username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Notti d'orrore

Nell'anno 1880 si trovava nel centro dell'Italia una grande foresta di querce, tra le quali sotto un cielo denso di grigie nubi spuntava tra i rami secchi una bicocca*, costruita in pietre scure. Dentro viveva solitario un uomo non di nobili origini, ma che aveva in odio il genere umano, in una maniera che lo rendeva diverso dalla altra gente. Aveva studiato libri magici, tra i quali il Demone Neagra, un libro rumeno che aveva origini dagli antichi Daci. Venne poi trascritto in latino dai Romani che occuparono la regione, e infine nel Medioevo rilegato in un enorme volume.
Durante i suoi riti magici aveva investito se stesso di energie oscure, che lo avrebbero trasformato in un demone. Ma l'unico risultato fu quello di impaurire la gente del vicino borgo di Ripa Nera, che vedevano bagliori di luce venire dal castello. I popolani lo odiavano; il suo nome era Edoardo Roveri. Le cose peggiorarono quando in uno di quei rari giorni che scendeva al paese, alcuni bambini lo presero in giro e gli tirarono anche dei sassi. Indiavolato ne uccise uno con una bastonata in testa. Subito dopo uccise anche la madre, accorsa con fare minaccioso; la riempì di colpi con il bastone. Il padre da quel giorno meditava vendetta; la popolazione gli dava appoggio: uccidere una madre col bambino: quale orribile crimine è peggiore di questo per della comune gente?
Un giorno, i popolani si erano radunati sulla piazza principale del paese, dove c'era la chiesa medievale, con la facciata rettangolare, tipica di queste zone appenniniche del centro Italia. Il portale era in stile gotico fiammeggiante; sopra, in alto, c'era il rosone, dalla vetrata multicolore. Il campanile finiva con una guglia gotica. Tutta la facciata era costruita in pietre rosa e altre scure caratteristiche di questa zona, con cui era costruita anche la piccola roccaforte del cupo signore; dal mastio a pianta circolare, posto su un angolo delle quattro mura, mentre sull'angolo opposto spuntava una torretta. Di fronte alla chiesa c'era il municipio, sempre medievale, come la maggior parte degli edifici e costruzioni del borgo, caratterizzati da queste pietre di colore scuro, quasi nere, con sfumature bruno dorate. Il sindaco, Carlo Maniscalchi, era affacciato al balcone insieme a Giuseppe Tornanti, padre del bambino ucciso, e arringava la folla da buon oratore - dote fondamentale in politica se si vuole ingannare bene la gente. Le donne spronavano i loro uomini ad agire, mentre loro, furbe, li avrebbero aspettati in casa.
La folla inferocita si mise in viaggio attraverso il fitto bosco di querce, dai rami spogli e le foglie secche, ingiallite, che ricoprivano il terreno. Edoardo vide dalla finestra della torre la gente del villaggio, armata di fucili e pistole arrivare per distruggere la sua vita, che non amava.
Con della dinamite fecero saltare l'antico portone ed entrarono nella piccola corte. Furono accolti dal misantropo con un colpo di cannone. I primi tre paesani che entrarono furono dilaniati; gli altri che seguirono spararono all'impazzata su Edoardo Roveri, che morì in un lago di sangue.
Povera gente superstiziosa, invece di bruciare il suo corpo, gli fecero un funerale cristiano: lo seppellirono nel cimitero del paese. Si trovava alla fine di una stradina terrosa, lontano dal centro abitato. Era circondato da mura dalle quali spuntavano scuri cipressi. La tomba di Edoardo stava in un angolo, distante dalle altre. Sulla lapide erano stati decorati in bronzo dei rovi irti di spine, come a impedire al corpo e le sue essenze malefiche di uscire. I popolani non sapevano che tipi di stregoneria facesse, però c'era una certa inquietudine. Il parroco rassicurava la gente che il corpo, avendo ricevuto sepoltura cristiana, non avrebbe permesso a quell'anima dannata di nuocere ancora.

123456

l'autore Leonardo Vannimartini ha riportato queste note sull'opera

* Con il termine bicocca, nei secoli scorsi, si intendeva un castello di modeste dimensioni arroccato in un luogo elevato.


0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0