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Il delfino che si credeva una tigre 2

Ecco è tornata.
La gola si stringe, il respiro si fa faticoso, le mani sudano. Una sensazione di oppressione sotto lo sterno, i muscoli intorno al plesso solare che si irrigidiscono. La mente ti dice che morirai presto e che quel respiro, si, proprio quel respiro, potrebbe essere l'ultimo. Paura di morire. Paura che questo corpo non respiri più. Qualcosa continua a dirti che stai per impazzire e che presto comincerai a gridare come un ossesso frasi sconnesse. La mente proietta delle immagini che si sovrappongono con la realtà circostante, in cui ci sei tu che ti rotoli vorticosamente ad un palmo da terra. Come quegli ammassi di paglia secca che fluttuano nervosamente, trasportati dal vento, in uno di quei paesaggi desertici e desolati che vediamo spesso nei film americani.
La notte ti svegli con il cuore in gola e non perché hai fatto un brutto sogno, ma perché l'incubo sta solo per cominciare; è la cara, vecchia, tachicardia. Devo stare calmo ti dici, ma di quella calma che non si può spiegare a parole. Infatti, più ti agiti nello sforzo mentale di riprendere per i capelli la situazione catastrofica, e più senti il tuo cuore battere all'impazzata in un ritmo ossessivo e tribale nel quale si sta svolgendo un sacrificio umano: il tuo! ... Bum bu bu bum bum bu bu bu bu bum... poi, improvvisamente, ti ricordi che non è il ritmo del tuo cuore impazzito, il tuo ritmo vitale primario; ma è quello del respiro. Ma si, certo, te lo aveva detto lo psicologo da cui eri in cura. Così ti sdrai sul letto e provi a respirare profondamente a intervalli regolari, coinvolgendo anche la pancia. Piano, piano cominci a calmarti, il respiro si fa meno faticoso, il cuore abbandona i ritmi frenetici, il corpo si rilassa e la mente si distende. A questo punto hai smesso di fare la guerra con te stesso e ti scappa anche da ridere, di un riso amaro e quasi rassegnato. Tutto è assurdo. Si, bastava che mi rilassassi ti ripeti, è così facile, sembra così facile. Ma in realtà non lo è affatto. Delle domande ti sorgono spontanee: Ma chi sarà mai quello che fa la guerra con se stesso? Chi è che prova a rilassarsi? Non ne avevo la minima idea.

 

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