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Nell'oscurità

-Non farlo! Sacrilegio! Urbi Et Orbi!-
Perentorio, Sofoclo ammonì la figlia.
Marcella Dell'Otre, un cognome assai scomodo, lo squadrava carica di un odio generazionale che solo tra genitori e figli può essere annoverato.
-Mi avevi promesso che con l'ottenimento della laurea avrei potuto...-
-Taci! In questa casa comando io e non ammetto repliche!-
Si sa d'altronde, la crisi economica aveva messo in ginocchio tre quarti del globo, già era un miracolo fare "la prima", figurarsi le repliche.
Ma Marcella Mica Mollava, Mentì, Ma Mollare Mai.
La madre intanto, gli occhi gonfi di lacrime napulitane, da dietro un paravento le faceva cenno di avvicinarsi.
Di soppiatto, sgattaiolando furtiva, si avvicinò a quell'oggetto da cui era partito il cenno. Dietro, ancora sgomenta, la mamma Eraclita sgambettava impaziente.
-Dimmi quanto...-
-Oh mamma, ma io...-
-Non ti devi...-
-Ti voglio un sacco...-
Ma la notte stessa fuggì. Solo le stelle le erano testimoni.
La natura doveva fare il suo corso del resto, ed ormai affacciata alla tenera età di quarant'anni, Marcy, il vezzeggiativo era d'obbligo, avrebbe deflagrato tutta l'energia compressa in famiglia.
E sembrò anche facile agli inizi, ma dato che non tutte le ciambelle riescono col buco, tanto va la gatta al lardo e chi più ne ha più ne metta, il castello crollò miseramente.
Una megera un giorno riuscì, con l'inganno, a predirle il futuro. Naturalmente era lapalissiano che il tutto aveva secondi, se non terzi, fini.
-Attenta! Venere è in transito, Marte in sosta vietata attende Giove sul primo binario. Niente di buono all'orizzonte...-
-Oddio! Mi aiuti la prego! Cosa dovrei fare?-
Marcella, tra Felata e Incisa Val d'Arno, era ancora più spaventata.
Magari ci fosse stata la tata. Ma non l'avrebbe certo invitata e men che meno accudita.
Paola però non si diede per vinta, e passata la paura ricominciò a chiamarsi Marcella, un nome a cui lei si era affezionata anzitempo.
Salì in macchina e sgommando si eclissò da quel luogo angusto. Voleva ricominciare, vivere una vita piena, finalmente, di quelle gioie tanto decantate nei libri che lei aveva divorato, ma che non riusciva a materializzare nella vita reale.
Ma improvvisamente un bip sospetto sembrò provenire dall'accendi sigari. Che auto diabolica era mai quella? E perchè non era nemmeno menzionata in tutte le righe precedenti?
Con dita tremanti pigiò il tasto sopra descritto. Subito il cruscotto si trasformò in un elegante monitor dal quale appariva sfarzoso il viso di un genio.
-Comanda o mia regina ogni tuo desiderio è un ordine!-
Questo era decisamente troppo. Confusione totale tra vita reale o regale che dir si voglia, ma quell'occasione così ghiotta non se la fece sfuggire.
-Vorrei essere la moglie di Johnny Depp!-
Ed il resto della storia era ormai scontato e prevedibile.

 

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