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Il sigaro al dinamite

- Uno come può dire una cosa del genere?
- ... farsi saltare il cervello con la dinamite?
- No, quello l'ho già sentito dire, ma tu dicevi che quello vuole farsi saltare il cervello fumando un sigaro.
- Già, mi sembra un tipo un po' pazzo.
- Uno così un giorno o l'altro lo fa.
Brain entrò nel bar proprio in quell'istante e prese posto ad un tavolino vicino a John e Serge.
- Ehi è lui! - disse John.
- Cosa? - rispose Serge.
- Quello della dinamite e cervello. Non voltarti!
- Sta fumando un sigaro?
- Sì. Sta fumando un sigaro.
- Cazzo, io me ne vado - Serge si mosse sulla sedia.
- Calma, il sigaro è lungo, deve averlo appena acceso.
- Cazzo, cazzo, qui salta tutto il quartiere!
- Non andare in palla! per Dio! dire di voler farsi saltare il cervello fumando un sigaro, non significa veramente farsi saltare il cervello fumando un sigaro.
Serge si accese una sigaretta e la schiacciò subito nel portacenere. Le mani gli tremavano.
- Lo sento, lo sento, questa è la volta che lo fa. Lo farà! John, io esco da qui.
- Ma se non l'hai ancora visto quel pirla! Girati, dagli prima almeno una occhiata.
Serge lentamente girò la testa all'indietro. Guardò con la coda dell'occhio il vecchio Brain fumare un lungo sigaro, all'improvviso l'occhio gli si accec

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 04/04/2010 09:34
    Inusuale modo di accordare la lettura al raccontare, privilegiando il secondo.

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