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Diciassette marzo

È il diciasette marzo, questa data per la maggior parte delle persone non dice niente, non ha significato, per me è importantissima perché è il giorno in cui ho deciso che avrei trascorso il resto della mia vita con lui.
Anche se l'unica persona che vorrei che se ne ricordasse per la maggior parte delle volte se ne dimentica, quanti pianti, quanti litigi, quante corse sotto la pioggia, adesso però sono contenta perché nonostante tutto so di essere la persona più felice al mondo, perché amo e sono amata.
Io però a differenza delle altre donne che credono di esserlo io lo so con certezza, ho le prove, e queste prove sono salvate sulla memoria del suo cellulare. Sicuramente nessuno crederà mai a quello che dico, ma per me non ha alcuna importanza perche io so che è vero e questo mi basta.
Non so come sia accaduto e perché, forse come San Tommaso ho avuto la prova della risurrezione di Cristo. È andata così, circa trent'anni fa io e il mio ragazzo stavamo fermi in macchina al solito posto dove si ritrovavano parecchie coppie e penso che molti avranno già capito di cosa sto parlando.
Era sera, non lo dimentocherò mai, c'era una nebbia sottile come se tutto: strade, palazzi, case fosse ricoperto da un velo. Avevamo trascorso il pomeriggio al centro commerciale facendo un po' di shopping, e prima di tornare alle nostre case ci eravamo fermati a parlare un po'.
Era il nostro mesiversario, strano però se ne era ricordato, abbiamo passato una bellissima giornata, poi non so perchè iniziamo a parlare di quando ci siamo conosciuti e che dopo tanti tentativi, tutti disastrosi, siamo riusciti finalmente a metterci insieme. È proprio su un ricordo di come erano andate le cose che io avevo detto delle cose, che invece lui affermava che non era così, che poi erano come dicevo io.
Comunque ad un certo punto, e questo mi meravigliò molto e mi rese molto felice, prese il suo cellulare e mi fece leggere tutti i messaggi che gli avevo inviato da prima che ci mettessimo insieme.
Trovato il messaggio lo leggemmo e costatammo che si era come dicevo io, quindi avevo ragione, come sempre del resto.
Poi ecco che faccio le mie solite domande del cavolo di cui non c'è mai una risposta, non ci può essere. "Che dici Tes." Perché io a differenza delle altre il mio amore lo chiamo così. "Tra trent'anni saremo felici come lo siamo adesso?" Lui mi guarda un po' così, lo so che si trattiene per non ridere e dice: "Ne sono più che sicuro, ti amerò sempre."
Comunque io già penso ad altro, sempre con il cellulare in mano continuo a guardare i messaggi e all'improvviso mi accorgo di un sms non letto lo apro e lo leggo. È un messaggio scritto da una donna, è la più bella dichiarazione d'amore che si può fare ad un uomo. Subito penso che mi tradisce e che ama un'altra, no, non può essere non ci credo e non voglio crederci.
Visualizzo il numero e mi accorgo che è il mio, ma io non gli ho mai scritto questo messaggio, lo rileggo di nuovo, no, non l'ho scritto io. Vado alla fine dove c'è la data e l'ora, è impossibile è di trent'anni dopo.
Gli restituisco il cellulare: "Io invece ne sono sicura, saremo felici e ti amerò per tutta la vita".

 

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2 commenti:

  • *Sunflower* il 30/07/2011 12:16
    sono d'accordo con carlo.. l'idea è carina, ma lo stile va curato di più.. ci sono anche un paio di frasi che si potrebbero semplificare un po'
  • Carlo Araviadis il 07/11/2010 23:13
    Il racconto ha un bel significato, buona l'idea del messaggio dal futuro.
    Per quanto riguarda lo stile, scusa l'onestà, è piuttosto infantile..

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