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Un pesce rosso in paradiso

Sono un pesce rosso e sono felice. Sì, posso dire di essere felice.
Non sarei affatto felice, invece, se fossi un altro. Magari uno come quello che gira per casa e che si fa legare un cappio al collo, tutti i giorni, per farsi portare fuori a fare pipì scodinzolando, facendo guaiti di giubilo e capriole di felicità: proprio fesso quel cane peloso e bavoso.
Non sarei felice nemmeno se fossi come quel altro animale domestico coi baffi lunghi che miagola per qualsiasi stupida ragione, che defeca in una scatola e copre tutto per la vergo-
gna. Non vorrei essere come loro: continuamente palpeggiati dagli esseri umani, a volte spulciati e lavati con della robaccia biancastra che mi farebbe morire intossicato.
Sto bene io, nella mia boccia rotonda, appoggiata sulla mensola del soggiorno, nella mia solitudine silenziosa. A onor del vero mi manca un compagno di boccia ma poi penso: perché dovrei dividere le scaglie colorate che ogni sera piovono dall'alto con qualcuno che potrebbe anche essermi antipatico?
Ogni tanto il bambino di casa picchia sul vetro della mia boccia e io mi nascondo nel ve- liero: lì nessuno mi può fare del male.
Alla TV vedo spesso dei miei simili in una boccia sconfinata magari inseguiti da enormi na- vi o impigliati in grandi reti. Non so che fine facciano ma li vedo boccheggiare anelanti il loro perduto elemento, morire e perdere il privilegio di nuotare in quell'acqua comunque buia e piena di insidie.
Mi piacerebbe essere lì? No di certo! Sto bene qui.
Non fatico per nutrirmi. Non sono costretto a rosicchiare ossa dure. Non devo affilarmi le unghie, non mi portano dal veterinario. Mi basto. Sono innocuo, poco pretenzioso, forse timido, introverso ma bello, bellissimo e anche se non ho un nome, io so di essere io, un pesce rosso: occhi grandi e squame lucenti! Scusate se è poco.

 

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3 commenti:

  • Vincenzo Renda il 01/02/2011 15:38
    brava sei riuscita a dare voce a chi non parla ma avrebbe tanto da dire...
  • I. mpersonale F. ottuta-mente il 19/01/2010 00:21
    Originale è il punto di vista che ci hai regalato attraverso gli occhi di questo pesce che vive tranquillo, si accontenta del suo spazio ristretto, in completa solitudine, poi è simpaticissimo per un'amante degli animali come me ascoltare le sue considerazioni sul cane o sul gatto. Comunque non so perché mi piace proiettare l'esistenza di questo pesciolino su un altro piano. È un fatto che constatavo ultimamente che la maggior parte dell'esistenza di noi uomini é, come dire, anonima nel senso che viviamo routinariamente, soppressi dalla vita stressante dei giorni nostri, non facendo niente di male ma neanche facendo qualcosa di buono, per gli altri. Come quel pesciolino siamo isolati nelle nostre quattro mure, aspettiamo che gli eventi accadano come le scaglie che gli versano e proviamo quel senso di sano (?) egoismo che ci fa ringraziare di esser soli così da non dover dividere le nostre gioie con gli altri. Alla luce dei fatti di Haiti, mi chiedevo(io in prima persona) cosa facciamo per gli altri ogni giorno, quanto amore diamo in maniera disinteressata come ad esempio fanno i cani od altri animali, che si lo ammetto, ci amano anche per un fatto di comodo o di abitudine, ma ci offrono una compagnia sincera in questo viaggio oscuro che è la nostra (sia nostra che loro) vita;e non ci fissano con indifferenza e presunzione di essere dalla parta giusta assicurandoci un posto in paradiso perché non si fa nulla di male come quel lucente, dagli occhi grandi, pesciolino. Scusami se ho demolito il protagonista di questo tua opera con opinioni che forse centrano poco con il tema trattato, ma mi è piaciuto interpretarlo così. Ancora complimenti! Ciao ciao
  • Anonimo il 19/01/2010 00:17
    Per ciascuno il proprio ambiente è sempre il migliore!