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Essere me stesso

Cammino per la strada e non mi sento a mio agio. Le persone mi guardano come se fossi malato. Le donne mi schivano, e gli uomini m'insultano. Mentre i bambini hanno paura di me, come se fossi un lupo cattivo. Non capisco? Non hanno niente da temere. Sono un uomo pio e vado ogni domenica in chiesa. Ascolto la parola di Dio e cerco di metterla in pratica. In ogni caso non c'è niente da fare. Io non sono nessuno per loro. Cerco in tutti i modi di farmi apprezzare ed amare. Faccio comunemente la cosa giusta, ma per loro non va bene lo stesso. Trovano sempre qualche scusante per accusarmi. Quando mi trovo sull'autobus mi alzo e faccio sedere le donne nonostante molti posti siano liberi. Mi aspetto delle grazie, invece: "Adesso vattene!" Pulisco i giardini de Signori e ricevo una misera paga. Sorrido sempre e non mi faccio mai vedere scontento, e mi dicono: "Che fai mi prendi in giro". Mi faccio insultare e non rispondo, e dicono di me che sono violento e maleducato. Mi hanno chiuso in prigione per reati che non ho mai commesso. Spiegando loro la verità: " Non sono stato io a rubare in quel negozio.". Non mi credono e dicono che sono un bugiardo. Allora mi domando: " Qual è il mio sbaglio?" Essere nato negli anni '50, nel nord America e d avere la pelle di colore nera. È forse questa la mia colpa.

 

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4 commenti:

  • tania rybak il 11/04/2010 00:25
    visto che sei nato nel 1990 presumo che parli di un'altra persona, magari molto cara, che ha vissuto questi disagi. non ha alcuna colpa una persona con la pelle nera, la mia è bianca come la neve e certe volta anche io mi sono sentita stanca di spiegare il perché dei miei capelli biondi e della pelle troppo chiara, magari tu mi potresti prestare un po' di colore e io in cambio ti darò un po' di calore umano che ti manca, essere bianchi non vuol dire essere diversi o non essere giudicati o criticati senza motivo, lo fanno un po' tutti. il problema è nel cuore delle persone che hanno paura di aprirlo alle persone sconosciute, ai quelli che non sono cresciuti insieme a loro, vale oro l'affetto e la tolleranza anche per chi è diverso da te, dare fiducia e non avere paura, farebbe diventare questo mondo migliore, ne sono sicura
  • Carmelo Trianni il 10/04/2010 12:28
    Mi piace questo tipo di racconti, perchè si possono dare diverse interpretazioni e ciò dipende sia dall'autore che dal lettore.
    Il questo caso il racconto lo vedo un po' autobiografico e un po' come un mezzo per dar voce a chi ha subito anche in parte gli episodi sopra raccontati.
    I complimenti sono per questi motivi
    Saluti
  • giampaolo marcialis il 09/04/2010 17:25
    ho letto il commento di mariella ; ho l'impressione che non abbia capito molto del tuo racconto. Mi dà l'impressione che sei abbastanza pessimista. Vedi tutto "nero". Non è facile "essere me stesso " Spero comunque di sbagliarmi. È meglio lasciar perdere i complimenti.
  • mariella mulas il 09/04/2010 16:48
    Carissimo, il tuo scritto è una finestra aperta dove è chiaro quel rumore di disagio...
    Hai espresso veramente in modo perfetto il senso di distacco, se non di disprezzo evidente, degli atteggiamenti ostili che spesso primeggiano nei comportamenti in generale... ma nel particolare no, non è così.. io credo e spero... Ognuno di noi guarda al prossimo come persona da considerare al di là di qualsiasi diversità dovuta sia al colore della pelle che ad altri motivi. La diffidenza a volte è maschera della paura.. ma dietro vi è sempre un cuore disposto ad amare per quel che si è.
    Complimenti!

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