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Nonostante tutto

Nella stanza affianco c'è Layne Staley che canta "Would?". Mezzanotte, l'ora delle streghe rintocca sul monitor del mio pc. 00:00, lampeggia sullo schermo.
Non c'è nessuna via d'uscita a tutto questo. Me lo sono detto troppe volte. Troppe volte ho cercato un'alternativa al nulla che mi circonda. Troppe volte ho fallito ed ora sono stanco.
Stanco di dover lottare contro i mulini a vento nel mio cervello. Stanco di cercare sempre qualcosa oltre il tangibile ed insulso mondo che affronto ogni giorno. Sono stanco delle prediche. Stanco dei complimenti. Stanco di tutto e di tutti. Ma più di tutto stanco di me.
A queste pagine lascio la confessione dei miei ultimi giorni. Lascio a queste poche righe squallide e sbiadite il resoconto dei miei ultimi minuti prima di morire. Lascio alla notte questa storia idiota. Questa fantasmagoria da strapazzo. La fantasmagoria di me.
Ti lascio la mia eredità Umanità. Le ultime parole di un uomo morente. Il saggio più potente e profondo su quello che la morte significhi. Sul senso della vita. Solo pochi minuti prima di. Appena pochi attimi prima di.
A queste parole vuote ed insulse lascio il compito di ricordare quello che fu. Quello che è stato. Ma soprattutto quello che sarà.
Io non sono un uomo comune. Non lo sono mai stato. Anche volendo non sarei riuscito a diventarlo. Eppure io sono te.
Eppure io sono l'UOMO.
Ecco quello che è successo. Riportato qui pari-pari. Ogni parola è lì dove dovrebbe essere. Ogni elemento è nel posto giusto.
E allora: RICORDIAMO:...
... nascevo. Bolle di placenta mi soffocavano. Mi restituivano al mio mondo. Al mondo dei vivi. Mamma-quella faccia sbiadita dai contorni indistinti senza lineamenti un enorme vomito rosastro-. Questo è il ritratto più soddisfacente che riesca a tirar fuori dalla mia memoria. Il puzzo nauseabondo di scoreggia fritta. Di aglio andato a male. Di merluzzi sotto il sole cocente. È solo un attimo. Solo un attimo prima di morire che comincio a vivere. Un ventiquattro novembre di un anno qualunque. Agli antipodi di me stesso. Nel mondo come lo conosciamo. La nostra inguaribile, ineludibile, amata esistenza.
È solo un attimo dopo essere venuto al mondo, nello stesso momento in cui le mie carni cominciano a decomporsi che inizio a piangere.
-Cazzo dottore sono qui non mi vedi? Sono l'anticristo, sono l'infante indemoniato, sono la croce rovesciata... cazzo dottore non vedi i miei occhi iniettati di sangue? Forza bastardo forza sono Satana, Belzebù... perchè non mi affoghi nelle stesse acque da dove sono venuto, eh? Il mio battesimo eterno. L'acqua santa sulla mia fronte. Il mio stesso piscio annacquato nella mia bocca. Forza!!! Cazzo! Cazzo! CAZZO!!!-
È così che comincia a finire il tutto. Un ometto col camice bianco ed uno strano strumento intorno al collo. Ti prende in braccio e ti appoggia una mano sul culo. Una mano te la mette dietro la testa.
-Cazzo, cazzo, cazzo... non lo vedi che io sono il male? Non lo vedi che sono il motivo della tua stessa grande pena? Non lo vedi che sono io la ragione del tuo stesso gravoso soffrire? Non lo capisci che da me non potrà mai venire nulla di buono? Cazzo, affogami, sbattimi per terra, calpestami, schiaccia il mio piccolo cranio con la tua grossa scarpa, imprimi a fuoco l'H del marchio della tua calzatura sulla mia fronte...-

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0 recensioni:

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12 commenti:

  • Francesco Scardone il 09/06/2010 10:21
    grazie dei commenti sergio!^^ prima del tuo commento mi ero quasi dimenticato della roba su questo sito, era una vita che non ci entravo!^^ comunque sì, in effetti, proprio una troia... diciamo pure una di quelle brutte, con qualche neo bitorzoluto sulla punta del naso... una verruca sotto al mento... insomma una puttana vomitevole ma che ci sa fare, che ci sa fare molto bene e, nonostante la sua bruttezza, alla fine, per quanto tutti non possano fare a meno di rabbrividire di fronte a lei, tutti chiedono i suoi servizi... ciao^^
  • sergio vassetti il 09/06/2010 00:16
    Cazzo quanto è Cinica, infame, traditrice & seducente la vita... c'è sangue e anima dappertutto.
    sotto certi aspetti È proprio come una di quelle troie che in un momento di distrazione esistenziale fai entrare nella tua vita con l'unico scopo (peraltro dichiarato) di trasformarla in un cesso turco!
    Dall'altra parte, restiamo aggrappati al sogno, schiavi dell'emozione e teneramente avvolti nella consapevolezza che c'è una forza vitale in ciascuno di noi alla quale, per grazia ricevuta, non riusciamo quasi mai ad opporci...
    Bel Raccondo davvero Francesco.
    Sta bene.
  • Francesco Scardone il 25/01/2010 16:52
    anche io, ti dirò, preferisco i romanzi... mi viene più facile scrivere cose più lunghe che raccontini brevi, però in effetti sui siti mettere cose più lunghe di racconti brevi sarebbe abbastanza inutile... comunque grazie tante^^
  • Polo Nord il 25/01/2010 16:42
    Bello bello bello.. Devo essere sincero, normalmente non mi soffermo quasi mai sui racconti perchè preferisco leggere un buon libro. Ma il tuo l'ho voluto leggere e non so perchè, forse perchè avevo letto dei tuoi commenti in giro. devo ammettere che è davvero la rappresentazione del caos della vita e dello sconvolgente che ci viene posto dinanzi gli occhi. La vita e la ricerca serrata di risposte che forse "La nostra bella, dolce morte a buon mercato" potrà aiutarci ad avere. ora penso che ne leggerò altri di racconti.. bravo bravo bravo
  • myatyc myatyc il 24/01/2010 01:53
    mmm... normale che non la conosca... fa parte di una vecchia cosetta informe che scrissi un po' fa...
  • Francesco Scardone il 24/01/2010 01:50
    myatyc una vecchia frase di? non la conosco^^
  • myatyc myatyc il 23/01/2010 22:57
    Leggere questo testo mi ha immediatamente riportato a galla una vecchia frase..." Quasi aggrappandosi alla vita come un'abitudine logorata dall'uso degli anni e troppo usuale per abbandonarla"...
  • Francesco Scardone il 21/01/2010 14:01
    beh di sicuro evolverà, questo è certo! beh però come Moccia non mi ci vedo proprio a dire il vero!^^
  • vincent corbo il 21/01/2010 13:34
    Sai a volte che penso? Che a 40 anni potresti trasformarti in uno scrittore di storie romantiche e strappalacrime tipo Moccia, no va bè, non fino a questo punto ma il tuo modo di vedere le cose potrebbe evolvere. Naturalmente secondo i punti di vista; certo adesso la tua scrittura è abbastanza forte e forse alcuni lettori potrebbero avere qualche capogiro.
  • Francesco Scardone il 21/01/2010 13:00
    Mi piace soprattutto, del tuo commento, il fatto che, anche di fronte ad un testo così senza speranze(diciamo così, tu mi dici che il mio scrivere è pieno di vita... quindi credo che hai capito pienamente quello che volevo dire anche in questo caso... ciao^^
  • Francesco Scardone il 21/01/2010 12:51
    wau vincenzo nemmeno il tempo di metterlo... grazie moltissimo^^... alla fine sì, posso anche ammetterlo: sono un'inguaribile pessimista ma, in fin dei conti, non c'è solo distruzione e morte in quello che scrivo...^^
  • vincent corbo il 21/01/2010 12:35
    Nonostante tutto il tuo scrivere è coinvolgente, pieno di vita.

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