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Lettera a Jopp

Cara Joop, sono molto felice di avere un'amica di penna, anche perché credo che sia importante confrontarmi con altre persone non solo a scuola e nei luoghi pubblici, ma anche attraverso le parole scritte. Prima di tutto voglio presentarmi: mi chiamo Josephine, ma tutti mi chiamano Jo. Sono una ragazza di Indole socievole, forse un po' Cocciuta, però ho tanta volontà, se non ne avessi non avrei mai preso questa carta da lettere, e non ti avrei mai parlato di me. Ho quindici anni, e si sa a questa età i genitori parlano spesso del futuro, infatti mia madre molte volte che cosa farò da "grande". Io non ho mai risposto apertamente, però ho tante idee. Se chiudo gli occhi la prima professione che mi viene in mente è la scrittrice, anche perché il mio sogno è diventare una scrittrice famosa, in seguito vorrei anche divenire una giornalista e mettere su famiglia; già mi immagino tutto... La mia scrivania è piena di fogli e penne, ci sono anche pile di libri, e le mie mani sono imbrattate di inchiostro, insomma mi immagino molto indaffarata a scrivere di tutto. La mia concentrazione viene interrotta da un gemito. Ascolto meglio e capisco che quel suono è il pianto di un bambino: è mio figlio, probabilmente avrà fame. Passo per l'Angusto corridoio, e mi dirigo verso la cameretta del piccolo. Squilla il telefono, mollo tutto e vado a rispondere: è quello Zotico del mio vicino, non fa altro che Blaterare. Dopo aver riattaccato, una pallottola di pelo mi salta addosso : è Joke, il mio cagnolino. Mi ricordo che devo spazzolarlo, vado nel ripostiglio e prendo l'occorrente.
Fischiando e battendo le mani invito il cucciolo a venire da me. Nessuna risposta. Capisco subito che si è nascosto, ormai mi ci sono abituata. Dopo un po' lo trovo, lo acchiappo dal collare e lui si arrende, ma proprio quando tutto sembra tranquillo Joke mi morde il molso, io mollo il collare e lui scappa via. Mi ha ingannato con uno Strataggemma! Sento da fuori il rumore del motore di un'auto :finalmente è arrivato mio marito. Mi dice che vuole portare me, lui e nostro figlio in pizzeria, anche se io non ho un abito Consono all'avvenimente. Infilo i jeans e una maglietta e sono pronta. Lancio a Joke dei biscotti, e lui li mangia scondinzolando, ne è Ghiotto!! Torniamo a casa non troppo tardi, e solo dopo mi accorgo che un'altra giornata è terminata. Io lo immagino così il mio futuro, però adesso torniamo alla realtà. Ormai è Luglio inoltrato, e dalla finestra della mia stanza posso vedere il cielo e il mare. Osservandoli mi accorgo che, il cielo è particolarmente Terso, invece il mare è un po' agitato, ma è bello vedere le onde che si infrangono sulla riva. Parlami anche tu di te e del tuo futuro. Mi dispiace che tu debba leggere questa lunga lettera, in futuro sarò più breve.
Corro ad imbucare.
A riscriverci.
Tua Jo

 

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