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Una calda sera d'estate

Immaginatevi ora una calda sera d'estate.
Il cielo nero ma pieno di stelle.
Le luci dei locali, i risciò e le biciclette.
E se chiudete gli occhi e non fate caso alla musica rimbombante che esce da quella discoteca lì, in fondo alla strada, sentirete anche, lieve, il rumore del mare. Un'onda dopo l'altra che si infrange sulla sabbia umida e fresca. I pesci che dormono sul fondo del mare, che sognano ancora di nuotare, liberi, leggeri. Ma ora lasciate stare i pesci, lasciateli dormire. Tornate invece con lo sguardo verso quella discoteca che fino a poco tempo fa disturbava i vostri timpani e il canto del mare. Tanta artificialità in mezzo alla natura. Luci e suoni che battono ad un ritmo veloce, frenetico, che fa battere il cuore a chi lo balla.
Ed ora guardate verso l'ingresso, salutate il buttafuori e poi fate caso, ma senza farvi scoprire, a quei due lì, un ragazzo e una ragazza, che sono appena entrati e stanno parlando.
- Hai acceso già un'altra sigaretta? - lo potete sentir dire.
- E dai, è solo la terza, da questa sera, - potete sentire rispondere lei, sorridendo.
Tenevi pronti perché state per vedere come tutti quegli elementi di cui vi ho parlato prima, aggiungendo un po' di magia, possano diventare gli ingrediente di un incantesimo e far nascere un qualcosa di magico.
- Dai, andiamoci a mettere seduti su quei lettini, che mi si stanno riempiendo le scarpe di sabbia.
La spiaggia e la discoteca, il mare e la musica, la sabbia e le luci. Eppure anche il mare non ha una sua melodia? E la sabbia non riflette a suo modo i raggi del sole? E non ci si diverte sulla spiaggia quanto lo si fa ballando in discoteca? Dagli albori del tempo la sabbia e il mare stanno lì. Se ci pensate, fatelo per un attimo, per favore, l'acqua che bagnava le spiagge abitate dai dinosauri è la stessa che adesso bagne le nostre caviglie i giorni d'estate al mare. Porta così tanti misteri il mare, così vecchio. E la musica non è poi così tanto più giovane. Pensate agli uomini delle caverne, ai loro riti accompagnati sempre da un determinato ritmo. E non assomiglia forse così tanto a quel ritmo martellante che quei due ragazzi, e non solo loro, stanno ora ballando in discoteca? Non sono allora così difficili da accostare il mare e la discoteca. E quei due ragazzi lì, lei così bionda, lui così moro, loro che vivono a centinaia di kilometri di distanza, in mondi molto dissimili. Pensate che solo perché siano un po' diversi non sia giusto farli stare insieme? Concediamogli invece di unirsi come la spiaggia fa con la musica assordante.
- Basta con queste sigarette! - le dice lui scherzando, - alla prossima che ti accendi mi dai un bacio.
E sentiteli come giocano, come si divertono e guardate come le loro labbra si avvicinano mentre un'onda proveniente dal mare lontano si avvicina piano alla riva.
- E devo per forza accenderne una nuova per poterti baciare?
Mettetevi gli occhiali, proteggevi gli occhi, con un braccio, con la mano, perché l'onda di luce sprigionata da questa magia potrebbe danneggiarvi la vista. Avete assistito a quell'incantesimo di cui prima vi anticipavo qualcosa.
- Dai, ti accompagno a casa.
Quante volte avete sentito parlare di storie simili, e di certo non sarà l'ultima volta. Il mare, le stelle, la musica, le luci e la magia.
Due ragazzi.
Un uomo e una donna.
E poi un bacio. E poi... Non penso ci sia bisogno di dirvi cose che potete immaginare e che, grazie alla vostra immaginazione, potrete rendere ancora più belle.
Vi lascio con l'immagine di un'onda, lenta e silenziosa, che inghiotte un volantino colorato della serata in discoteca di quella magica calda sera d'estate.

 

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