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L'onda

Su un piccolo coccio di legno, come ogni mattina Sharif prese il mare. Gli piaceva l'odore del vento salato, che nelle prime ore del mattino era più intenso e pulito. Scese un piccolo tratto di costa fino alla Punta d'Est, poi quasi immergendosi nel sole nascente, mosse con la sua piccola vela triangolare verso il mare largo. Sharif pensava, mentre con le spalle girate al sole guardava il mare e la terra già lontana, a sua moglie Esna che tra qualche giorno avrebbe dato alla luce il loro primo figlio. La rete calata con sapienza, nel punto che solo lui avrebbe saputo riconoscere, s'agitò presto: I veloci riflessi sull'acqua parlavano di una buona pesca. Sharif tirò su le reti e pensò che era una buona cosa: Felice per il buon esito della giornata pensò che sarebbe stata una buona scelta tornare a terra. Sarebbe arrivato presto al mercato e avrebbe potuto fare un buon prezzo per il suo pescato. Sulla riva già si potevano distinguere con precisione le figure degli uomini e quelle delle palme. Il cielo era limpido, ed un leggero levante faceva raschiare velocemente la trasparenza delle acque alla vegetante chiglia della sua piccola imbarcazione; ma improvvisamente, il minuto pescatore s'issò in piedi; nelle sue narici, nero come la notte, penetrò un alito minaccioso: Tirata giù la piccola vela, calò in acqua i remi e vogò velocemente verso terra. Era troppo vicino alla riva, quando l'altissima onda, che nascondeva il sole, si spaccò prima di raggiungerlo. Esna tornò al mare ogni mattina e tornava a casa ogni sera. Guardava verso il sole, verso il mare e verso quella spiaggia ferita dalla gigantesca onda. Quella mattina, prima che il sole si levasse, ma con le tenebre già pronte a ritirarsi, Esna, come sempre pregava di riabbracciare il suo amato sposo. Dalla Punta d'Est guardava verso il mare: Le doglie la colsero nelle sue preghiere. Dalle acque emerse, al di qua dell'orizzonte la netta forma triangolare di una grande pietra, un faraglione dorato. Nohà nacque sola con sua madre, e la prima cosa che vide sembrava muoversi, come una vela, dal mare verso di lei, nella tremante luce dell'Alba.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 24/02/2011 09:27
    Bello, commovente, ben scritto, anzi benissimo. Per chi come me ama il mare e lo vive questo racconto è una perla, un corallo, un dono trovato per caso, girovagando. Grazie... ciaociao
  • sara zucchetti il 25/01/2010 22:20
    Bel racconto anche se triste. Risalta molto il fascino del mare!
  • gian paolo toschi il 25/01/2010 16:57
    Ben scritta. Vi si sente il salmastro del mare e quello delle lacrime.

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