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Gente comune

Era un tranquillo pomeriggio di Aprile, uno di quelli in cui senti ancora l'odore umido di bagnato per le strade dopo giorni di pioggia. Il sole andava scomparendo all'orizzonte e le note della canzone "La cometa di Halley" echeggiavano fra le persone che camminavano tranquille per via Sparano. Il cantante, come ogni giorno da ormai anni, era seduto su una panchina proprio di fronte alla libreria Laterza. Era un uomo robusto, con le gambe e le braccia sproporzionatamente piccole rispetto alla sua corporatura robusta, osservava, osservava i passanti, in ogni minimo particolare e, con gli anni aveva imparato a conoscerli senza averci mai parlato, senza sapere chi fossero, cosa facessero o dove andassero, senza sapere niente di loro ne intuiva già il carattere. A pochi metri di distanza un gruppo di ragazzi usciva dalla libreria, mentre uno si accendeva una sigaretta gli altri parlavano di un nuovo libro appena uscito. Proprio in quel momento, fra di loro passò un uomo, alto e robusto procedeva a passo veloce lungo la strada affollata, elegante nel suo abito blu notte camminava dritto, senza guardare in faccia nessuno. Intanto dall'altra parte del marciapiede un'anziana signora in pelliccia passeggiava tranquillamente fra vetrine ed abiti costosi, con aria altezzosa cercava di non guardare la moltitudine di extra-comunitari che la attorniavano, come se si trattasse di qualcosa di poco "decente" per la città. Uno di questi sedeva su una panchina, la barba arruffata ed il viso sorridente che lasciava intravedere i denti bianchissimi che contrastavano con la sua pelle scura, gli occhi, celesti come il ghiaccio tradivano il suo animo allegro, quegli occhi che trasmettevano forza e voglia di vivere. Seduta di fianco a lui c'era una giovane ragazza, i capelli ricci che le ricadevano lungo le spalle, gli occhi scuri e profondi che osservavano il cielo rosso, due occhi belli, suadenti, caldi e spietati al tempo stesso. Lentamente si incamminò lungo quella che è la strada più affollata di bari, si guardò indietro per un attimo, ed in un istante i suoi occhi scuri si incontrarono con quelli celesti del ragazzo, il tempo si dilatò e gli istanti divennero ore... un improvvisa risata di un uomo lì vicino li riporto alla realtà, la ragazza si girò di scatto facendo svolazzare i suoi ricci castani, pensava che non avrebbe rivisto più quel ragazzo, pensava che le loro vite non si sarebbero più incrociate, ma mai come allora si sbagliava. Il sole era tramontato da poco su via Sparano a Bari, le note della canzone "la cometa di Halley" risuonavano ancora nella strada, il cantante osservava i passanti, e, così come era entrato, uscì dalla nostra storia: cantando.

 

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1 commenti:

  • Roberto Di Palma il 09/05/2010 22:00
    Bel racconto, a mio avviso scorrevole e piacevole alla lettura, molto bravo, complimenti, 5 stelle solamente per il modo in cui l'hai scritto!
    Se vuoi e se hai tempo passa da me e dimmi cosa ne pensi delle mie opere. Ancora complimenti

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