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Le confessioni

Ambizioso, lascivo, egoista...
Parole che descrivono la mia vita.
Giornate trascorse nel venerare me come unico padrone della mia vita. Messa, preghiere e cose del genere, per me erano parole al vento, e pure se andavo in Chiesa, mi distraevo.
Ambizioso, lascivo ed egoista.
Dio? Mi dicevo sempre che bastavo solo io alla mia vita. Grazie alle mie forze avrei raggiunto i miei obbiettivi.
Ambizioso lascivo ed egoista.
Le ragazze? Un mezzo per divertirsi e per immergersi nel piacere al fine di dimenticare qualcosa di brutto, facendo credere loro di essere per me uniche e importanti
Ambizioso, lascivo, egoista... traditore.
Ma un giorno qualcosa cambia...
Mi sentivo vuoto e inutile, la mia sicurezza svanì, e il buio mi faceva paura, mi sentivo solo...
Il male che avevo fatto alle persone vicino a me la notte me lo ritorceva contro!
"Sono così per effetto di tutto ciò che era stato fatto a me nella vita" la mia risposta era questa ai miei comportamenti. Ma una notte, la solitudine si fece sentire come il rombo di un tuono.
Gli amici li avevo, una ragazza per trascorrere i pomeriggi vuoti anche.
Guardavo dentro di me e sentì qualcosa che mi diceva di chiedere a papà di darmi "le confessioni" di Sant'Agostino, il filosofo che studiavo in quel periodo. Il giorno dopo papà me lo diede e aperta la prima pagina vidi scritto " O Signore, il nostro cuore non ha posa fin quando non posa in te"
Capìi la mia solitudine, e capìi che mi mancava la più grande amicizia che si potesse avere, l'amore più grande che si possa ricevere, che supera quello dei genitori e di una donna! Quello di Dio! La mia superbia, il mio egoismo, la mia ambizione andarono via dai miei occhi facendomi vedere la verità!
Ma non sono un santo, i miei errori li commetto sempre e pecco ancora di superbia, ma so di non essere solo... finalmente ho colmato il vuoto della mia anima.
Dopo ciò ho trovato una ragazza, che ha colmato il mio cuore, insegnandomi che amare, significa anche rinunciare a se stessi.
" Tardi t'amai, o bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi t'amai"

 

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • gianni castagneri il 17/02/2014 06:12
    purtroppo non e' sempe cosi... io parlo spesso con Dio (o meglio a Dio e non importa a quale Dio), ma mi sento solo lo stesso...
  • Ethel Vicard il 17/12/2010 10:13
    ... amare non significa rinunciare a sè stessi... l'amore accresce e ci dona un qualcosa di più che prima non aveva neanche immaginato... qualcosa di così bello e dolce difficile anche da sognare.
    Eppure prima o poi... per un motivo o per un altro si torna a sbagliare... e non c'è niente di peggio che guardare il mondo e pensare di rimanere da soli, e stare lì a rotolarsi nei propri errori...
    Eppure prima o poi... ci sono delle possibilità... ci vengono date delle opportunità... il problema, forse, è che non tutti riusciamo a raccoglierle...

    Ethel...
  • Anonimo il 03/03/2010 15:31
    Caro Paolino, mi hai chiesto un commento: eccolo.
    Io concordo con Cesira, non mi sembra che tu abbia detto molto di più di quanto dica un parroco nell'omelia della domenica.
    Scrivi bene, però non usi ne' un linguaggio, nè parole, ne' sentimenti davvero tuoi, almeno così mi pare.
    Sei giovanissimo, non è possibile che in così breve tempo tu abbia risolto tutti i tuoi perchè. Continua a scrivere, cerca qualcosa dentro di te, che sia tuo, da raccontare.
    È piacevole leggerti, davvero, non smettere. ok?
    Un bacetto
  • Cesira Sinibaldi il 02/03/2010 18:34
    Se devo dare la mia opinione, trovo l'argomento troppo profondo per essere "liquidato" così in fretta. Meritava, forse, di approfondimenti, ma non escudo che tu abbia voluto dare al racconto questo ritmo, volutamente. Anch'io trovo bella la frase conclusiva, pur nella sua impostazione retorica.
  • Ivan Bui il 26/02/2010 19:42
    ... scusa gli errori, ma non ho controllato... Ciao
  • Ivan Bui il 26/02/2010 19:41
    ... l'avevo già letto, stavo anche facendo un commento, mi sono fermato, ho rilettio quanto stavo scrivendo e mi sono accorto che lo stavo giudicando come fosse un saggio e non lo é ... il mio modo di narrare é diverso, tu sembri usare la penna (tastiera...) come useresti i gantoni sul ring, si tratti di S. Agostino o di un argomento più leggero. Non é una criotica negativa, é una constatazione, almeno io ho avuto questa impressione. Tornerò a rileggerlo... Non so se amare significa rinunciare a se stessi, ma credo di avere colto il senso... Bellissimo il finale.
  • Daryl il 25/02/2010 22:23
    e...?
  • Anonimo il 25/02/2010 22:21
    Ben scritta dal punto di vista leterario e...
  • Anonimo il 25/02/2010 21:43
    Complimenti, Paolino. È raro, e non solo per un giovane, essere capaci di un'autoanalisi come quella che descrivi. Inoltre sei stato capace di rinnovarti e descrivere magistralmente la tua determinazionenel cambiare. Bravo, come sempre
  • Anonimo il 25/02/2010 16:23
    Il tuo racconto mi commuove. Tocca tanti punti in cui mi ci ritrovo fino in fondo. La tua è una preziosa testimonianza di quanto sia vuota e priva di significato una vita senza senso. Nello stesso tempo è il cammino reale di una persona, che come me, s'interroga e si domanda continuamente il perché di tante cose e la cui unica risposta ce la dà proprio Agostino, la cui vita non si discostava molto dalle nostre.
    Un saluto, Salvo.
  • Ugo Mastrogiovanni il 24/02/2010 19:12
    Oggi come oggi, trovare un giovane che ha il coraggio di aprire il suo cuore, senza remore, senza vergogna o paura, in un racconto autobiografico così breve quanto intenso, non mi commuove come padre o come nonno, considerata la mia età, ma come uomo. Paolino Santaniello mi dà una lezione di vita, mi lascia senza parole, e ne trovo solamente una: complimenti." O Signore, il nostro cuore non ha posa fin quando non posa in te" e credo che Paolino lo meriti più di ogni altro.