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La città della pioggia

Oggi cambia tutto, gocce di pioggia scivolano quiete sui vetri della mia finestra per morire lentamente.
Come me ora, tutto muta in un istante, posso guardarmi intorno, ma niente ricorda il mio passato, è come se fossi nata in questo stesso momento, tutto il resto è buio, vuoto, senza una traccia di vita.
È strano guardarsi allo specchio e non riconoscersi, la pioggia continua a cadere ed io osservo i miei occhi riflessi nella finestra accanto a me, sembra che piangano.
Ma io non sono triste, è solo che non mi conosco, non conosco questa casa, non conosco i miei occhi e non conosco il mio passato. So soltanto una cosa... il mio nome... Nadia.
Questa è una casa grande, piena d'oggetti che non mi appartengono, alcuni li trovo di pessimo gusto, non credo che possano esser mai stati miei. Forse ho perso la memoria che magari lentamente tornerà, ma ho una strana certezza in fondo che mi fa capire che non sarà così. Ho paura di non dover riacquistare nessuna memoria... perché forse non ho mai avuto ricordi da conservare, non sono mai stata, esisto ora, da questo istante. So che è una cosa senza senso, ma in questo posto è tutto così estraneo e lontano da me... mi sento persa.
Sono molto giovane, avrò vent' anni o poco più, ma perché vivo da sola in questa grande casa vuota?
Sono passati tre giorni da quando ho aperto gli occhi e nessuno è entrato in questo posto, il telefono non ha mai squillato ed io non ho ancora avuto il coraggio di uscire da qui. Per andare dove poi? A cercare cosa? Non credo di potermi ritrovare in qualche luogo... non credo di potermi ritrovare, perché sono solo qui... ora. E nella mia testa il rumore del vuoto... ascolto dei cd e guardo libri, mangio quello che c'è ed ho paura di dover uscire a fare la spesa. Con quali soldi poi? Sono disorientata, chiara e sparsa ovunque.
Dopo tre giorni passati così bussano alla porta, io sono ferma, immobile con la fronte appoggiata al vetro gelido della finestra, con la pioggia negli occhi. Il campanello suona ancora, ma io resto ferma senza sapere cosa fare. È il primo rumore non causato da me, che sento da quando sono rinchiusa qui. Chi potrebbe essere? Ho quasi paura, paura di scoprire qualcosa in più, paura della persona che si nasconde dietro quella porta e delle parole e delle risposte che forse potrà darmi. Mi giro lentamente, il











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2 commenti:

  • Anonimo il 10/12/2013 14:22
    Ciao Maristella, devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato preso dalla curiosità di capire dov'eri e perché c'eri. L'ho capito solo alla fine ma non importa perché la lettura è stata piacevole e istruttiva. Hai saputo creare speranza anche in una situazione di totale disagio e incomprensione della realtà.
  • Anonimo il 24/02/2010 08:49
    Ti confesso di averne letto una metà e che m'incuriosiva molto, anche perchè si fa leggere bene, ma la sua lunghezza non mi consente d'andare oltre, almeno per ora. Un saluto, Salvo.

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