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Il contrabbasso non passava dalla porta

Entrarono in bar due musicisti
Il primo era un tipo smilzo, asciutto, sgangherato, portava un cappello di lana cotta, come si usava un po' di anni prima. Si poteva definire un cimelio da museo, e non parlo solo del cappello: mi riferisco a tutto quello strano personaggio.
L'altro era semplicemente grasso.
Si sedettero al tavolo sotto alla finestra e incominciarono a parlare.
barista: cosa vi porto?
il primo: acqua con ghiaccio
il secondo: un caffè e un bicchiere d'acqua.
Mi sarei aspettato di trovare due motori a scoppio vecchio stampo, da whisky e benzina, ma purtroppo non superavano i consumi di un monopattino.
il primo: sono a secco di soldi caro mio.
il secondo: non si trova piu tanta gente disposta a pagare il prezzo che la buona musica costa.
il primo: già le radio invece non avanzano tante pretese: le piazzi lì, le dai da mangiare un po' di corrente e si accontentano ogni tanto una qualche carezza alla sintonia.
il secondo: concorrenza sleale.
il primo:sai qual'è un altro problema grosso di noi contrabbassisti? le porte.
Il contrabbasso non passa mai dalle porte: sono sempre troppo strette e lui sempre troppo largo;
è una discriminazione naturale allo strumento, come se involontariamente gli edifici si facessero scudo dal suo suono.
il secondo:ma non suona mica male... lui..
il primo:effettivamente nemmeno gli edifici hanno orecchie per sentirlo.
il primo: seriamente, non so più che cosa dare da mangiare alla mia famiglia
il secondo:è una brutta faccenda
il primo:abbiamo talento ma siamo poveri
il secondo: credo che sia colpa di questo secolo che è arrivato e ha spinto via tutti quelli che erano rimasti aggrappati a quello vecchio. Un bel colpo di spugna, il progresso.. Beh, sono arrivate tante cose belle con lui, ma nessuno le aveva chieste. Voglio dire, come se entri in un bar e ti portano una bottiglia di champagne senza averla ordinata: a nessuno fa schifo lo champagne, ma c'è chi può pagarla e chi è costretto a rifiutare. È solo che qui non puoi rifiutarlo perchè ce l'hanno già rovesciato addosso e allora se non paghi sei un criminale.
il primo:vedi, il progresso decide per noi, siamo suoi burattini; è lui che decide chi passa dalle porte e chi resta incastrato col contrabbasso.
il secondo: e dio in tutto questo che fa? sta ha guardare?
gli stanno soffiando il posto di lavoro.
il primo: credo che dio suoni il sassofono.
sta a suonare in un'angolo mentre il mondo si scombina, ma lui preso dalla sua musica non si accorge nemmeno delle cannonate.

 

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