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Io e lei

Nasce a Craiova, Romania nel 1972 da una famiglia abbastanza povera. Desiderata dalla madre, tenuta nascosta nel grembo sperando che niente e nessuno non potrà farli mai del male. Dopo sei mesi la pancia di sua madre era evidente e quindi Adela comincia ad essere indesiderata del padre e tutti gli altri. Arrivo alla luce dei nostri giorni nel 09 aprile facendo soffrire la madre fino al esausto. Era tutta nera e piena di cappelli. Dopo un po di giorni la forza e il sorriso di Adela, faceva divertire la madre. La madre che sapeva dalla sua avvenire già dopo il parto del primo figlio. Lo aveva sognata, cosi come doveva essere a anni 14, mora con capelli lunghi, magra, vestita con un camicia bianca come quella di un dottore, con un libro in mano accanto a un tavolo. Per lei era un segno del destino, e aspettava sempre fino quando il momento arrivo. Agognata dalla madre, Adela prova dal primo momento un grande affetto e amore nei suoi confronti. Anni sono passati in fretta e arrivo al età di anni 14. Età che gli cambio la vita. Presi delle borse di plastica e cominciai a infilare i libri di scuola e tutti i quaderni, le penne, colori e tutto quello che mi sembrava utile in quel momento. Le mani mi tremavano, tremavo tutta, e le lacrime non smettevano di cadere bagnando tutto quello che toccavo.
La mamma non smetteva di gridarmi di andarmene via. Vattene via! Vattene via! Non devi rimanere qui ne anche un minuto. Vattene dai tuoi zii. Devi scappare via, non puoi rimanere, vattene, vattene, vattene...
Era turbata, aveva gli occhi tumefatti perdeva sangue dal naso e dalle labbra. Praticamente aveva il viso sfigurato. Erano le ore 23 quando lasciai casa e la mamma, piena di paura e piangendo talmente forte che non vedevo dove camminavo. Trascinando le borse pesante senza sentire il male che mi facevano le braccia, sali nel ultimo treno che mi portava dai miei zii che non sapevano dalla mia visita permanente.
Tutto il viaggio non ho fato altro che piangere per il dispiacere di aver lasciato la mamma in quelle condizioni, e non perché praticamente mi aveva abbandonata costretta dalle circostanze in qui viveva. Mi sentivo in mille pezzi impossibili da raggiungerli per rimetterli assieme e ricominciare da capo. Quel fu il giorno che mi cambie la vita. Mi facevo mille domande, e non trovavo le risposte. Ho sopportato tutto solo per amore di mia madre. Da piccolina sentivo che lei aveva bisogno di me, riuscivo comunicare con la mamma senza parlare, era una cosa meravigliosa, magica, misteriosa. Capivo il suo stato di animo, le sue amarezze, carezze, paure. Quindi per me questo allontanamento era come rimanere senza aria. Avevo l'impressione di vedere, sentire attraverso lei. Sono stata accolta dai miei zii con grande affetto e ano fatto di tutto per me...

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 17/06/2011 11:35
    grosso refuso..."HA ragione con H... sorry... vedi succede a tutti un bacio
  • Anonimo il 28/04/2011 16:37
    mi sono commossa Adela... dalla foto sei una bella figlia ed io ti auguro ogni bene...
    scrivi bene... a ragione Guido... nemmeno una parola...
  • Guido Ingenito il 01/06/2010 03:04
    138 letture e un solo commento... bah... brava Adela, gran coraggio e gran rispetto per te che l'hai scritto e per la tua mamma. Ti auguro ogni bene
    buonanotte

    Guido
  • Vincenzo Capitanucci il 06/02/2010 06:00
    Molto toccante... Adela... sicuramente qualche piccola correzione da fare... ma è un racconto autobiografico che per la commozione lascia senza aria...

    Un abbraccio affettuoso...

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