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Piccole bolle di quiete

Bobby prese un sorso del superalcolico. Quaranta anni ingurgitando liquori, pensò. Quel tanto che basta per ubriacare una balena. Si fece una buona sorsata e guardò nello specchio. Vide la luce spenta dei suoi occhi. Poi si affrettò e andò in scena; Bobby lavorava in una delle piccole sale cabaret del 'Pacific Monster'.
- Sulla più grande nave del mondo, abbiamo l'onore di dare il benvenuto a Bobby Stern!
Ci fu uno strano applauso. La saletta era semivuota; pochi passeggeri ai pochi tavoli, tutto era illuminato.
- Buonasera - disse Bobby - come vedo non tutti si sono buttati in mare,
- Se continui così poco ci mancherà - strillò un tipo grosso dal fondo della sala.
- Sono qui - replicò Bobby sorpreso dal tono che diede alla propria voce - per farti dimenticare che sei intrappolato come un topo su questo barcone del cazzo.
- Tu ricordati invece di farci ridere - continuò l'uomo in fondo della sala. Il poco pubblico applaudì.
Bobby cercò con lo sguardo nella sala:
- Ah finalmente ti vedo - disse Bobby - e vedo anche la sirenella degli abissi.
- Negli abissi ti ci mando io; e magari lì farai ridere qualche granchio - gli gridò di rimando il donnone.
Bobby stava in piedi in mezzo al palco. Silenzio.
- Beh, i granchi aspettano solo voi - disse poi - con la differenza che con voi c'è da ridere! - Bobby fece una smorfia, e aggiunse - con le facce che vi trovate, facile.
- Difficile con la tua!
- Se in giro ci sono le vostre, d'accordo. - Bobby staccò il microfono dal suo sostegno. Lo spettacolo, il suo gran numero; una ventina di minuti, ancora.

Ingollò la bottiglia. Bobby era seduto di nuovo davanti allo specchio nel suo camerino. Merda pensò. Sorseggiò ancora. Che serata sprecata. La nave se ne andava fluttuando. Bobby bevve ancora. Non c'era niente da fare se non ascoltare il sordo rullio delle motrici. Questa era la parte più difficile del sua esistenza: aspettare. Semplicemente. Trenta minuti e rincominciava lo spettacolo, ancora.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 04/04/2010 09:26
    No, migliorare i dialoghi equivarrebbe ad aggiungere bicarbonato a una minestra di verdure biologiche cotta alla perfezione.
  • Umberto Briacco il 04/03/2010 19:32
    Lessi da qualche parte che l'inferno di un musicista è ripetere il bel giro di stand by me all'infinito. Il tuo racconto mi ha ricordato quest'aneddoto, la ripetizione senza posa e la noia infinita. Migliorerei i dialoghi.
    Saluti

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