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Ancora una volta

16 Ottobre di gelo.
Mi sono svegliata alle 07. 00 con la stessa sensazione di Dicembre 2008.
Spaesata, crisi d'identità e ansia. Bum Bum Bum. Il cuore impazzito. La mente pure. Non ho dato molto peso a queste sensazioni. Per fortuna dopo 9 mesi riesco a gestirle quando ritornano. Mi spavento comunque, ma non come un anno fa.
Un anno fa rimanevo nel lettone di mamma a guardare la tv a pensare in continuazione a queste brutte sensazioni, era un circolo vizioso. Non riuscivo a non pensarci e più ci pensavo piu mi veniva l'ansia. Un anno fa piangevo disperata e non mi andava di vedere nessuno. Avvolte mi dava fastidio perfino il mio stesso respiro. Ascoltavo troppo il mio corpo, ascoltavo troppo ''Gli Scherzi Della Mente". Gli Scherzetti Dell'ANSIA, o meglio del Dio PAN. Non mi riconoscevo più e ogni notte chiedevo a mamma quando tutto ciò sarebbe finito.
È stato un fulmine a ciel sereno. Mi sono ritrovata di colpo come un cucciolo infreddolito, impaurito, terrorizzato. Mi sentivo il Niente dentro. Anzi non mi sentivo proprio. Avvolte avevo il BISOGNO di masturbarmi per sentire che c'ero. Per sentire che ero VIVA. Era come se io fossi completamente esclusa dal mondo. Una cosa a parte. Tutto questo l'ho rinchiuso per tre mesi dentro a quattro mura e un lenzuolo. Poi mi decisi a reagire, come ho sempre fatto. Io sono una debole, è vero, ma quando mi rialzo sono più forte di ogni cosa. Decisi di uscire, era periodo Natalizio quindi uscii per comprare qualche cosuccia. Viale Bonaria, Via Roma, Via XX Settembre e Via Sonnino. Un freddo cane, fuori e dentro me. Guardavo il mondo, le persone, i palazzi, il cielo con occhi diversi. Come se fosse una specie di sogno.
È dura rivivere certi periodi della propria vita raccontandoli. Sopratutto se è la prima volta che lo fai.
Avevo le occhiaie, pesavo 38 Kg. Non mangiavo quasi nulla. Per me niente aveva senso. Anzi, qualcosa si. La presenza di mamma ogni notte affianco a me. Le stringevo la mano e l'abbracciavo nel sonno. Avevano senso le compere al ritorno di ogni seduta settimanale con lo psicologo. Compravo tutto per la mia nuova cameretta azzurra. Comprai libri e ora che mi viene in mente mi feci una cultura con la settimana enigmistica. Mi servii per staccare la mente da quei brutti pensieri. Mi comprai un puzzle, sempre per tenermi distratta.
Oggi è come se avessi rivissuto (in parte) uno di quei giorni maledetti. Quel giubbotto verde militare, quel freddo che ti entrava nelle ossa, quella gente, sempre la stessa, i luoghi, sempre gli stessi. La mente che non smetteva mai di pensare. Pensava, pensava e pensava. Molte, TROPPE seghe mentali.
Un anno fa sono ESPLOSA. Dopo 17 anni. E dopo 9 mesi riesco un po' a capire il perchè e ringrazio il cielo di essere ESPLOSA. Esplosi perchè ho sempre messo al primo posto gli altri piuttosto che Anna. Esplosi per le cazzate dei miei genitori e per la loro separazione. Esplosi per i pugni a mio fratello, per il mio squarcio sul palmo sinistro. Esplosi perchè mi impedivo di crescere e per la mia troppa SENSIBILITA'. Esplosi per le sfuriate di mio padre. E non so più se con lui avrò mai un rapporto "normale". D'altronde ognuno paga le conseguenze di ciò che fa. Quindi Babbo, se tu un giorno leggerai questo pezzo di carta elettronico, non sorprenderti, non meravigliarti, non incazzarti. Io non sono più quella di un anno fa. Io non sono più quella che subisce e sta zitta, non sono più quella che pensa agli altri prima di me stessa. Non sono più la stessa. Sono una persona migliore, più forte e un po' piu decisa. C'è da dire anche che sono nel bel mezzo della mia adolescenza. E tutto quello che ho passato in questo anno è stata una crisi adolescenziale con sintomi di ansia, panico e leggera crisi d'identità. Ne sono uscita e ne sto uscendo sempre di più. Anche se PAN avvolte si avvolge tra i miei pensieri. Ma ora sono più forte io di lui. Ci faccio la lotta. Oggi mi sono fatta avvolgere un po' troppo da lui, forse perchè si è fatto ricordare. Forse perchè oggi sono stata un po' piu debole. Ma domani lo prendo a calci nel culo e se ne andrà. Forse ritornerà per le ultime volte. Faremo la lotta di nuovo. Ma ora lui non vince più. PAN NON VINCE PIU'. VINCE ANNA.

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4 commenti:

  • Anonimo il 09/03/2011 23:39
    La parte bella è che poi passa. Quella cruda però, è che ritorna. Il Pan, quello è nato prima e muore dopo. Ma se basta la determinazione per sconfiggerlo, allora qualche calcio nelle terga prima o poi lo darà qualcun altro, prendendo questo sfogo a monito
  • Anonimo il 10/04/2010 15:05
    Hai preso coscienza. Racconto dai toni forti. Brava!
  • GiuseppeCristiano Merola il 23/03/2010 18:57
    Bellissima conclusione... Mi piace il tuo modo di scrivere ; un po' acerbo questo tuo primo racconto ; ma ti capisco essendo auto-biografico è sempre più difficile fare uscire le parole. Spero di leggere altre cose di te. A presto. Ciao.
  • Anonimo il 23/03/2010 14:32
    Da restare senza fiato... non hai scritto un racconto, hai tirato pugni elettronici piazzati sul lettore, e forse a tutto il mondo. Mi sa che ho capito meglio anche il tuo aforisma., e forse anche Pan, il dio pagano sinonimo di "tutto" ed anche di ira... di panico. Brava... alcuni refusi, piccole cose da correggere. Ciao

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