Ecco!...- zigzaga fra il tavolo e il frigo. Punta il mobile, lo spalanca e rimane accecata dal baldo luccichio delle pentole. Non prende i coltelli, lei. Noah, troppo semplice. Tutti si suicidano con i coltelli al giorno d'oggi. Una beella botta in testa, ecco. Una bella auto padellata solo andata.
- Suiè...- annuisce. Focalizza il bersaglio, un bel manico nero luuccicoso. Ci Avvinghia le dita attorno e tira. E non viene fuori niente.
" Non ti arrenderai mica?" predica la vocina. "Tu lo vuoi veramente, non è vero?"
Domanda retorica del cazzo. Ma ceeeerto, ceeerto, che lo vuole. E tira, tira, tira. E tira che viene giù un fracasso d'uno sconcerto, guarda.
- Shhhhht!! - fa lei col dito. Guarda, mortificata, il mucchio di pentole ai suoi piedi. Ha perso il padellone!
- Cazzo...- Bisogna trovare un'altra soluzione. Eh, questa vocina è saggia, eh. Da ammettere.
A dritta e a manca scrolla il capo. Ma diavolo, ci vede peggio adesso!
E smarrita e abbandonata dalla musa falcidiatrice, si volta verso il lavandino. E là eretto, imponente, gagliardo nel suo verde smeraldino sta il detersivo per i piatti, appostato dal Fato.
Al par d'una furia lo cinge, l'innalza, lo rimira nella sua insostituibile forma e lo pigia beandosi della fragranza che fra poco improfumerà le sue umane membra.
Ma nel mentre si accinge ad accostarlo alle rosee labbra, lei, la consigliera, la saggia vocina, ritorna.
"E le bolle?".
Già, Come la mettiamo con le bolle?? Tante ne fa! Basta un po' d'acqua ed eccole gonfiarsi, moltiplicarsi, brulicare come insetti trasparenti multiformi. E se poi non le riesce a contenere?
E s'immagina un'esplosione di proporzioni immani, e loro che crescono e crescono esponenzialmente, e lei sbrindellata in pezzettini da raccogliere col cesto. Noah, le bolle non le piacciono.
Ma all'improvviso, dal profondo del suo io più remoto, una lievissima contrazione. Un movimentino, impercettibile, che si fa netto e palese. Il sentore di qualcosa che sorge, che insorge, che furibondo imperversa fino agli strati più in alto, che burrascoso guizza nello stomaco e feroce raspa l'esofago.
- Cazzo!
E corre, fulmine, saetta, fenomeno, per il corridoio, spalanca il battente, si fionda nel buio.
La vocina la raggiunge qualche secondo dopo, quando la prima orda di Martini è stata debellata.
La guarda, in silenzio, come una madre accondiscentente che osserva il figlioletto carezzarsi le dita scottate.
"Gesù, non lo faccio più!" ulula stralunata, gli occhi gonfi, la bocca marcita, abbracciata alla tazza del gabinetto.

 

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2 commenti:

  • bute 76 il 18/01/2010 10:03
    I passaggi di tono tengono molto bene. I tempi sono molto buoni e il pezzo è scritto davvero bene.

    Saluti,
    L'apicoltore.
  • Anonimo il 17/01/2010 23:17
    Bel racconto, ben scritto. Brava. E grazie

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