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La vita e la morte

La morte, si sa, quando viene non guarda in faccia a nessuno; che una persona sia ricca o povera, buona o cattiva, gentile o sgarbata, sana o malata, per lei non fa nessuna differenza. Inutile inveire, lamentarsi, piangere ecc., perché, la morte, è nell'ordine delle cose. Di solito, quando muore qualche conoscente, al di la delle circostanze dell'evento, non vado mai oltre un senso di dispiacere, cosa che ritengo normale perché, come ho detto, tutti siamo destinati a morire.
Ha volte però, capita, che la persona sia come "quotidianità" e la sua mancanza mi mette una sorta di vuoto interiore, come se fosse venuto a mancare qualcosa di me. Non mi riferisco a persone amate, o di cui sono particolarmente legato affettivamente, ma di semplici conoscenti; persone che vedo tutti i giorni, che rientrano, se cosi si può dire, nell'orizzonte della vita.
L'evento è accaduto l'altra notte. La signora A... di 89 anni, vicina di casa - tutte le mattine era una sorta di sveglia allegra - sempre sorridente, attiva, disponibile, incapace di dire no a nessuno, amante delle passeggiate che, tutti i giorni, faceva con le amiche - Lei era la più anziana - dopo un malore improvviso ci ha lasciato.
La signora, io la conoscevo poco, anche perché non sono originario di qui; oltre il saluto e qualche chiacchiera, generalmente sul tempo e sulla famiglia, non c'è mai stato niente di più. Eppure, quando la mattina seppi della sua morte, mi prese un "magone" da farmi quasi star male.
Fu come se qualcosa della mia vita si fosse sciolto al sole e non ci fosse più nessuna possibilità di ripristinarlo; come se, d'improvviso, qualcuno m'avesse rubato qualcosa a cui tenevo in modo particolare. Pur essendo, Ella, un "fiore appassito" dall'età, faceva parte di un "paesaggio a cui nessuno vorrebbe rinunciare perché legato a troppi avvenimenti della propria vita. Un fiore che nessuna morte potrà mai distruggere perché rimane indelebile dentro di noi.
È per questo che oggi, io, insofferente ad ogni sorta di riti, siano essi religiosi o laici, mi sono recato in chiesa per assistere al Suo funerale come ultimo saluto; anche se devo dire che non dimenticherò mai il Suo calmo incedere verso l'ultimo viaggio.

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 02/06/2010 21:33
    cose la morte una anima che vola nel suo stato di essere questo tu lo vedi perche tu sei cosi il dolore e la sua mancanza corporea di non rivederla piu'le anime si riconoscono un in unico cuore che e' il tuo scroprendolo in tutti sentendoti cosi
  • Anonimo il 28/05/2010 08:41
    Un punto di riferimento che non c'è più, per quanto distante da noi, ci disorienta, ci sconcerta. E ci fa star male.
    Ottima considerazione sulla morte.
  • Anonimo il 27/05/2010 19:01
    La vita è questa. Bisogna farsi forza e stringersi attorno ai propri cari Visto che oggi Guido è tirchio e mette a tutti 4 stelle, io te ne do 5, perché la riflessione merita!
  • Guido Ingenito il 27/05/2010 18:32
    hai proprio ragione Francesco, bisogna saper cogliere ogni piccola sfumatura. dispiace per la dolce signora. ottima riflessione.

    Guido

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