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Liscio come l'olio

Il vecchio camminava lentamente per i viottoli del parco cittadino con la bimba al fianco. Una pesante artrosi lo costringeva in una posizione ripiegata in avanti. Si muoveva lentamente sostenendosi con un bastone. La bimba, Alessia, lo teneva per mano e lo allietava con la sua fresca ingenuità. Lei voleva tanto bene al nonno, e lui adorava la piccola nipotina che chiamava la mia farfallina.
Era una bella giornata di primavera. Qua e là nel parco numerose persone passeggiavano godendosi la bella giornata di sole, chi a piedi chi in bicicletta chi perfino a cavallo. Due passerotti si inseguivano in acrobatici quanto incontrollati voli, finirono proprio per incrociare lo sguardo basso del nonno. Egli rimase per un momento disorientato, agitò le braccia spaventato, perse l'equilibrio e finì per cadere in avanti.
"Nonno!" Gridò la piccola. L'uomo mise avanti le mani e rotolò goffamente sul fianco lasciando cadere il bastone. La piccola gli girava attorno spaventata, non sapeva cosa fare, il nonno era troppo pesante per lei. Arrivarono subito in soccorso una coppia di giovani che stavano facendo jogging.
"Tutto bene signore?" Lo aiutarono ad alzarsi.
Uno dei due giovani inforcò delicatamente gli occhiali al vecchio e chiese di nuovo,
"Tutto a posto?"
Il vecchio abbozzò un sorriso, "Tutto liscio. Liscio come l'olio."
I due giovani spolverarono con le mani la giacca del vecchio e dopo un rassicurato sorriso ripresero la loro corsa rigirandosi più volte.
"Che paura che mi hai fatto nonno."
"Va tutto bene piccola." Rispose lui ancora in affanno.
Lei lo fissò puntando l'indice alla tempia e chiese, "Cosa vuol dire liscio come l'olio?"
Il nonno sollevò per lo stupore le sopracciglia, "Non sai cosa vuol dire liscio come l'olio? Quindi non conosci la storia della principessa Margarina?"
La bambina con le braccia dietro la schiena ondeggiò due volte sui fianchi "no..." disse con un filo di voce, cogliendo la gravità del fatto.
"Vieni sediamoci su quella panchina laggiù all'ombra di quel noce. Questa mancanza va subito colmata."
Il vecchio si sedette e appoggiò il bastone al suo fianco facendo un sospiro.
"Dicevamo la principessa Margarina... ascoltami bene..."
La piccola Alessia, seduta vicino a lui gli prese il braccio e sgranò gli occhioni.
"Devi sapere che tanto, tanto e tanto tempo fa, in un luogo un po' più a sud di qui, su una collina alta alta, c'era un bellissimo castello tutto bianco. Era fatto tutto di marmo levigato. Dicono che tutta la montagna fosse di marmo e che il castello fosse stato scolpito sulla sua sommità da decine di abili scultori. La più grande scultura mai realizzata, che aveva per fondamenta la montagna stessa. All'alba si accendeva di rosa e al tramonto s'infiammava di rosso..."

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3 commenti:

  • Rudy Mentale il 28/01/2010 18:05
    Volevo aggiungere un'annotazione: questo racconto è stato 2° classificato nella sezione racconti per l'infanzia del concorso "Il gusto del racconto 2008", indetto dal comune di Mezzane (VR).
  • B. S. il 27/01/2010 21:53
    È scritta molto bene la tua fiaba Rudy, mi piace molto... non leggevo una fiaba da un sacco di tempo... direi che fa bene ogni tanto.
    Grazie per il commento alla mia poesia, scusa se non ho risposto subito, non l'avevo ancora visto.
    M chiedevi se ogni tanto una storia "leggera" può servire... credo sia una cosa squallida se manca la passione.
    Tornerò a leggerti... Ciao. b.
  • gian paolo toschi il 26/01/2010 15:56
    Molto ben articolata, scorre liscia come...

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