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Seduto al tavolo di un caldo bar del centro

Era trascorsa quasi mezzora da quando Federico, seduto al tavolo di un caldo bar del centro, sorseggiava distratto un tè fumante mentre l'aria diventava sempre più pregnante di fumo di sigarette accese e spente da un gruppo di affabulanti fumatori seduti nell'angolo.
Con gli occhi vaganti nel vuoto, Federico, seguiva le immagini mentali che si andavano componendo e scomponendo e poi di nuovo ricomponendo seguendo la linea temporale degli avvenimenti che avevano sconvolto la sua vita quattro mesi prima. Nel rivederle, quelle immagini, ogni volta assumevano contorni e aspetti diversi, rivisti sotto una nuova luce, ma la sostanza era sempre la stessa: il tradimento c'era stato eccome.
Tradimento, tradimento, tradimento. Un altro uomo sembrava aver dato momenti di felicità, di complicità, di menzogna alla sua compagna. L'eco delle telefonate, tremendamente ascoltate, risuonava distinto nel suo orecchio, scandendo le parole, le frasi, i momenti e poi tutto assieme. E poi la rubata, tradita propria intimità venduta al costo di complici e verecondi sorrisi.
Come riuscire a vedere in Lei, di nuovo la compagna della propria vita, com'era possibile ricostruire un rapporto di nuova intimità, complicità, di affetto, di amore. L'amore nato, trasportato e poi sognato nel corso degli anni, era volato via nell'aria, dissolto nei luoghi dove i passi ripetuti e percorsi avevano creato il solco della vita quotidiana.
Ora la vita quotidiana sembrava trascorrere per inerzia, il pilota automatico dirigeva il corpo insensibile; solo talvolta le lacrime riuscivano a bagnare dolcemente il volto di Federico, che le lasciava scorrere come se potessero scolpire la sofferenza in modo indelebile, e ricordargli, quando di fronte allo specchio, l'amore vissuto.
Lo sbattere improvviso di un bicchiere sul banco del bar, ridestò Federico, dal rimembrare e portò i suoi occhi sul corpo di una donna seduta due tavoli distanti, di fronte a lui, che col capo chino leggeva un depliant colorato di pubblicità accattivanti. Sembrava non distogliere lo sguardo, quando con un gesto automatico, accompagnando inutilmente i capelli dietro l'orecchio, mosse il capo e incrociò lo sguardo di Federico.
Un lungo secondo seguì quel momento, una luce invisibile univa i due volti, e in questa luce, si respirava la nascita di un'emozione. Era forse l'inizio di una super emozione?

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 25/02/2010 21:59
    Bel racconto, complimenti.
  • Anonimo il 25/02/2010 19:31
    Molto bello e ben scritto. In fondo la vita continua, ad ogni fine succede un inizio. L'unica cosa è che bisognerebbe chiedersi il perché delle cose.

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