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L'infinito

Ero lì: tra la terra e l'infinito, tra la realtà e il sogno, tra il monte, il tempo e il respiro affannato del mio pensiero...
Tutto il mio tempo ed il mio spazio erano racchiusi in quel piccolo angolo di paradiso con le ali di ghiaccio colorate da uno sguardo trasparente del sole che, illuminandole, mi sorrideva. Un profumo fresco dell'aria che, in quel momento, solo io potevo percepire perché a nessun altro era concesso neppure di pensare di poter entrare nel tempo infinito dello spazio dei miei pensieri più dolci e nascosti, quel momento in cui ricordando tutti quegli attimi passati mi ponevo miliardi di domande su ciò che davvero poteva essere "felicità" e "infinito" e capii che la mia tranquillità era in quel tassello di solitudine che m'avvolgeva. Il mio indescrivibile "Dolcemale", quel dolore di essere sola contrapposto al benessere di aver trovato un equilibrio tra la realtà e il mio sogno di ascoltare il tempo. Io credo che non possiamo dare una definizione all'infinito perché ognuno di noi può percepirlo in modo diverso, può essere:
-La vita, come qualcosa di magico e inspiegabile che scorre senza freni e ti accarezza, con amarezza e cattiveria o con amore e fa in modo che tu non rimanga mai sola!
-La morte, come inizio di una nuova fine che ti accompagnerà in quell'unico momento durante il quale la vita non avrà la forza per starti accanto!
-Il tempo che tutti seguono correndo dimenticando il senso di questa vita, il tempo è in un momento e un momento è già passato: il tempo serve ma non esiste, non è altro che un'invenzione!
-Lo spazio, che non considera solo ciò che ci circonda ma anche ciò che oltre la Terra arriva al Sole, alle Stelle e a tutti gli altri pianeti!
-L'aria, la quale pur essendo stata distrutta dai gas non smette mai di darci il respiro; la matematica che non ci donerà mai quel numero che metterà la parola "fine" alla sua continua ricerca!
-L'oscurità del silenzio, come parola senza voce!
-Un punto, come quel secondo invisibile e incolore, come un'immagine che c'è ma non ha forma né dimensione...
Per me l'infinito è quel momento quasi invisibile che separa l'astrattezza dalla concretezza e porta ad un'illusione senza fine, quest'ultima a volte viene toccata da un'amara lacrima di delusione la quale la ricostruisce, forse diversa, forse migliore. La speranza di un'illusione morirà solo quando la morte stessa dimenticherà l'infinito lasciandolo solo all'aria di montagna e a chi per tutta una vita non fa altro che ricercarlo e non si arrende mai perché se riesci a stare in equilibrio tra cielo e terra l'hai già trovato. Non so perché solo le emozioni tristi sanno farmi stare bene: È possibile sorridere con la tristezza, sorridere con una lacrima o sorridere all'infinita pioggia che cade nel mattino dalla luce radente e mi lascia in bocca il sapore dell'acqua cristallina che è caduta su di me dal sogno, all'infinito, alla realtà?
Ora basta parole perché l'infinito lo cerco in una sola: il silenzio...

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 24/05/2012 14:45
    ... un tema quanto mai spinoso
    ma affrontato con leggerezza,
    ottima scrittura,
    complimenti.

3 commenti:

  • Anonimo il 11/02/2011 12:16
    Molto bello veramente.

    Suz
  • Barbara Abenante il 19/03/2010 12:44
    Grazie mille!!
  • Stefano Galbiati il 19/03/2010 10:39
    ho apprezzato davvero tanto queste tue riflessioni sull'infinito... non c'è una sola, e ripeto, una sola frase scontata o banale in tutto il racconto.
    Sei molto brava, complimenti!!!! Non era facile provare a spiegare a parole, concetti come vita, morte, spazio ecc... credo che persino la nostra immaginazione faccia fatica a concepirli per ciò che significano realmente.

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