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Non sono più qui

Come gli amanti di Klimt, come gli amanti di Magritte. Se ci fosse uno spagnolo direbbe volver volver volver.
Un urlo accecante mi sbrana le vene i polmoni. Dov'è? Dov'è?
«Come Joel e Clementine. »
«Come Bob e Charlotte. »

«Mi hai rapito» mi dice.
«Mi hai lasciato andare. Mi hai mandato via. Mi hai cancellato. »
«Voglio darti delle risposte. »
«Non voglio farti domande. Sono ancora in una situazione di breakeven. Ho i crampi allo stomaco solo a dirlo. »
«Io... »
«Zitta, non dire nulla. »

Io sono freddo come l'oceano. Vorrei provare caldo, qualcosa di bollente per le vene. Ma sono freddo. Sento mercurio e acciaio.
Il fuoco, il fumo. I cerchi escono dalla bocca e si estendono, diventando anelli alla ricerca di un pianeta che non esiste.

«Non in questo universo» le dico.

Il tempo e lo spazio, distorsione della luce e del buio. Quanto può costare un atto di coscienza? Quanto può costare il senso di colpa? Quanto può costare l'amore?

Avete presente quei paesaggi strappa lacrime? Il mio preferito è la spiaggia, se possibile di notte. Vedere, anzi non vedere il confine che separa cielo e mare è uno spettacolo. Si confondono.
Fanno l'amore. Ma io e lei no.
Io con la mia sigaretta.
Lei con uno zaino. E con le lacrime, appunto. Strappate dal mio sguardo, così profondo, così vero. Strappate dal leggero vento che le scaglia addosso quei granellini di sabbia che sembrano pesare tonnellate. Eppure sentirsi accarezzata.
La luna è nascosta da due nuvole. Anzi è una soltanto.

Sorrido: «Ma porca miseria, l'unica nuvola del cazzo che c'è stasera proprio davanti alla luna si doveva mettere? » e lei accenna una risatina. Un sorriso.
Dio... quelle labbra... quegli occhi, io penso.
Dio... il suo umorismo... il suo romanticismo, lei pensa.
Ovviamente nessun suono. Le onde sono in sciopero, così il mare assiste inerme a questa scena. Senza pop corn. Per fortuna.

«Ho perso il conto» le dico.
«Io... »
Rimango in silenzio, facendole capire che non deve dire più nulla. Capisce.
Getto la sigaretta ormai finita. Lei a momenti salta dal brivido perchè sente il frastuono di una bomba atomica.

«Ci siamo persi, come due perfetti imbecilli... non riesco nemmeno più a piangere. »

Il mare si addormenta con qualche piccola onda sulla spiaggia. Le stelle sono tristi. La Luna, l'orsa maggiore, orione, antares. Lacrime e buchi neri a perdita d'occhio. Nessuno ha vinto. Hanno vinto solo la precarietà e la paura.
Me ne vado e non mi giro per controllare quello che fa lei. Vorrei tanto. Il cuore batte a seimila, ma non devo farlo.

Niente applausi.

Niente titoli di coda.

 

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • Guido Ingenito il 22/05/2010 13:47
    grazie mille giacomo! la capacità di sintesi è un lato della medaglia, perchè io sto cercando di imparare ad articolare meglio i miei racconti, renderli più complessi (rimango comunque affezionato alla sintesi estrema, amo le frasi corte e schiette) - mi sarebbe piaciuto vederti insegnare (cosa?). Devo dire che sei una persona dalle mille sorprese
  • Anonimo il 22/05/2010 13:40
    Bel racconto, scritto bene ed in modo originale. Nostalgia per un amore perduto e rimpianto di non aver tenuto duro o anche rimpianto di non aver fatto qualcosa che poi alla fine non si sa bene quale cosa doveva essere... a me è capitato... il rimpianto è quello che alla fine di tutto fa soffrire di più. Bel racconto... e poi hai quel dono della sintesi che io non ho... quando insegnavo parlavo quattro ore di fila e non sentivo la campanella dell'intervallo.
  • Guido Ingenito il 22/05/2010 13:09
    grazie Antonino, spero che le mille sfaccettature non gettino nel caos - sto provando una sorta di amore accademico per alcuni di voi: per me che studio sociologia sentire citare goffman è davvero soddisfacente
    Guido
  • Anonimo il 22/05/2010 12:57
    "Noi siamo sempre sulla scena anche quando pensiamo di essere assolutamente spontanei e sinceri nelle nostre reazioni dinanzi agli altri."(E. Goffman)
    Che dire... un racconto breve ma dalle mille sfaccettature Ottimo Guido
  • Guido Ingenito il 22/05/2010 01:35
    ti scuso a prescindere Lau non ti preoccupare.
    non era l'effetto voluto ma effettivamente gli ultimi due racconti hanno l'intensità che tu hai descritto. In questo secondo racconto ci sono gli elementi che hai colto alla grande, rimpianto e amarezza. Sono proprio contento quando ciò che scrivo arriva, tu sei tra quei lettori che più mi entusiasmano, c'è poco da fare. sulle toerie, possiamo discutere ore ore ore ore e ancora ore
    buonanotte
    Guido
  • laura cuppone il 21/05/2010 17:09
    scusa i refusi...
    sono stanchissima...
    Lau
  • laura cuppone il 21/05/2010 17:08
    nel precedente racconto
    la'more trovava la sua dimora migliore
    tra le spighe
    ed era leggero.. e volava...
    in questo invece
    si fa prendere
    dall'addio
    dal senso del rimpianto
    dall'amarezza del non aver
    osato crederci...
    due aspetti bifronte dello stesso elemento.
    ... ma non so se la teoria del 50 e 50 si applicabile...
    la bilancia pende sempre... da una parte...
    Laura
  • Guido Ingenito il 21/05/2010 13:49
    grazie mille myatyc - i tuoi complimenti sono davvero raffinati e graditi. l'argomento è di per sè un po' usurato, scriverci diventa sempre più una sfida: forse è proprio per questo che non ci si rassegna a farlo buona giornata
    Guido
  • myatyc myatyc il 21/05/2010 13:26
    Bella interpretazione di un motivo reso ormai obsoleto alla morte... migliaia e migliaia di racconti e poesie sempre pregni di mielosi addii e notturne veglie lacrimevoli... forse perché anch'io ho condiviso gli stessi sentimenti dei protagonisti, ho particolarmente apprezzato la loro metallica durezza. Anche lo stile, tagliente, mi piace.
  • Guido Ingenito il 20/05/2010 14:40
    grazie mille nunzio, ciò che dici mi ricorda la teoria sociologica di goffman, che io apprezzo particolarmente.
    Guido
  • Anonimo il 20/05/2010 10:07
    Come in un film, la vita è rappresentazione scenica. Solo che noi siamo interpreti e spettatori, e i ruoli si scambiano sovente, senza sosta. Il punto è capire quando.
    Bello il tuo racconto. Ciao.

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