username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Il Galeone Spettrale

In quell'epoca, di cui ho ricordi annebbiati, come le immagini dei sogni o di un passato lontanissimo, ma allo stesso tempo vividi come le visioni e le sensazioni dei deliri psicotici, di cui conosco bene gli effetti devastanti, vivevo in un castello sul mare da cui spuntava una torre massiccia. Ricordo quella sera di tempesta. Tempesta portata da venti di libeccio. Stavo recitando formule magiche lette su libri con scritture e simboli occulti. Sui muri della stanza erano appese incisioni di creature inumane e mostri marini. Alle mie parole fluttuavano strani bagliori e udivo voci provenire da dimensioni oltre la vita e il cosmo.
Vivevo vagando in quella fortezza dai muri grezzi, corrosi dalla salsedine, con il tanfo di acqua salata e pesce marcio. La fortezza si trovava nel mare, tra le onde, ed era collegata alla costa da un lungo ponte. La tempesta era molto forte e alzava enormi onde, ma la pioggia leggera. All'orizzonte vidi un galeone come fluorescente nel cielo crepuscolare e il mare scuro, nero, tra la spuma e i marosi. Salii sulla torre e vidi bene il galeone con la bandiera pirata, raffigurante il teschio e le tibie incrociate. Il galeone lentamente si avvicinava scosso dal mare. Sembrava trasparente, le onde più grandi lo attraversavano senza rovesciare la sua grande mole. Era stato evocato da me, come un richiamo.
Si fermò vicino alla fortezza. Dalla torre vedevo che la grossa nave era abitata da pirati scheletrici e fantasmi. stavano lì, sembravano non accorgesi di me.
Mentre scendevo dalla torre, passai davanti a un grande specchio che rifletteva per intero la mia immagine. Ero io, ma quasi come un fantasma, nello specchio perdevo definizione. Il mio volto era pallido e scavato. Gli occhi infossati come caverne brillavano profondi, circondati dalle orbite scure che l'incorniciavano. I capelli crespi, lunghi fino ai lombi, sembravano un groviglio di ragnatele che brillavano d'argento nella luce spettrale di quella sera. Una corazza mi copriva il petto, mentre la maglia metallica rivestiva aderente le mie gambe magre e le braccia. Un cinturone spesso e pieno di borchie stringeva la vita.
Nella corte c'erano dei forzieri con i legni marci e oggetti d'oro sul terreno bagnato. C'era una spada che presi e legai sotto il cinturone. Uscii fuori dal castello, vicino al galeone nella tempesta. Anche se il mare era agitato, c'era una leggera pioviggine e il vento di libeccio dal Sahara. Le vele strappate si muovevano lentamente, inquietanti e spettrali. Scese una scala dall'alto della mole del galeone: dovevo salire. Arrivato a bordo, c'erano gli spettri dei pirati già visti dall'alto. Alcuni avevano sembianze umane. Altri erano fantasmi di creature marine dall'aspetto antropomorfo: chi aveva la testa simile alle piovre e chi sembrava avere il volto come certi pesci degli abissi.
La nave si mise in viaggio verso nord. Nessuno dell'equipaggio parlava o si rendeva conto di ciò che succedeva; c'era una forza che guidava tutti. Navigammo poco, fino alla vista di un borgo costiero fortificato, circondato da mura e torri. Gli abitanti dai bastioni e le torri cercarono di colpirci con le balestre: la cosa non aveva nessun effetto su noi spettri; erano vivi gli abitanti del borgo. Il galeone si arenò accanto alle mura di cinta. Assalimmo la gente ormai impaurita dalla nostra flotta di fantasmi. Squartavamo uomini e donne; il loro sangue irrorava il borgo.

12

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0