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Notte

È notte. Almeno credo, diversi indizi mi danno ragione: silenzio spettrale, dalle tapparelle non completamente chiuse non traspare un filo di luce, l'orologio segna le 3 di notte... sì è notte.
Assodato che sono sveglio allungo la mano per accendere la luce. Ricordandomi di non avere alcuno interruttore la mia mano afferrai il primo oggetto tatticamente posizionato per generare luce: il telecomando; clicco il tasto 9, non a caso naturalmente, sul 9 c'è mtv! Sapete, preferisco rinsavire sulle note di una canzone anni 90 degli u2 che sulla replica del Maurizio Costanzo show, sì sono fatto così.
Sarà il video di Bono e il ricordo delle sue sagge parole di cancellare in debito, ma mi prometto una volta alzato di pagare i caffè arretrati al signor Renzo...
o magari no, non sono mica Bono!
Il mio assonnato sguardo cade su una macchia scura sul muro, almeno è ciò che sembra, solo una macchia, ma poi si muove!
È Antares, il mio scorpione casalingo.
La prima volta che lo vidi feci un salto olimpionico sul letto e spaventato, che un essere di pochi centimetri si accorgesse di me colpendomi con la sua cuspide, afferai la prima cosa a portatadi mano ovvero la custodia della fotocamera, ma per timore di rompere la fotocamera mi limitai a fare una foto al mio nuovo incubo. Ora conviviamo come Joey e Chandler di "Friends", forse nn proprio come loro, ma abbiamo stipulato una tregua: lui non mi attacca e io non lo fotografo più.
Mi alzo dal letto, ho la gola completamente secca, non come la mattina dopo una sbornia, ma quasi. L'ultima volta che mi ubriacai fu dopo una tipica serata bolognese, ancora oggi alquanto nebulosa, ricordo solo che mi misi, una volta a casa, a cantare al karaoke. Nel momento in cui rinsavii mi resi conto che le notizie del televideo non avevano poi così tanta musicalità.
Non c'è niente di meglio che bere l'acqua quando si ha sete. Soprattutto se l'unica bottiglia presente in casa è quella dove si tiene il rametto di bambù preso all'Ikea.
Certo, posso bere dal rubinetto, ma il sapore metallico lo preferisco solo quando bevo sangue di vergine. Tra l'altro alquanto raro, ma questa è un'altra storia.
Mi chiedo ancora come il bambù dell'Ikea sia riuscito a sopravvivere nel micro clima della mia casa, tra l'altro lo tengo a fianco ai fornelli, proprio per imitare il clima della Patagonia, da dove tra l'altro quel bambù non proviene. Forse è di plastica?!
Ho comprato il bambù il giorno che ho ritirato il letto Ikea, letto dal nome misterioso: stika, che in svedese avrà anche un significato, comunque cosa c'azzecca con un letto? Forse non viene dalla Svezia, ma è una produzione di zarri italiani!
Le poche volte che sono stato all'Ikea il mio fine erano le matitine, in verità è un posto che mi mette abbastanza soggezione, è tutto così ariano, tutto da montare irrimediabilmente, tranne le commesse.
È il posto ideale per uno come Hitler, comprerebbe la sua libreria ariana, la monterebbe in 4000 semplici mosse e di notte, non vista, andrebbe ad invadere il bagno.

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1 commenti:

  • Anonimo il 03/06/2011 11:53
    Divertente

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