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L'ultimo giorno del cavallo Casimiro

Che cavolo di nome gli avevano dato,
pensò Casimiro, mentre lo conducevano al macello clandestino.
Forse non lo stavano portando allo squartamento,
ma a fare solo un giro turistico dei dintorni;
si congratulò con se stesso per riuscire, anche in certi momenti, a mantenere un certo umorismo.
Era un cavallo intelligente,
anche se non c'erano odore acre di sangue e carcasse,
aveva capito cosa lo attendesse.
Guardò stancamente scorrere le forme accanto,
tutto attorno sembrava indifferente,
il vecchio padrone, portato in sella per tanti anni, non era neanche venuto.
Meglio così, sarebbe stata una faticaccia in più tirargli una zoccolata.
Chissà se qualcuno si chiede cosa stia pensando in questo momento,
magari si aspettano pensieri di paura selvaggia,
qualche oscuro presentimento di morte che hanno gli animali, i cavalli in particolare,
c'è sempre qualcuno pronto a regalare la sua pietà.
E mentre formulava tali pensieri, non si accorse di avere iniziato a correre.
Come ai vecchi tempi, quando gareggiava con gli altri puledri e la vecchiaia era un'idea inconcepibile.
Più che dalle facce sorprese delle persone accanto,
capì cosa stava facendo dal respiro affannoso e il cuore che sembrava scoppiare.
Uno strano modo di morire pensò,
alzò il muso,
catturando per un istante tutto ciò che stava andandosene.
L'ultima cosa fu il vento.

 

l'autore Dino Borcas ha riportato queste note sull'opera

in: Dino Borcas - Piccoli crimini quotidiani - Ed. Il Ponte Vecchio, Cesena 2008
informazioni sul libro e altri brani in http://dinoborcas. it
14 video su www. youtube. com, con ricerca: Dino Borcas


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1 recensioni:

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  • Anonimo il 08/01/2012 16:52
    semplicemente perfetto!... ottima metafora, e ottimo racconto!

10 commenti:

  • Anonimo il 24/09/2010 16:19
    È commovente!! Molto bello! complimenti
  • Noir Santiago il 20/08/2010 09:47
    La storia di un cavallo rassegnato. Mi piace il senso dell'umorismo di Casimiro. Mi fa anche una grande pena.
  • nicoletta spina il 01/05/2010 22:58
    Bello e significativo, leggermente melanconico e velato di poesia.

    Mi sovviene una frase di Erri De Luca : " le bestie stanno nel presente come vino in bottiglia, pronto a uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini e non prepara alla prontezza."
  • Anonimo il 22/04/2010 15:26
    Molto sonoro e molto buono.
  • rainalda torresini il 30/03/2010 18:59
    Lo vedo il cavallo correre nel vento...
  • Dino Borcas il 21/03/2010 15:40
    non fa niente,
    i prossimi lettori modificheranno le stelle, forse...
    anche a te buona domenica
  • Anonimo il 21/03/2010 13:11
    C'è della poesia nel racconto. L'ho riletto ed ho capito che sei un poeta. Buona domenica.
    P. S.
    Un peccato quelle stelle che non rispecchiano il valore del racconto... io ne ho date cinque ed invece... chissà se la redazione può fare qualcosa.
  • Dino Borcas il 21/03/2010 09:50
    grazie Giacomo,
    ho modificato ora l'impaginazione, per renderla più simile a quella del libro...
  • Anonimo il 19/03/2010 15:46
    Bello, piaciuto lo stile e l'argomento trattato. Commovente.
  • Dino Borcas il 19/03/2010 15:30
    Nel libro di poesie e racconti: Dino Borcas - Piccoli crimini quotidiani - ed. Il Ponte Vecchio, Cesena 2008.
    Ho dovuto modificare l'impostazione originale del testo in quanto non compatibile con le regole d'impaginazione del presente sito...
    La versione originale ed altri brani possono essere letti in http://dinoborcas. it

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