PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Tempus Fugit

Doveva andarsene fare qualcosa caso mai non ce l'avrebbe fatta lui doveva provarci, era da tempo che ci pensava tuttavia non era riuscito ancora a fare niente fino a quando cerco di provarci e allora pensava che la prima cosa da farsi prima ancora di pensare a quello che avrebbe fatto dopo.
Doveva fuggire andarsene da da li andarsene da quello stato delle cose in cui ora si ritrovava.
Decise allora che sarebbe corso via. Via come una lepre inseguita da un cane. Un cane spaventoso, idrofobo, rabbioso che poteva ucciderlo farne un sol boccone di lui. Molta era la strada da fare se non voleva ritrovarsi avvinghiato con quella cosa fatale e allora corse, corse sempre più forte, più svelto che mai fino a che le gambe non gli dolevano fino farsi spuntare i calli nei piedi. Oramai stanco e quasi arreso con la mente sfinita peggio delle gambe in un fare stanco si inginocchio.
Quello che aveva visto per un istante, solo per un attimo, uno spicchio di tempo aveva corroso la sua mente pervaso di nulla il suo stato di animo riportato a zero le sue ambizioni. Ma cosa fare adesso se l'era chiesto prima di tentare la fuga oramai
disperata.
E ora eccolo qua fermo a ripensarci che fare si disse tornare indietro? Era lui tanto coraggioso da dover affrontare...
Si decise allora. Piano piano torno la, da dove aveva iniziato e allora un piccolo tono di coraggio si fece avanti.
Era la sua mente? Le sue gambe? Il suo cuore che sembrava certamente averne risentito.
Arrivo la e si mise a pensare... E allora alzo lo sguardo...
Sempre più coraggioso con le ultime forze rimaste apri gli occhi
... Finalmente, finalmente i suoi occhi vedevano quel male. Il lato oscuro. La carogna, quel cane pensato poco prima.
Solo che ora non era lui a riflettere ciò... Ma lo specchio, di quel posto. Quella era la
sua immagine.
Il suo volto, l'ipocrisia il male.
Non più un riflesso la ma sua vera entità di ciò che era ciò che ancora e.
Il tempo vola la dove un rimedio non basta rimane solo se stesso.
La sua immagine riflessa in uno specchio.
e allora basta capire.
basta pensare
basta fuggire da te stesso.

 

2
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0